Mariachiara Stabilini, in arte solo Mariachiara, torna con Non Posso Più, il nuovo singolo pubblicato il 10 giugno 2026, confermando un percorso artistico fatto di scrittura personale, presenza live e un rapporto diretto con il pubblico. Cantante e cantautrice italiana, Mariachiara vive la musica come uno spazio di espressione autentica, dove emozioni, esperienze e riflessioni personali trovano una forma sincera.
Il suo percorso discografico è iniziato nel 2022 con Scelgo Me, seguito nel 2023 da Follia, due brani che hanno iniziato a definire un’identità musicale sospesa tra pop e rock, energia e sensibilità interpretativa. Con Non Posso Più, l’artista aggiunge un nuovo tassello a una crescita continua, portando avanti una scrittura che nasce dall’incontro tra vita quotidiana, consapevolezza e bisogno di comunicare qualcosa di vero.
Tra i progetti futuri c’è anche la volontà di raccogliere i propri brani in un album intitolato Scelgo Me, un titolo che richiama il suo primo singolo e che racchiude un messaggio di crescita personale, autenticità e scelta di sé. Per Mariachiara Stabilini, la musica non è soltanto una passione, ma un linguaggio capace di creare connessione, trasformando ciò che si vive in qualcosa da condividere.
L’intervista con Mariachiara
Il tuo nuovo singolo si intitola Non Posso Più: da quale esigenza emotiva nasce questo brano?
Non Posso Più nasce da quel momento difficile ma necessario in cui capisci che devi lasciar andare qualcosa che hai amato. Non perché abbia smesso di avere valore, ma perché restare farebbe più male che andare via. È una canzone che parla della consapevolezza di un limite, del coraggio di accettare una fine e della forza che serve per scegliere ciò che fa bene a noi stessi, anche quando è doloroso.
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questa canzone doveva uscire proprio adesso?
Sì, perché in realtà è un momento che io stessa ho vissuto e che, per certi aspetti, sto ancora vivendo. Quando ho scritto Non Posso Più mi sono resa conto che quello che stavo raccontando non era solo una mia esperienza, ma qualcosa in cui molte persone possono riconoscersi. Credo che tutti, prima o poi, ci troviamo davanti alla necessità di lasciare andare qualcosa che abbiamo amato, pur sapendo quanto possa fare male. Per questo ho sentito che era il momento giusto per far uscire questa canzone: perché racconta una verità che conosco da vicino e che sento profondamente mia.
Quando scrivi o interpreti una canzone, cosa conta di più per te: l’impatto emotivo o il bisogno di raccontare qualcosa di autentico?
Per me le due cose sono legate. Se quello che racconto non è autentico, difficilmente può arrivare davvero a chi ascolta. Cerco sempre di partire da qualcosa che sento reale, anche quando non racconto un episodio preciso della mia vita. L’emozione nasce proprio da lì: dalla verità che c’è dentro una canzone.
Hai iniziato a costruire il tuo percorso con Scelgo Me e poi con Follia. In che modo Non Posso Più rappresenta una nuova fase della tua crescita artistica?
Scelgo Me parlava dell’importanza di scegliere sé stessi, mentre Follia raccontava le emozioni e le domande di un amore giovane che si chiede se riuscirà a durare nel tempo. Non Posso Più affronta invece un momento ancora diverso: quello in cui si prende coscienza che, per quanto qualcosa sia stato importante, continuare a restare può essere più dannoso che lasciar andare. Credo che questo brano rappresenti una fase più matura del mio percorso, perché parla di una scelta difficile ma necessaria e lo fa con una consapevolezza che sento molto vicina a me oggi.
La dimensione dal vivo sembra essere molto importante per te. Cosa cambia quando porti una canzone davanti al pubblico?
