4 chiacchiere con i LYMB: dentro “Lord Knows”

22 Giu , 2026 - EMERGENTI

4 chiacchiere con i LYMB: dentro “Lord Knows”

Lord Knows è il nuovo singolo dei LYMB, duo formato da Vmaki e Macrom, disponibile da venerdì 19 giugno su tutte le piattaforme digitali. Il brano nasce come un racconto diretto e senza filtri della provincia italiana, tra fabbriche, parcheggi, bar, appartamenti, difficoltà economiche e sogni che resistono anche quando tutto sembra già scritto.

Con una scrittura cruda ma profondamente umana, LYMB costruisce un immaginario in cui fede, strada e desiderio di riscatto convivono nello stesso spazio emotivo. “Lord Knows” parla a chi prova a guardare più in alto, a chi sente di appartenere a un luogo ma allo stesso tempo cerca una via per superarne i confini. Non c’è romanticizzazione della provincia, ma una fotografia sincera di ciò che significa crescere tra sacrifici, ambizioni e necessità di credere in qualcosa.

Il videoclip diretto da Manuel Zaffiro, in arte Mzey Films, amplifica questa visione con un’estetica cinematografica intensa, tra richiami street e suggestioni spirituali. In questo nuovo capitolo, LYMB trasforma la propria esperienza personale in un racconto generazionale, dando voce a tutti quei ragazzi che cercano di costruire qualcosa di diverso dal destino che sembrava assegnato loro.

L’intervista con i LYMB

“Lord Knows” racconta una provincia molto lontana dagli stereotipi romantici. Quanto c’è della vostra esperienza personale nelle immagini e nelle situazioni che descrivete nel brano?

C’è tantissimo della nostra esperienza personale. Siamo cresciuti tra Besozzo e Leggiuno, realtà che spesso vengono raccontate come luoghi tranquilli e senza particolari contrasti, ma per chi le vive ogni giorno esistono anche altre sfumature. Nel brano raccontiamo quella sensazione di sentirsi bloccati tra ambizione e quotidianità, tra il desiderio di andare oltre e la realtà che ti circonda. Non abbiamo voluto inventare nulla: le immagini e le emozioni presenti nel pezzo nascono da situazioni che abbiamo vissuto o osservato direttamente.

Nel pezzo emerge l’idea che la fiducia in sé stessi sia l’unica vera possibilità di cambiare il proprio destino. Quando avete capito che la musica poteva rappresentare quella strada anche per voi?

Non c’è stato un momento preciso, ma una serie di piccoli segnali. All’inizio la musica era semplicemente un modo per esprimerci e sfogarci. Con il tempo abbiamo capito che poteva diventare qualcosa di più quando abbiamo iniziato a vedere persone riconoscersi nelle nostre parole. Da lì ci siamo detti che la musica avrebbe potuto salvarci dalla vita di strada.

La frase “Guardo più in alto perché so che c’è un posto per me” sembra racchiudere il cuore del singolo. Che significato ha per voi e quanto rappresenta il vostro percorso artistico?

Significa continuare a guardare avanti anche quando i risultati non arrivano subito. In un certo senso è il messaggio che ci accompagna ogni giorno come artisti e come persone, avendo più esperienze negative che positive nella vita, di conseguenza sentendoci di troppo in questo mondo. Cercando il nostro spazio o un luogo da poter chiamare casa.

Avete scelto il titolo “Lord Knows”, che richiama una dimensione spirituale ma anche molto personale. Come nasce questa scelta e cosa rappresenta per voi quel “Lord”?

“Lord Knows” nasce dall’idea che ci siano pensieri, sacrifici e battaglie interiori che spesso restano invisibili agli altri. Quel “Lord” può essere interpretato in diversi modi: per qualcuno è Dio, per altri ancora semplicemente la propria coscienza. Per noi rappresenta il nostro volere, potrebbe essere interpretato come la nostra ambizione e per la nostra gente che sa e ha visto cosa abbiamo fatto e continuiamo a fare.

Cit. “Only God can judge me”

Nel videoclip convivono estetica street e richiami spirituali, creando un forte contrasto visivo. Quanto è stato importante costruire anche un immaginario cinematografico attorno al brano?

