Spotify ha recentemente tolto la sezione dedicata ai monthly listeners dalla pagina pubblica degli artisti, spostando questi numeri solo nella scheda “About”, e rendendoli molto meno visibili ai fan
Il punto di vista della community
La modifica ha suscitato un vivace dibattito su Reddit, in particolare su /r/truespotify:
“It’s gone on every artist. Very odd choice”
“This is insane, it was a great feature, context on how popular an artist is can be important”
Alcuni utenti sospettano che Spotify stia seguendo l’esempio di Apple Music, dove questa metrica non era mai stata esposta .
Motivazioni dietro la scelta
Non esiste ancora un’affermazione ufficiale da parte di Spotify, ma le ipotesi più accreditate includono:
- Riduzione delle pressioni sociali e competitive: il rapper Russ ha sostenuto che la visibilità di certi numeri è un “catalizzatore per confronti malsani” Questi numeri, ha spiegato, sono spesso fuorvianti — basta uno skip dopo 30 secondi per entrare nel conteggio.
- Lottingo agli stream falsi: da tempo Spotify filtra automaticamente ascolti artificiali. Ora la rimozione pubblica potrebbe contribuire a migliorare la percezione dell’affidabilità dei dati .
Pareri di artisti e critica
Russ — artist già ben posizionato su Spotify — ha auspicato la fine della visibilità pubblica dei listener, entrando nel merito della vissuta tossicità dei numeri Anche altri, come Doja Cat, hanno criticato l’ossessione per le metriche, invitando fan e creator a concentrarsi più sul valore artistico che sui numeri.
Cosa cambia per artisti e fan
- Per gli artisti: i dati restano disponibili su Spotify for Artists, con informazioni più approfondite per la gestione professionale.
- Per i fan: l’accesso ai numeri diventa meno immediato. Ora servono passaggi aggiuntivi per conoscere ascoltatori e performance.
In conclusione
Spotify sembra voler ridimensionare la centralità delle metriche pubbliche, forse nel tentativo di alleggerire la pressione sociale e contrastare i confronti competitivi. La conversazione tra utenti e artisti testimonia la diffusione dell’idea che i numeri, così come sono contati, possano distorcere la realtà.