La dimensione dal vivo è fondamentale per me. Nella maggior parte dei concerti che ho fatto ho interpretato cover, quindi canzoni che il pubblico già conosce e con cui ha un legame. Portare sul palco un brano originale è completamente diverso: non sai come verrà accolto, non sai se le persone si riconosceranno in quello che stai raccontando. In un certo senso è come mettersi a nudo davanti al pubblico, perché stai mostrando qualcosa che nasce direttamente da te. Proprio per questo, quando una canzone arriva alle persone e riesce a suscitare un’emozione, la soddisfazione è ancora più grande.
Nei tuoi brani racconti emozioni, esperienze e riflessioni personali. Quanto è difficile esporsi davvero attraverso la musica?
Non è sempre facile. Quando scrivi qualcosa di sincero ti metti inevitabilmente in gioco e lasci vedere una parte di te. Però credo che sia proprio questa vulnerabilità a creare una connessione autentica con chi ascolta. Alla fine è un rischio che vale la pena correre.
Hai parlato della volontà di raccogliere i tuoi brani in un album intitolato Scelgo Me. Che significato avrebbe per te chiudere questo cerchio?
Sarebbe un traguardo molto importante, perché rappresenterebbe la chiusura di un percorso iniziato proprio con Scelgo Me. Quel brano nasce dall’esigenza di ricordare a me stessa che esisto anch’io e che anche Mariachiara deve scegliersi fino in fondo. Spesso nella vita ci si concentra sugli altri, sulle aspettative o su ciò che si dovrebbe fare, dimenticandosi di ascoltare davvero sé stessi. Racchiudere tutti questi brani in un album intitolato Scelgo Me significherebbe dare forma a un percorso di crescita personale oltre che artistica, un cerchio che si chiude riportandomi esattamente al punto da cui tutto è partito.
Il tuo percorso musicale convive anche con una vita professionale al di fuori della musica. In che modo questa doppia dimensione influenza la tua scrittura?
Mi aiuta a mantenere i piedi per terra e a osservare la realtà da prospettive diverse. La musica è una parte fondamentale della mia vita, ma anche tutto quello che vivo fuori dal palco finisce inevitabilmente nelle mie canzoni. Credo che questa doppia dimensione renda la mia scrittura più concreta e vicina alle esperienze quotidiane delle persone.
Se c’è una persona che sta vivendo quello che racconti in Non Posso Più, cosa vorresti che portasse con sé dopo aver ascoltato il brano?
Vorrei che capisse che lasciar andare non significa cancellare ciò che si è provato. A volte significa semplicemente riconoscere che qualcosa ha avuto il suo tempo e trovare il coraggio di andare avanti. Se questa canzone riuscisse a far sentire qualcuno meno solo in quel momento, per me avrebbe già raggiunto il suo obiettivo.
Dopo Non Posso Più, quale direzione immagini per il tuo progetto musicale?
L’obiettivo è uno solo: vedere persone che non conosco riconoscersi nei miei testi e nelle mie canzoni. Credo che la musica abbia la capacità di farci sentire meno soli e di creare un legame anche tra persone che non si sono mai incontrate. Sapere che una mia canzone può dare forza a qualcuno, accompagnarlo in un momento difficile o semplicemente farlo sentire compreso, è la soddisfazione più grande che possa immaginare.
Il punto della Redazione
Con “Non Posso Più”, Mariachiara mette al centro una consapevolezza tanto dolorosa quanto necessaria: capire quando è il momento di lasciar andare. Il brano racconta una fine non come una sconfitta, ma come un gesto di lucidità, maturità e rispetto verso sé stessi.
Nel suo percorso, la musica diventa uno spazio sincero in cui trasformare esperienze personali in qualcosa di condivisibile. Tra pop, rock e una scrittura emotiva ma diretta, Mariachiara continua a costruire un’identità artistica legata all’autenticità, alla crescita e al bisogno di creare un legame reale con chi ascolta. “Non Posso Più” rappresenta così un nuovo passaggio della sua evoluzione: una canzone che parla di fragilità, ma anche di forza, ricordando che a volte scegliere di andare via è il primo modo per tornare davvero a sé stessi.
Segui Mariachiara su Instagram.




