“Sette sonde sui cromosomi” è il secondo album ufficiale di autune, progetto musicale ideato da Davi Vale, e il primo interamente scritto in italiano. Pubblicato il 12 marzo 2026, il disco attraversa un periodo particolarmente complesso della vita dell’artista, trasformando il malessere, le difficoltà esistenziali e il senso di smarrimento in un cantautorato elettronico dalle tinte intime e notturne.
Dal paesaggio autunnale a un’identità musicale
Nato in Puglia e successivamente trasferitosi in Svizzera, Davi Vale trova nei colori, nelle atmosfere e nelle sensazioni dell’autunno una delle principali fonti d’ispirazione del progetto. Anche il nome autune deriva dall’incontro tra le parole inglesi “autumn” e “tune”, racchiudendo il concetto di “melodie autunnali”.
Il suo universo musicale non segue una struttura fissa. Ambient, elettronica e melodie pop convivono con elementi ritmici provenienti dall’hip hop, arrangiamenti orchestrali e aperture più sperimentali. Ogni composizione assume così la forma di un piccolo ambiente autonomo, mantenendo però una sensibilità riconoscibile.
“Sette sonde sui cromosomi”: il dolore diventa musica
Prodotto e arrangiato con il supporto di Sebastiano Lillo, “Sette sonde sui cromosomi” rappresenta un passaggio importante nel percorso di autune. Per la prima volta l’artista sceglie la lingua italiana, avvicinando la scrittura alla propria esperienza personale e rendendo più diretto il racconto delle emozioni.
Il disco nasce durante una fase nella quale il rapporto con la musica sembrava essersi indebolito. Proprio da questa distanza prende forma un lavoro capace di trasformare la vulnerabilità in materiale creativo, senza nascondere le contraddizioni e le ombre che accompagnano il percorso.
Parallelamente, Davi Vale si avvicina al mondo dell’animazione 2D, trovando in questa disciplina una nuova possibilità espressiva. Immagine e suono diventano così parti dello stesso processo, contribuendo alla riscoperta di una sensibilità artistica che sembrava essersi temporaneamente affievolita.
Da “Komorebi” alle nuove sperimentazioni
Il percorso discografico di autune comincia nel 2019 con la pubblicazione dei singoli “The Orange Peak”, “Detachment” e “A Dry Paper Leaf”. Quest’ultimo viene accompagnato da una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno dei suicidi giovanili, realizzata insieme alla Onlus Stay Aleeve.
Nel 2022 arriva l’album d’esordio “Komorebi”, pubblicato dall’etichetta indipendente Trulletto Records e anticipato dai brani “Apple”, “Pedro from the Pillow”, con Angelo Rosato Fanelli, e dalla versione live di “Like a Plant in a Greenhouse (Chlorophyll)”. I ricavi ottenuti dalla vendita delle copie in vinile vengono devoluti all’associazione Gruppo Verde Speranza.
L’anno successivo pubblica “Reworked Auttakes”, progetto costruito attraverso outtake e riletture del primo album. Alla produzione partecipano Flavio Calaon, Yaree, Fëel, Sebastiano Lillo e Niccolò Monté Rizzi. Anche in questo caso la musica incontra l’impegno sociale: i proventi delle vendite su Bandcamp vengono destinati a Medici Senza Frontiere per sostenere gli interventi medici e umanitari a Gaza.
Una musica libera dalle definizioni
Nel 2024 autune pubblica anche “MacGyver”, singolo dedicato alla memoria del nonno scomparso. Un altro episodio personale che conferma la capacità dell’artista di trasformare ricordi, legami e momenti dolorosi in composizioni stratificate.
La musica di autune rimane difficile da racchiudere in un solo genere. Il progetto attraversa elettronica, ambient, pop e ricerca orchestrale senza ripetersi, costruendo un equilibrio tra spigolosità digitali e aperture melodiche.
Con “Sette sonde sui cromosomi”, questa ricerca raggiunge una forma ancora più personale. L’album non prova a semplificare il disagio, ma lo osserva da vicino, lo attraversa e lo trasforma in un paesaggio sonoro nel quale fragilità e immaginazione possono finalmente convivere.
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