Sanremo 2026: la Rai non molla. Spunta l’ipotesi di un “festival alternativo”

5 Apr , 2025 - NEWS

Sanremo 2026: la Rai non molla. Spunta l’ipotesi di un “festival alternativo”

Lo scontro tra la Rai e il Comune di Sanremo per il controllo del Festival entra nel vivo. Dopo la sentenza del Tar Liguria che ha dichiarato illegittimo il rinnovo diretto dell’accordo tra la tv pubblica e l’amministrazione comunale, la partita si è riaperta, e stavolta potrebbe davvero cambiare tutto.

Il Tar, la svolta e l’inizio della battaglia legale

La decisione del Tar dello scorso dicembre ha dato una scossa al sistema: la gestione del Festival di Sanremo non può più essere affidata senza gara pubblica. Così il Comune ha accelerato i tempi, decidendo di aprire ufficialmente alla concorrenza. Il 4 marzo 2025, la giunta guidata dal sindaco Alessandro Mager ha approvato una delibera che fissa le regole per l’assegnazione: base d’asta a 6,5 milioni di euro, una quota dell’1% dei ricavi al Comune e la possibilità di organizzare almeno tre edizioni consecutive, rinnovabili fino a cinque anni.

La Rai prova a resistere, ma il Consiglio di Stato frena

La Rai, ovviamente, non è rimasta a guardare. Ha subito impugnato la sentenza del Tar e chiesto la sospensione cautelare dell’iter. Ma il Consiglio di Stato, a fine marzo, ha respinto la richiesta: nessun motivo d’urgenza tale da bloccare la gara, hanno detto i giudici. Un primo stop pesante per Viale Mazzini, che però non ha intenzione di arrendersi.

Un nuovo ricorso, ma senza sospensiva: la strategia Rai

Dopo lo smacco, la Rai ha rilanciato: un nuovo ricorso è stato depositato al Tar Liguria, questa volta contro la delibera comunale che ha avviato formalmente il processo di assegnazione. Stavolta niente richiesta di sospensiva: l’obiettivo è restare in gioco e guadagnare tempo. In ballo c’è molto più di un evento musicale: il Festival di Sanremo vale per la Rai circa 65 milioni di euro di introiti pubblicitari e rappresenta un punto fermo nel panorama mediatico nazionale.

Il 22 maggio la resa dei conti: e se la Rai perdesse?

L’udienza decisiva è fissata per il 22 maggio 2025: sarà allora che il Consiglio di Stato si pronuncerà sul merito della questione. Intanto, il Comune può procedere con la pubblicazione dell’avviso pubblico, attesa a breve. E non è escluso che altri soggetti – magari grandi gruppi media o produttori privati – si facciano avanti con offerte competitive.

Ma la Rai ha anche un Piano B nel cassetto: si parla, infatti, dell’idea di un festival alternativo, da organizzare in un’altra città – si fanno i nomi di Torino, Roma o Napoli – nel caso in cui dovesse perdere definitivamente la gara. Un controsorpasso clamoroso, che potrebbe riscrivere la mappa degli eventi musicali italiani.

rai

Il futuro del Festival è incerto, ma la partita è aperta

Per la prima volta dopo decenni, la gestione del Festival di Sanremo è davvero in discussione. L’egemonia della Rai non è più scontata, e il prossimo mese sarà decisivo per capire se il legame storico tra la kermesse ligure e la tv pubblica continuerà… o se si aprirà una nuova era.


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