sottoliceberg costruisce con “Diffusione”, “Contrasti” e “river plate” un percorso elettronico nel quale relazioni, ricordi e tensioni interiori emergono lentamente dalla parte più nascosta dell’esperienza personale.
I tre singoli, pubblicati tra marzo e luglio, rappresentano altrettanti capitoli di una ricerca artistica che utilizza synth, atmosfere sospese e momenti più energici per trasformare emozioni private in immagini nelle quali è possibile riconoscersi. Un viaggio che parte dalla fragilità di un rapporto, attraversa la convivenza degli opposti e arriva alla nostalgia per amicizie che il tempo ha inevitabilmente trasformato.
“Diffusione”: il tentativo di restare
Pubblicato il 27 marzo, “Diffusione” è il primo singolo del progetto e introduce l’universo sonoro di sottoliceberg, sospeso tra ambient, synth pop ed elettronica emotiva. Il brano nasce quasi casualmente attraverso la sperimentazione con un sintetizzatore Korg Minilogue XD, diventato il centro di una produzione fatta di pad, arpeggi ipnotici e paesaggi sonori immersivi.
Al centro del racconto c’è un rapporto arrivato in un momento di fragilità. La paura di perdere l’altra persona convive con il desiderio di continuare a provarci, scegliendo di restare nonostante le incertezze.
Le mani diventano così il simbolo principale del brano: non rappresentano soltanto il contatto fisico, ma la presenza, la volontà e il tentativo di trattenere qualcosa che rischia di scivolare via. L’amore raccontato in “Diffusione” prova a espandersi oltre le distanze, i silenzi e il passare del tempo.
“Contrasti”: accettare ciò che convive dentro di noi
Con “Contrasti”, uscito l’8 maggio, la musica di sottoliceberg assume una dimensione più intensa e viscerale. Il brano nasce dall’immagine di uno spazio diviso in due livelli: nella parte superiore si trova lo studio nel quale l’artista compone, un luogo intimo e quasi terapeutico; nella parte inferiore vivono invece presenze, storie e tensioni della quotidianità.
Questa separazione diventa una rappresentazione del rapporto tra ciò che emerge in superficie e ciò che rimane sommerso. I ricordi dell’infanzia, le immagini familiari, le paure e le possibilità ancora sospese convivono senza trovare una soluzione definitiva.
Anche la produzione segue questa dualità, alternando momenti electronic dance più energici a passaggi rarefatti e contemplativi. L’immaginario richiama inoltre L’Empire des lumières di René Magritte, opera nella quale luce e oscurità occupano contemporaneamente lo stesso spazio.
“Contrasti” non cerca quindi di eliminare le opposizioni, ma prova ad accoglierle: passato e presente, controllo e paura, chiarezza e confusione diventano parti della stessa identità.
“river plate”: l’amicizia trasformata dal tempo
Il percorso prosegue il 3 luglio con “river plate”, un singolo che parte da un ricordo di provincia per costruire una fotografia generazionale dal forte impatto emotivo.
Il centro della storia è il TK, un campo di calcetto dove un gruppo di amici si incontrava ogni settimana, prima che la vita li portasse in città differenti come Milano, Roma e Torino. Tra quelle immagini ritorna Alberto, riconoscibile per la maglia del River Plate, diventata nel tempo il simbolo di un’amicizia e di una stagione della vita rimaste soprattutto nella memoria.
La nostalgia, però, non viene raccontata in maniera statica o puramente malinconica. sottoliceberg la trasforma in movimento attraverso una scrittura ripetitiva, simile al funzionamento dei ricordi più importanti: immagini che ritornano, si fissano nella mente e continuano ad accompagnarci anche quando tutto è cambiato.
Il brano sarà accompagnato anche da un videoclip diretto da Alberto Palmiero e Vincenzo Pezone, pensato per approfondire attraverso ironia e malinconia i temi dell’amicizia, della distanza e del ricordo.
Un progetto nato per esplorare ciò che rimane nascosto
Il nome sottoliceberg richiama la parte sommersa dell’iceberg: una massa invisibile, in continuo movimento, che sostiene tutto ciò che appare in superficie. Il progetto nasce durante un percorso di terapia come tentativo di districare ricordi, emozioni e desideri futuri, trasformando la musica in uno spazio di esplorazione e scoperta.
Dietro il progetto c’è una sola persona, impegnata direttamente nella cura della produzione e dell’immaginario visivo, mentre l’identità individuale resta volutamente in secondo piano. Al centro non c’è il personaggio, ma il processo creativo e ciò che riesce ad affiorare attraverso di esso.
Anche l’imprecisione e l’errore trovano spazio in questa ricerca. Le imperfezioni non vengono nascoste, ma diventano elementi del linguaggio musicale, restituendo una dimensione più spontanea e umana.
Da “Diffusione” a “river plate”, passando per “Contrasti”, sottoliceberg delinea così un percorso coerente: tre canzoni diverse, unite dalla volontà di semplificare la complessità emotiva e lasciare emergere ciò che, almeno per un momento, riesce a raggiungere la superficie.
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