“Tango Libero” è la tappa più recente nel percorso di Tommaso Quaranta, giovane musicista romano, classe 2003, cresciuto in una famiglia di violinisti e immerso nella musica fin dall’infanzia. Dopo essersi presentato come cantautore e interprete, Tommaso apre ora una dimensione diversa della propria identità artistica, orientata verso la composizione strumentale e la ricerca espressiva pura.
Diplomando al Conservatorio Santa Cecilia e studente di canto e songwriting alla Saint Louis di Roma, negli anni ha costruito un profilo musicale completo: violinista in orchestre come Roma Sinfonietta e Orchestra del Cinema, pianista e cantante in diverse formazioni, finalista a Tu Si Que Vales nel 2020 insieme ai genitori musicisti. Un percorso tecnico solido che si riflette nella complessità del suo nuovo progetto.
Un tango tra istinto e struttura
“Tango Libero” nasce da un equilibrio dichiarato tra due poli opposti: razionalità e impulso emotivo. Il brano si apre con un tema riflessivo affidato alla viola, quasi malinconico, che progressivamente evolve in una melodia principale più intensa e coinvolgente. Il dialogo tra primo e secondo violino costruisce una tensione narrativa continua, sostenuta da un ritmo incalzante chiaramente ispirato al tango argentino.
L’influenza sudamericana però non resta mai pura citazione: viene filtrata attraverso una sensibilità classica e minimalista. Il risultato è una scrittura che cerca l’estasi emotiva senza perdere la precisione architettonica della composizione. La contrapposizione diventa quindi metodo: ordine e libertà non si annullano ma convivono.
Il primo capitolo di un progetto più ampio
Il brano rappresenta il primo tassello di una serie di pubblicazioni dedicate a pianoforte e quartetto d’archi. L’obiettivo di Quaranta è chiaro: trovare un linguaggio comune tra la dimensione cantautorale e quella strumentale, due forme di espressione spesso separate ma qui pensate come parti della stessa identità.
Non una deviazione, quindi, ma un ampliamento. Il progetto vuole costruire un percorso coerente in cui voce e composizione convivano, permettendo all’artista di raccontarsi senza dipendere necessariamente dalla parola.
Il linguaggio universale di Tommaso Quaranta
Alla base del lavoro c’è una riflessione più ampia sul significato stesso della musica. Per Tommaso il suono è un linguaggio emotivo diretto, capace di comunicare senza mediazioni linguistiche e di cambiare percezione a seconda dello stato d’animo di chi ascolta. L’atto creativo diventa così introspezione individuale, mentre l’ascolto genera una dimensione collettiva e culturale. La musica supera entrambe, trasformandosi in esperienza universale: non descrive semplicemente emozioni, ma le rende condivisibili.
Con “Tango Libero” questa visione prende forma concreta. Non solo una composizione, ma una ricerca di un punto di equilibrio tra tecnica e istinto, individuo e comunità, struttura e libertà.

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