YESTE noste, al secolo Stefano Satariano, è una delle voci più autentiche e sorprendenti della scena emergente marchigiana. Classe 1998, nato e cresciuto a Fermo, ha iniziato col freestyle ai tempi delle medie, per poi trovare una forma tutta sua di racconto in musica, che fonde italiano e dialetto, ironia e introspezione.
Dopo essersi fatto notare con YEMO YO LU YEMMETE – un inno alla marchigianità tra autoironia e orgoglio locale – e con la più intima KEMPER, l’artista torna con AAA CERCASI, una traccia ispirata a una storia vera, narrata con lo stile diretto e cinematografico che lo contraddistingue. Il brano anticipa l’uscita del suo primo EP ufficiale e mostra, ancora una volta, quanto YESTE noste abbia da dire – e come sappia farlo a modo suo.
Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio, tra musica, teatro e una voglia sincera di restare se stessi.
INTERVISTA
1 Come nasce l’idea dietro “AAA CERCASI” e quanto c’è di autobiografico nella storia che racconti?
Nasce tutto da una storia vera, avevo finito gli allenamenti di Muay Thai a Macerata, quando ho deciso di andare da solo a prendermi una birretta al bar Ginetta, mentre sorseggiavo la mia birra una ragazza ha attirato la mia attenzione, era molto carina ma il fatto che mi ha colpito é che fosse da sola mentre leggeva un libro nel locale tra la musica e il chiacchiericcio che pervadevano la stanza. Sono rimasto a lungo indeciso tra il voler andare a parlarle, quindi tentare un primo approccio e il non volerla disturbare, tanto che alla fine ho optato per la seconda opzione. Ricordo che poi quando me ne sono andato via affranto, nella mia testa hanno iniziato a risuonare le prime parole della canzone: “Leggevi libri nel club, eri più pazza di me, eri più un puzzle di me”.
Sono arrivato a casa e subito ho cercato una base e ho scritto di getto tutta la canzone immaginando cosa sarebbe successo se fossi andato a parlarle, creando nella mia mente una sorta di sliding doors. Non so se purtroppo o per fortuna non l’ho più incontrata.
2 Il videoclip del brano è diretto da Alessio Beato: com’è stato lavorare insieme e che visione avete voluto portare sullo schermo?
Era la prima volta che collaboravo con Alessio, all’inizio le idee erano tante, visti anche gli spunti di storytelling nella canzone, ma grazie a lui abbiamo scelto di snellire il video per non renderlo troppo ridondante, ricreando questo primo appuntamento immaginario che si é svolto interamente all’interno di Mr. Magoo a Porto San Giorgio, che ringrazio per la disponibilità.
Un ulteriore ringraziamento va anche a Beatrice Vita che nel video interpreta la ragazza della canzone.
3 “YEMO YO LU YEMMETE” è un pezzo molto particolare, anche per l’uso del dialetto. Cosa ti ha spinto a scrivere una canzone sulla marchigianità?
In primis l’attaccamento alle mie origini, nel mio piccolo mi sento fiero di essere marchigiano con tutti i suoi pro e contro, diciamo la verità le Marche sono un bersaglio facile per l’ironia ma tutto sommato noi marchigiani in genere siamo abbastanza autoironici. La scrittura di questa canzone é stata molto spontanea, l’uso del marchigiano nel ritornello era una cosa nuova per me, ma mi é uscito naturale, dopotutto per anni con i nonni ho masticato questo dialetto che spesso fa ridere, ma a me fa tenerezza.
4 Sei stato selezionato tra i 101 artisti di Musicultura 2025: che effetto ti ha fatto ricevere questa notizia?
All’inizio ero incredulo, é stata la mia prima iscrizione a un festival di questa portata, ricordo che quando mandai l’iscrizione lo feci senza aspettative, mi bastava sapere che gli addetti di Musicultura avrebbero ascoltato le mie canzoni, ma essere selezionato tra i 101 artisti non era di certo nei miei piani, quindi ne sono rimasto sorpreso, piacevolmente sorpreso.
5 In che modo il dialetto marchigiano influisce sul tuo stile e sulla tua scrittura?
Io faccio rap, sperimentando qua e là con altri sottogeneri, e il rap é sempre stato indissolubilmete connesso alla verità, la verità di tutti i giorni di chi si cimenta in questa disciplina, é stato naturale attingere al dialetto marchigiano perché fa parte della mia vita, se mi chiedessi di decrivermi artisticamente in tre parole una di queste sarebbe sicuramente: “marchigiano”
6 Ci parli del filo conduttore tra i tuoi tre singoli e di cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo EP?
Il filo rosso tra i miei tre singoli è l’amore: l’amore per le Marche in “YEMO UO LU YEMMETE”, l’amore sofferto di “KEMPER”, e un amore più leggero in “AAA CERCASI”.
Non so cosa possiate aspettarvi dal mio prossimo EP, di certo tanta voglia di esprimere me stesso e quello che mi circonda, l’EP é ancora in lavorazione, questa estate andró in studio per registrare e mixare il tutto.
7 Hai un passato nel freestyle e partecipi anche a poetry slam: quanto questi mondi influenzano la tua musica oggi?
Nonostante io abbia mosso i primi passi nella musica con il freestyle non mi reputo un bravo freestyler, ma ho portato quel modus operandi nella mia scrittura, molto spesso mi capita di scrivere di getto. Anche nella poetry slam, non mi reputo canonicamente uno slammer, dico sempre che faccio slam rap poetry. Questo mi ha permesso di esplorare la dimensione della recitazione di un testo, lavorando sull’interpretazione, in questo settore,senza musica sotto, bisogna fare un lavoro diverso sulle parole per renderle più di impatto.
9 Hai già avuto esperienze live importanti come quella al Teatro dell’Aquila con Max Giusti: che rapporto hai con il palco?
Agli inizi il rapporto con il palco era di pura paura, ero molto insicuro e mi vergognavo tanto, con gli anni, facendo esperienza ho smussato questo timore, semplicemente buttandomi, con un po’ di terapia d’urto, oggi mi sento più self confident sul palco, anche se l’ansietta pre-esibizione si fa sempre sentire.
10 Qual è la tua visione artistica per il futuro e cosa vorresti lasciare a chi ascolta YESTE noste?
Il focus é esprimere le mie emozioni, e se poi queste arrivano anche al pubblico posso ritenermi soddisfatto, spero che tra le canzoni di YESTE noste arrivi il racconto di Stefano, della sua vita, senza troppe sovrastrutture.
CONCLUSIONE
YESTE noste è una di quelle voci che non cercano maschere né scorciatoie: racconta ciò che vive, con il suo linguaggio, le sue sfumature, la sua identità marchigiana mai caricaturale. Tra freestyle, dialetto, poesia e introspezione, sta costruendo un percorso originale, sincero e riconoscibile. In attesa del suo primo EP ufficiale, AAA CERCASI conferma una penna capace di trasformare piccoli incontri in canzoni che restano
Ascolta “AAA CERCASI”:
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