Intervista a Hot Ice: «Forse è il mio ultimo album»

30 Lug , 2026 - EMERGENTI

Intervista a Hot Ice: «Forse è il mio ultimo album»

Hot Ice pubblica “ATTO FINALE (La Rappata Del Cigno)”, il nuovo album realizzato insieme al producer Nopius. Un progetto di dodici tracce che rappresenta la conclusione di un lungo percorso artistico e personale, riportando il rapper veneto alle radici del proprio linguaggio musicale senza rinunciare a uno sguardo contemporaneo.

Un disco che chiude un cerchio

Il titolo richiama volutamente ATTO I e ATTO II, i due progetti pubblicati nel 2022, ma questa volta il significato è ancora più esplicito. “ATTO FINALE (La Rappata Del Cigno)” nasce infatti come quello che, almeno nelle intenzioni dell’artista, rappresenta il suo ultimo album pubblicato in questa forma.

Dal punto di vista sonoro, il progetto segna un ritorno al boom bap che ha caratterizzato gli esordi di Hot Ice, costruito insieme a Nopius attraverso produzioni solide, ricche di groove e contaminate da elementi moderni che evitano qualsiasi effetto nostalgico fine a sé stesso.

Dodici tracce tra identità, fragilità e realtà

Nel corso dell’album convivono anime diverse. Accanto ai brani più energici trovano spazio momenti profondamente introspettivi, riflessioni sul mondo del lavoro, sulla politica, sulla salute mentale e sul rapporto con la propria crescita artistica.

La scrittura diventa così il luogo in cui convivono soddisfazioni, frustrazioni e dichiarazioni d’intenti, dando vita a un disco personale ma mai autoreferenziale, capace di alternare forza espressiva e vulnerabilità.

Un progetto costruito insieme

Dopo diversi singoli condivisi, questo è il primo album interamente firmato dalla coppia Hot Ice e Nopius. La sintonia tra i due nasce da un background musicale comune e trova qui la sua espressione più completa, permettendo di esplorare atmosfere differenti mantenendo però una forte coerenza narrativa.

Ad arricchire il disco contribuiscono anche numerosi ospiti della scena veneta, tra cui Mush Beats, Panda, Trape, Is. Tech, Zenna e Matteo “Sex” Ragagnin, oltre agli interventi del chitarrista Simone Bianco. Un insieme di collaborazioni pensate per valorizzare ogni brano senza mai spezzare il filo conduttore del progetto.

Il disco è stato anticipato dal singolo “Woooo”, accompagnato da un videoclip verticale diretto da Flavio Saramin, e rappresenta una sintesi del percorso artistico costruito negli ultimi anni da Hot Ice e Nopius.

Intervista

Partiamo dal titolo “ATTO FINALE (La Rappata Del Cigno)”: perché avete scelto un’immagine così teatrale e definitiva per raccontare questo progetto?

Perché almeno nelle intenzioni dovrebbe trattarsi del mio ultimo album pubblicato. Originariamente era solo “La Rappata Del Cigno”, ma poi abbiamo deciso di essere ancora più espliciti e incisivi. Il collegamento con il teatro è doppiamente voluto: deriva sia dalle mie esperienze in quel mondo sia dalla volontà di collegarsi ad “ATTO I” e “ATTO II”, pubblicati nel 2022.

Il disco richiama idealmente “ATTO I” e “ATTO II”, ma presenta un’identità sonora molto diversa. In che modo rappresenta la conclusione di un percorso e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova fase?

Quel progetto era sostanzialmente un album diviso in due parti, con un sound più vicino al pop rap e numerose collaborazioni con cantanti e musicisti. Con “ATTO FINALE” sono invece tornato alle origini, lavorando nuovamente con il mio producer Nopius e recuperando quel boom bap che mi ha sempre rappresentato. È una chiusura del cerchio, ma con molta più maturità e consapevolezza.

