OneTwo arriva con decisione nella scena musicale con FTM, il suo primo singolo ufficiale, un debutto che porta con sé l’energia di chi ha passato anni a costruire ambizione, visione e risultati. In questa intervista, scopriamo un artista che non nasce per caso: dietro di lui ci sono studio, lavoro internazionale e un mindset da vincitore.
Nato a Bologna e residente in Svizzera da oltre dodici anni, Alessandro Galanti ha vissuto da vicino il mondo delle grandi figure dell’hip hop globale. Nel suo percorso professionale ha lavorato come Market Manager per Belaire e Bumbu, collaborando con nomi come Rick Ross, Rvssian e Shenseea, fino a spingersi in un progetto di rilievo negli Stati Uniti. Esperienze che gli hanno dato la spinta definitiva per trasformare l’ispirazione in musica.
Il progetto OneTwo è nato solo sei mesi fa, ma corre veloce: due videoclip, una video-intervista Sony, numeri in crescita e 2.000 persone al primo showcase, segnali chiari di un’identità forte e di una visione già in movimento. E ora FTM diventa un manifesto: un brano che motiva chi sogna, chi lotta e chi non si accontenta.
L’intervista con OneTwo
“FTM” è il tuo debutto assoluto: che emozione è stata pubblicare il primo brano sapendo che da lì in poi niente sarebbe stato più solo teoria?
Pubblicare la mia prima traccia è stato incredibile, il fatto di vedere la mia pagina artista su Spotify e i numeri salire giorno per giorno è una sensazione indescrivibile. È la fantasia che diventa realtà, un sogno che finalmente si avvera.
Il pezzo è un inno alla vittoria, agli obiettivi e ai risultati raggiunti: quanto c’è della tua esperienza reale dentro questo messaggio?
Il brano è il mio modo di presentarmi al pubblico. Essendo nuovo, la gente si chiede chi sono e con questa prima track ho voluto descrivere me stesso tramite fatti reali, lifestyle e obiettivi raggiunti, ma chiudendo con una frase che ricorda da dove tutto è iniziato.
Vivi tra Bologna e la Svizzera da molti anni: in che modo questo doppio background ha influenzato il tuo approccio alla musica e alla mentalità artistica?
Bologna mi ha dato quella street life puramente rap che mi aiuta a esprimere uno stile underground potente, mentre la Svizzera mi ha dato un tocco internazionale e multilingua che rende la musica più innovativa, soprattutto per un ascoltatore abituato solo alla scena italiana.
Lavori come Market Manager per brand enormi legati a Rick Ross e Lil Wayne: quanto il mondo del business ti ha aiutato a costruire una visione più lucida del tuo progetto musicale?
Questo è un punto importantissimo. OneTwo è effettivamente il mio brand: la mia musica è il mio prodotto da vendere al pubblico, e l’esperienza internazionale nel brand management mi sta aiutando tantissimo nel costruire un prodotto di successo. La mia esperienza nel marketing è un vantaggio enorme.
Hai avuto esperienze in studio con artisti internazionali come Rick Ross, Rvssian e Shenseea: cosa ti hanno insegnato quei contesti che oggi porti nel tuo percorso da artista?
Mi hanno insegnato che chiunque può iniziare e riuscire. Con costanza e motivazione i risultati arrivano. Molti artisti abbandonano troppo presto e questo riduce il cerchio: se sei abbastanza forte da continuare, il successo, in dimensioni variabili, è assicurato.
Il progetto è nato solo sei mesi fa, ma i numeri sono già importanti tra videoclip, interviste e showcase affollati: te lo aspettavi o ti ha sorpreso questa risposta così immediata?
Assolutamente no. Mi sarei aspettato di iniziare piano piano e crescere col tempo, ma evidentemente ho saltato qualche step. Non so se sia merito del mio network, del lavoro di marketing o solo fortuna del principiante. È chiaro però che vedere su IG le mie foto con artisti affermati aiuta molto e incuriosisce.
Sul palco hai già incontrato circa 2.000 persone al primo showcase: che tipo di energia hai percepito dal pubblico e cosa ti ha confermato su OneTwo?
All’inizio ero nervoso, ma una volta sul palco è passato tutto. Era come se il pubblico fosse sparito: stavo provando qualcosa a me stesso. La reazione della gente è stata molto positiva, la track li ha caricati e questo era il mio obiettivo. Come dico in un mio verso: “shaking the building yeah!”
“FTM” sembra dire molto anche sul concetto di ambizione e successo: per te oggi cosa significa davvero vincere?
Vincere per me significa essere libero. La libertà di fare ciò che mi piace per vivere, senza obblighi. Il “materiale” è solo un modo di mostrare il successo ottenuto e attirare opportunità, ma quello vero, quello che conta davvero, lo devi sentire dentro, in ogni piccola soddisfazione quotidiana.
Musicalmente che direzione senti di voler prendere nei prossimi brani: continuerai su questa linea motivazionale o vuoi esplorare altre parti di te?
Col prossimo brano voglio esaltare maggiormente le mie qualità internazionali. Farò un pezzo completamente in inglese, caraibico, più cantato, le classiche good vibes estive. Uscirà prima dell’estate e sarà una dancehall che può essere ascoltata a livello globale.
Se “FTM” è solo l’inizio, che tipo di storia vuoi raccontare con OneTwo da qui ai prossimi mesi?
Il futuro non lo possiamo definire con certezza, ma il piano è solido. E il mio piano è eseguire il piano. Il resto si vedrà.
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