Intervista con Cioko Alessandro: dentro l’album “Dissonante”

10 Feb , 2026 - EMERGENTI

Intervista con Cioko Alessandro: dentro l’album “Dissonante”

Cioko (Cantautore e performer indipendente) costruisce il suo percorso artistico unendo musica, movimento e narrazione visiva in un linguaggio personale e immediato. Nato artisticamente come ballerino, porta nel pop un’estetica energica e fisica, dove il corpo diventa parte integrante del racconto musicale.

Attivo da oltre dieci anni sulla scena indipendente, ha partecipato a numerosi festival nazionali e ha ottenuto riconoscimenti per brani a forte impatto sociale. Nei suoi progetti, suono e immagine convivono costantemente, dando vita a un immaginario coerente che esplora resilienza, identità ed emozioni contemporanee.

Con DISSONANTE, il suo ultimo lavoro discografico, Cioko Alessandro inaugura una fase più matura e coraggiosa del proprio percorso: un album che non cerca l’armonia perfetta, ma sceglie di abitare la frattura, il contrasto, la verità emotiva. Un progetto che vive di crepe, luce e ombra, e che mette in scena la dissonanza come materia viva.

Intervista a Cioko Alessandro

Dissonante è un titolo molto forte: quando hai capito che la “dissonanza” sarebbe diventata il centro del progetto e non solo un’estetica sonora?

La dissonanza è vista non come difetto ma come matrice di tutti i brani che fanno parte di questo progetto. A volte l’ispirazione arriva in modo aspettato e confuso ma poi quando unisci tutte le idee ti accorgi che quasi magicamente quello che prima sembrava sconnesso, ha assunto significato delineato. Dipende anche dalle emozioni che hai quando decidi di creare un progetto musicale. Il fatto di essere indipendente mi lascia piena fantasia di azione senza imposizioni o pressioni.

Arrivi dal mondo della danza e del movimento. In che modo il corpo ha influenzato la scrittura e la costruzione di questo album?

Il ritmo e la parte coreografica fanno parte di me sin da piccolo e quindi è logico che influiscono in modo netto sulla mia anima musicale e sui miei progetti.
In questo progetto volevo rappresentare la forza e la resilienza con un sound energico e ballabile costruito con la struttura dei tormentoni dance pur affrontando temi sociali importanti.

Nel disco scegli di mostrare le crepe invece di lucidarle. È stata una scelta naturale o anche una presa di rischio personale?

Il bello di fare musica alla mia età in modo indipendente è quello di poter sperimentare e divertirsi in modo libero e naturale. Il mio carattere ribelle e anticonformista si riflette molto sui miei progetti e sulla ricerca musicale. Naturalmente il “rischio” è una parte fondamentale della sperimentazione ma è anche quello che mi da più voglia di mettermi in gioco.

Molti brani sembrano stanze diverse dello stesso spazio interiore. Hai immaginato Dissonante come un concept unitario fin dall’inizio o si è costruito strada facendo?

Il progetto intero è nato brano dopo brano. All’inizio era tutto sconnesso ma l’idea del tema principale è nata proprio da quel caos di idee che hanno trovato una ragione nel tempo.

La tua scrittura è diretta ma mai didascalica. Come lavori sul confine tra confessione personale e immaginario simbolico?

Bellissima domanda :-) Ogni brano racconta delle storie come se fossero dipinte su un quadro in sequenza. Sono molto visionario nella scrittura e mi piace far vivere la mia musica come un viaggio personale dove è l’ascoltatore è l’unico pilota.

Brani come GLAM & FASHION e CRUSH EROTICKO convivono con momenti molto intimi come BLUE o NOTTE DI STELLE. Quanto è importante per te il contrasto emotivo all’interno di un album?

Direi che è l’essenziale della dissonanza che voglio rappresentare. Non c’è tempesta senza il sole dopo, non c’è male senza bene, non c’è positività senza negatività e quindi anche i brani di questo concept hanno sapori diversi ma con lo stesso obbiettivo : far riflettere l’ascoltatore oltre che a farlo ballare.

In CE LA FARAI affronti il tema della resilienza senza retorica. Quanto conta per te lasciare spazio all’ascoltatore invece di dare risposte?

Una canzone la puoi spiegare all’infinito scegliendo grandi parole ma alla fine sarà sempre il tuo punto di vista. A me piace lasciare all’ascoltatore le redini del viaggio per farla diventare un’esperienza totalmente personale e intima. Sono sicuro che il “mio pubblico” ritrovi questa particolarità nella mia musica.

Musicalmente Dissonante attraversa pop, elettronica e momenti più acustici. Come hai trovato l’equilibrio tra sperimentazione e riconoscibilità?

Ho abituato “il mio pubblico” all’imprevisto. Il mio percorso musicale è sempre stato ricco di stili. Il mio sound cambia continuamente ma quello che rimane fisso è il modo di scrivere la vita e la positività che inserisco nelle storie che racconto.

Se dovessi descrivere la tua evoluzione artistica rispetto ai lavori precedenti, qual è la parola che meglio rappresenta il Cioko Alessandro di oggi?

Resilienza e Trasformazione. Sono in continua evoluzione spesso anche sbagliando, ma fa parte del processo naturale della crescita.

Dopo Dissonante, senti di aver trovato un nuovo equilibrio o questa dissonanza continuerà a essere il motore dei tuoi prossimi progetti?

Visto che sono uno stacanovista, sono già al lavoro su nuove canzoni. Ovviamente ora è la fase di caos che sono sicuro prenderà forma piano piano :-) Grazie a tutti

Conclusione

DISSONANTE non è solo un album, ma una presa di posizione artistica chiara: accettare il contrasto, abitare l’instabilità, trasformare la frattura in linguaggio. Cioko Alessandro conferma una visione personale e coerente, capace di unire energia pop, tensione emotiva e una forte componente visiva e performativa.

Un progetto che non chiede di essere capito subito, ma ascoltato nel tempo. Perché, come la dissonanza, certe vibrazioni non si risolvono: restano.

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