Dopo diversi brani realizzati insieme, questo è il vostro primo progetto completo in collaborazione. Quando avete capito che il rapporto tra le vostre idee poteva sostenere un intero album?

È stato un pensiero maturato nel tempo. Sapevamo di avere una grande chimica artistica, ma aspettavamo il momento giusto. Condividiamo gusti e riferimenti molto simili e questo ci ha permesso di sviluppare un progetto completo, capace di passare dai brani più intimi a quelli più energici senza perdere coerenza.

Il sound parte da un boom bap deciso, ma lascia spazio anche a elementi più moderni. Come avete trovato questo equilibrio?

Gran parte del merito è di Nopius. Siamo partiti dal nostro background hip hop cercando però di aggiornarlo con dettagli contemporanei, come l’utilizzo di alcuni hi-hat e di soluzioni ritmiche più attuali. L’obiettivo era suonare classici senza risultare datati.

Nel disco convivono riflessioni artistiche, politica, lavoro e salute mentale. Qual è stata l’urgenza che ha dato origine al progetto?

All’inizio avevo soprattutto bisogno di fare il punto sul mio percorso artistico e di mettere alcune cose in chiaro. “Dovevo smettere” è stato il primo testo scritto. Da lì sono arrivati i brani più introspettivi, quelli personali e infine quelli di carattere sociale. Avevo bisogno di liberarmi di molti pensieri, sia positivi sia negativi.

Quali aspetti personali emergono qui più che in passato?

Ho raccontato apertamente temi legati alla mia salute, come il disturbo borderline e la sindrome di Klein-Levin, oltre ad aspetti sentimentali presenti in “In crescendo”. C’è anche il mio lato nerd in “Come Loki” e riferimenti alle altre attività artistiche che fanno parte della mia vita. Dal lato produttivo, invece, Nopius ha sperimentato nuove strutture, BPM differenti e perfino un beat costruito interamente con il beatbox.

Le collaborazioni sono poche ma molto mirate. Come avete scelto gli ospiti?

Sono tutti artisti veneti di grande talento. Ognuno è stato coinvolto nel brano in cui poteva dare il massimo, aggiungendo qualcosa di personale senza snaturare il progetto. Il loro contributo ha reso il disco ancora più dinamico.

Nel progetto trovano spazio anche strumenti suonati. Quanto era importante dare una dimensione più organica all’album?

Molto. Le chitarre di Simone Bianco e il sassofono e le percussioni di Matteo Ragagnin hanno aggiunto calore e profondità. Mi piace tantissimo unire mondi musicali differenti e lavorare con musicisti professionisti rende tutto ancora più naturale.

“Woooo” è stato il singolo che ha anticipato il disco. Perché avete scelto proprio quel brano?

Inizialmente pensavo a “Dovevo smettere”, ma Nopius mi ha convinto che “Woooo” fosse la scelta migliore. È un brano più diretto, energico e immediato, perfetto per introdurre il mondo del disco. Inoltre ci siamo divertiti molto anche nella realizzazione del videoclip.

“In crescendo” chiude un disco che si intitola “ATTO FINALE”. È davvero una fine?

Le contraddizioni mi hanno sempre rappresentato, a partire dal nome Hot Ice. Qui volevo concludere il viaggio guardando però avanti, soprattutto dal punto di vista umano. Forse finisce un certo modo di fare musica, non necessariamente la musica stessa. Credo che da ora in poi la vivrò in maniera diversa, e penso che anche Nopius condivida questa visione.

Il punto della Redazione

Con ATTO FINALE (La Rappata Del Cigno), Hot Ice e Nopius costruiscono un disco che va oltre la semplice celebrazione del rap classico. È un lavoro che utilizza il boom bap come punto di partenza per raccontare un momento di passaggio, mettendo al centro identità, fragilità e crescita personale. Un album che guarda al passato senza nostalgia e che, proprio nel momento in cui dichiara una fine, lascia intravedere nuove possibilità.

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