Era fondamentale. Volevamo che il videoclip amplificasse il messaggio della canzone e non fosse soltanto un accompagnamento visivo. Traendo ispirazione da “Educazione Siberiana” di Nicolai Lilin. Il contrasto tra elementi street e richiami spirituali rappresenta perfettamente il dualismo che raccontiamo nel brano: da una parte la realtà concreta e quotidiana, dall’altra la ricerca di qualcosa di più grande. Abbiamo cercato di costruire un immaginario che fosse forte, riconoscibile e coerente con l’identità di LYMB.

Essere cresciuti in provincia può essere un limite ma anche una grande fonte d’ispirazione. In che modo Besozzo e Leggiuno continuano a influenzare la vostra musica oggi?

La provincia segna a vita, di conseguenza continueremo a essere influenzati e inevitabilmente si riflette nella nostra musica. Dagli amici e familiari con dipendenze, chi viene arrestato, chi perde la vita, che sia per un incidente o per debiti, ai lavori sottopagati. Queste sono solo una parte delle varie realtà che si vivono in provincia, cose che abbiamo passato sulla nostra pelle e che ancora ad oggi non riusciamo a toglierci di dosso.

Prima come artisti solisti e poi come collettivo, avete costruito il vostro percorso passo dopo passo tra live, collaborazioni e nuove esperienze. Quali sono stati i momenti che vi hanno fatto capire che LYMB stava prendendo davvero forma?

Entrambi sin da ragazzini siamo appassionati di rap, ci conosciamo da sempre e dopo varie serate, tra sbronze, live e cazzate provinciali, le cose sono nate da sole ed è nato LYMB.

Vmaki e Macrom hanno identità artistiche ben definite anche individualmente. Quando lavorate insieme, come trovate il giusto equilibrio tra le vostre personalità musicali?

Il feeling che abbiamo in studio è del tutto naturale, avendo anche due toni di voce completamente opposti l’uno all’altro riusciamo a trovare sempre il giusto equilibrio, abbiamo un’attitudine in studio molto simile, spaccando i brani escono fuori naturalmente.

“Love You My Bro” è il significato che avete attribuito al nome LYMB. Quanto conta il rapporto umano tra voi due nella scrittura e nella crescita del progetto?

Prima della musica c’è un rapporto umano fatto di fiducia e stima reciproca, questo ci permette di essere sinceri, se uno dei due butta giù la barra più forte dell’altro, la sente e deve spaccarla di più o viceversa, se uno fa cagare lo si dice senza filtri e in completa sincerità. Nella nostra scrittura c’è una competizione sana, un gioco di massacro lirico e questo porta a farci crescere artisticamente.

“Lord Knows” sembra rappresentare un nuovo capitolo del vostro percorso. È un’anticipazione di un progetto più ampio oppure preferite lasciare che siano i prossimi singoli a raccontare l’evoluzione di LYMB?

“Lord Knows” rappresenta sicuramente un nuovo capitolo e una direzione artistica sempre più definita. Bisogna sempre alzare il livello, sennò non ha senso continuare, ci piace lasciare che la musica parli prima delle parole, quindi non vogliamo svelare troppo. Possiamo dire che questo singolo non è un episodio isolato, ma parte di un percorso che continuerà a svilupparsi nei prossimi mesi.

Il punto della Redazione

Con Lord Knows, i LYMB portano dentro la propria musica una provincia ruvida, reale, lontana da ogni immagine addolcita. Il brano funziona perché non prova a rendere poetico ciò che nasce difficile, ma lo racconta per quello che è: un insieme di limiti, ferite, ambizioni e voglia di riscatto. Vmaki e Macrom trasformano il loro vissuto in una scrittura diretta, dove la strada non è estetica fine a sé stessa, ma memoria, appartenenza e sopravvivenza. Lord Knows diventa così un manifesto personale e generazionale, dedicato a chi sente di partire da un posto complicato ma continua comunque a guardare più in alto. In questa nuova fase, i LYMB sembrano aver trovato una direzione più definita, capace di unire immaginario street, spiritualità e racconto di provincia senza perdere autenticità. Un capitolo che lascia intuire una crescita ancora in movimento.

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