Domenico Rufo ci presenta “Bad Habits”

10 Mar , 2026 - EMERGENTI

Domenico Rufo ci presenta “Bad Habits”

Domenico Rufo sta attraversando un momento particolarmente significativo del suo percorso artistico. Con l’inizio delle registrazioni del nuovo singolo “Bad Habits”, il progetto solista prende finalmente forma concreta, segnando il primo passo ufficiale verso una nuova fase discografica.

Il brano, che verrà registrato a partire dal 16 marzo, rappresenta l’inizio di una direzione musicale precisa, attraverso cui Rufo intende definire il proprio sound e raccontare la propria identità artistica. A rendere questo periodo ancora più importante è anche la recente firma con Caronte Music Group, che accompagnerà l’artista nel suo nuovo percorso musicale.

Parallelamente, il progetto di Domenico Rufo sta trovando spazio anche dal vivo: l’artista è stato infatti selezionato come finalista regionale di Sanremo Rock ed è tra i partecipanti alle selezioni del festival Je So Pazzo, due occasioni che confermano il momento positivo che sta vivendo e la crescente attenzione verso la sua musica. In questa intervista abbiamo approfondito con lui la nascita di “Bad Habits”, i prossimi passi del progetto e le emozioni di questa nuova fase della sua carriera.

L’intervista con Domenico Rufo

Partiamo dal presente: il 16 marzo entrerai in studio per registrare “Bad Habits”. Come nasce questo brano e cosa rappresenta per l’inizio del tuo progetto solista?

“Bad Habits” nasce da un riff di chitarra che avevo in testa da tempo. Quelle note avevano qualcosa di ruvido, quasi istintivo, e da lì è iniziato tutto. Ho costruito il brano attorno a quell’energia, cercando di raccontare quelle abitudini che a volte ci trasciniamo dietro nella vita: errori, tentazioni, lati oscuri che fanno parte di noi. Per me rappresenta l’inizio concreto del mio progetto solista. È il primo passo vero, quello in cui smetti di parlare di sogni e inizi a trasformarli in musica registrata. Entrare in studio il 16 marzo significa dare forma reale a un percorso che porto dentro da anni.

“Bad Habits” sarà il primo passo concreto del tuo percorso discografico. Che tipo di sound stai cercando e quale direzione musicale vuoi dare al progetto?

Il sound che sto cercando è un punto d’incontro tra rock e blues moderno. La chitarra è centrale, ma non come esercizio di stile: deve raccontare qualcosa. Amo le atmosfere profonde, quelle che ti prendono allo stomaco. La direzione musicale è quella di un rock blues intenso, con influenze che arrivano dai grandi chitarristi ma con un’identità personale. Voglio un suono caldo, analogico, vivo. Non qualcosa di freddo o costruito a tavolino, ma musica che respira e che sul palco possa diventare ancora più potente.

Quando si avvia un progetto solista spesso c’è anche una nuova consapevolezza artistica. In cosa senti di essere cambiato oggi rispetto ai tuoi inizi?

All’inizio pensavo soprattutto a suonare bene, a dimostrare qualcosa con lo strumento. Oggi invece penso molto di più alla musica nel suo insieme: alla canzone, all’emozione, al messaggio. C’è sicuramente più consapevolezza. Ho capito che non basta essere tecnicamente preparati, bisogna avere qualcosa da dire. E oggi sento di avere una visione più chiara di quello che voglio fare e di che tipo di artista voglio diventare.

Recentemente hai firmato un contratto discografico con Caronte Music Group. Che significato ha per te questo traguardo e cosa ti aspetti da questa nuova collaborazione?

Firmare con Caronte Music Group è un passo importante perché significa che qualcuno ha creduto nel mio progetto e nella mia musica. Non lo vedo come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza. Mi aspetto una collaborazione vera, fatta di lavoro, confronto e crescita. L’obiettivo è costruire qualcosa di solido nel tempo, passo dopo passo. Io porterò tutta la mia energia e la mia dedizione, perché questo per me non è solo un progetto musicale, è una parte fondamentale della mia vita.

In questo periodo sei stato selezionato come finalista regionale di Sanremo Rock. Come hai reagito alla notizia e che tipo di esperienza ti aspetti da questo palco?

Quando ho ricevuto la notizia della selezione a Sanremo Rock è stata una grande emozione. È uno di quei momenti in cui capisci che il lavoro fatto negli anni inizia a dare dei segnali concreti. Dal palco mi aspetto un’esperienza intensa. I live sono sempre un banco di prova vero per un artista. Voglio salirci con rispetto, ma anche con la voglia di dare tutto. Per me il palco è il luogo dove la musica smette di essere solo un’idea e diventa energia condivisa con il pubblico.

In generale, quanto è importante per te il palco nel tuo percorso artistico? È lì che senti davvero di riuscire a esprimere al meglio la tua musica?

Il palco per me è tutto. È il momento in cui la musica prende vita davvero. In studio registri le idee, ma dal vivo le fai respirare. Quando sono sul palco con la chitarra in mano succede qualcosa di difficile da spiegare: è lì che sento di essere completamente me stesso. È il posto dove l’energia della band e quella del pubblico si incontrano.

Questo sembra essere un momento molto positivo per il tuo progetto: nuovo singolo, festival e contratto discografico. Come stai vivendo questa fase della tua carriera?

La sto vivendo con entusiasmo ma anche con grande concentrazione. Sono felice di quello che sta succedendo, ma allo stesso tempo so che questo è solo l’inizio. Ogni passo che sta arrivando è una responsabilità in più. Per questo cerco di restare con i piedi per terra e continuare a lavorare ogni giorno sulla musica.

Guardando ai prossimi mesi, oltre a “Bad Habits”, stai già lavorando ad altri brani o a un progetto più ampio?

Sì, “Bad Habits” è solo il primo capitolo. Sto già lavorando ad altri brani che fanno parte dello stesso universo musicale. L’idea è costruire qualcosa di più ampio nel tempo, che possa diventare un EP o un progetto discografico completo. Voglio che ogni brano aggiunga un tassello alla storia che sto raccontando.

Se dovessi descrivere il tuo progetto musicale a chi ancora non ti conosce, quali sono le tre parole che lo rappresentano meglio?

Direi anima, energia e verità. Anima perché tutto parte dalle emozioni e da quello che provo quando suono. Energia perché il rock e il blues devono avere forza, devono arrivare diretti. Verità perché voglio fare musica sincera, senza maschere.

Sei stato selezionato anche per il festival “Je So Pazzo”, un altro contesto importante per gli artisti emergenti. Che valore hanno per te queste opportunità live?

Per un artista emergente queste opportunità sono fondamentali. I festival sono luoghi dove puoi confrontarti con altri musicisti, con un pubblico nuovo e con realtà diverse. Ogni palco è un’esperienza che ti forma. Non li vivo come competizioni, ma come occasioni per crescere e per far conoscere la mia musica a più persone possibili.

Il punto della Redazione

Con “Bad Habits” e l’ingresso ufficiale in studio di registrazione, Domenico Rufo apre quindi il primo vero capitolo del suo percorso solista. Tra la firma con Caronte Music Group, le esperienze sui palchi dei festival e la voglia di costruire passo dopo passo una propria identità musicale, il suo progetto si muove tra rock, blues e autenticità espressiva. Un momento di crescita e di definizione artistica che guarda già al futuro, con nuovi brani in lavorazione e l’obiettivo di portare sempre più spesso la propria musica dove per lui tutto prende davvero vita: sul palco.

domenico rufo

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