A tu per tu con i Terzopiano, tra pop-rock e quotidianità

10 Mar , 2026 - EMERGENTI

A tu per tu con i Terzopiano, tra pop-rock e quotidianità

I Terzopiano sono una band pop-rock di Treviso attiva dalla fine del 2023, nata con l’obiettivo di trasformare la quotidianità in musica. Nel loro progetto, piccoli frammenti di vita diventano immagini immediate e racconti diretti, sostenuti da un sound contemporaneo che guarda al pop-rock italiano con energia e personalità.

Negli ultimi mesi la band ha pubblicato diversi brani, tra cui “Sottotitoli”, “Banale”, “GIOCODIRUOLO”, “Décolleté” e “MezzaWinston”, disponibili su tutte le piattaforme digitali. Canzoni che mettono al centro storie semplici ma riconoscibili, capaci di parlare a una generazione che vive tra ironia, fragilità e quotidianità condivisa.

Parallelamente alla produzione in studio, i Terzopiano hanno portato la loro musica anche sul palco con live energici e coinvolgenti, esibendosi in festival importanti e condividendo la scena con artisti come Le Vibrazioni, Le Bambole Di Pezza e Dente. Un’esperienza che ha contribuito a definire sempre meglio la loro identità artistica.

Oggi la band è al lavoro su un nuovo EP e sulla costruzione del live 2026, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il proprio sound e ampliare l’impatto dei concerti dal vivo. In questa intervista abbiamo parlato con loro di percorso, musica e delle prossime tappe del progetto.

L’intervista con i Terzopiano

Come nasce il progetto Terzopiano e qual è stata la scintilla che vi ha fatto capire che poteva diventare qualcosa di serio?

Enrico, inizialmente, aveva un progetto da solista che pian piano abbiamo ascoltato e preso sotto braccio. Tutti ci siamo rivisti nei testi che scriveva e insieme abbiamo capito che poteva diventare qualcosa di serio. Ad un certo punto non sapevamo più chi trainasse chi, perché avevamo tutti voglia di essere delle locomotive. Questa la nascita dei Terzopiano.

Nei vostri brani raccontate spesso frammenti di quotidianità: quanto è importante per voi trasformare cose semplici in storie che possano parlare a tutti?

In un mondo dove la comunicazione è complicata, le canzoni devono essere semplici. L’obiettivo è che i nostri pezzi non siano solo udibili, ma anche visibili come delle foto o dei quadri. Tramite i testi vogliamo che ognuno si crei la propria immagine personale, si identifichi e ascoltandoci gli parta quel brivido dietro la schiena.

I titoli delle vostre canzoni sono molto riconoscibili, da “Sottotitoli” a “MezzaWinston”: quanto conta per voi l’immaginario che si crea già dal titolo di un brano?

La voglia di ascoltare un pezzo parte dal titolo stesso. Deve già dirti e comunicarti qualcosa, quasi come un mini spoiler. Come il testo anche il titolo rimanda sempre a qualcosa di tangibile. Non ci piacciono i giri di parole.

Dal vostro punto di vista, cosa rende oggi una band pop rock davvero contemporanea?

Ci sono secondo noi quattro punti chiave: la contaminazione, l’estetica, l’identità e lo studio. Una band contemporanea non è mai pura al 100%, subisce delle influenze e le fa proprie. È fondamentale avere uno stile visivo efficace che ti faccia sentire bene quando sei sul palco. Inoltre è importantissimo parlare di sé e di cose che si conoscono ed ultimo, ma non ultimo, bisogna essere bravi e studiare musica per fare musica. L’arte necessita di arte.

Nel 2025 avete avuto l’occasione di suonare in festival importanti e condividere il palco con artisti come Le Vibrazioni, Le Bambole di Pezza e Dente: cosa vi siete portati a casa da quelle esperienze live?

Abbiamo avuto l’onore di condividere il palco con questi artisti che per noi sono enormi. È difficile realizzarlo ancora oggi! L’importante è imparare dai più grandi.

Il palco sembra essere una parte centrale del vostro progetto: come lavorate per rendere il vostro live energico e coinvolgente?

Cerchiamo di essere sempre noi stessi creando un live autentico, ogni volta diverso, cercando di far sentire il pubblico come se fosse sul palco con noi. Non servono troppi oggetti di scena, la scena siamo noi e le persone che ci vengono ad ascoltare. Ti aspettiamo ad un nostro concerto!

Guardando ai singoli che avete pubblicato finora, sentite che raccontano già una direzione precisa oppure pensate che il vostro sound sia ancora in evoluzione?

Ci stiamo lavorando, il sound è ancora ampiamente in evoluzione ma dal nostro punto di vista abbiamo già individuato una direzione potente e precisa.

State lavorando a un nuovo EP: che tipo di capitolo rappresenterà per Terzopiano rispetto ai brani usciti finora?

Questo EP rappresenterà un po’ uno spartiacque. L’obiettivo è sporcare il sound e scrollarci di dosso quelle “certezze” musicali di cui ti fidi ma che, in fondo, ti tengono fermo. Non abbiamo paura di osare.

Quanto conta per voi la dimensione collettiva della band, sia nella scrittura che nelle scelte artistiche?

La dimensione collettiva è fondamentale. Prima di essere una band, siamo degli amici. Per noi i vari termini “front man”, “batterista”, “chitarrista” sono cazzate. Ci vediamo come sei musicisti che si rendono conto di quanto suonare sia un privilegio e che non pensano ad altro dalla mattina alla sera. Siamo un sistema, non una somma di singoli.

Guardando al 2026, qual è l’obiettivo principale che vi siete dati come band, sia a livello musicale che di crescita del progetto?

Gli obiettivi principali sono quelli di toglierci qualche soddisfazione su bei palchi tornando a condividere esperienze con artisti davvero forti e di scrivere canzoni che facciano dire alla gente “ecco, questi sono i Terzopiano!”. Spunti di crescita non semplici, ma che abbiamo voglia di raggiungere.

Il punto della Redazione

Si chiude qui la nostra chiacchierata con i Terzopiano, una band che sta cercando la propria strada con un’idea molto chiara: raccontare la realtà senza filtri, partendo dalle cose più semplici. Tra titoli che evocano immagini immediate, canzoni che diventano quasi fotografie e un live costruito sull’energia della condivisione, il progetto sta prendendo forma passo dopo passo. Con un nuovo EP in lavorazione e la voglia dichiarata di “sporcare” il proprio sound per andare oltre le certezze, il 2026 potrebbe rappresentare per loro un momento decisivo. L’obiettivo è semplice solo sulla carta: scrivere canzoni che, al primo ascolto, facciano dire al pubblico una cosa precisa. “Ecco, questi sono i Terzopiano.”

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