Con “Sophya”, i Dark Aries Project compiono una svolta sorprendente, abbandonando per un attimo le sonorità metalliche e abrasive per immergersi in un paesaggio sonoro più cupo, rarefatto e psicologicamente perturbante. Il nuovo singolo è un viaggio ipnotico tra post-rock, suggestioni horror e decadenza simbolica, in perfetta sintonia con la visione artistica di Ilinx, mente fondatrice del progetto.
L’artwork del brano, realizzato da _anesthesya, rafforza l’impatto concettuale del pezzo: un Demiurgo a quattro occhi osserva un oscuro pianeta – Sophya – in una scena carica di potere e corruzione mitologica. Un’icona visiva che anticipa l’universo narrativo del futuro album, dove Ilinx sarà rinchiuso nelle misteriose Backrooms.
Attivo dal 2017, il progetto Dark Aries Project ha saputo distinguersi per l’approccio solista, sperimentale e concettualmente stratificato, fondendo esoterismo, fantascienza e introspezione in cinque lavori principali. Con “Sophya”, Ilinx non solo apre un nuovo capitolo, ma ribadisce la sua volontà di esplorare il lato più profondo e disturbante del suono.

INTERVISTA
1 Come nasce l’idea narrativa di “Sophya” e in che modo si collega al tuo universo sonoro precedente
Sophya è nata durante un momento difficile della mia vita, stavo attraversando un periodo di ansia e paure e quindi ho pensato, “perchè non collegarlo alla Lore del progetto?”. Tutta via Sophya nella storia, è un pianeta basato su questi sentimenti, un pianeta cupo e nero. Sophya è il vero mondo in cui Ilinx vive. È un richiamo a Mena Ascension e al vecchio Ep “The Walk Of The Archons”
2 La figura di Meg e il concetto delle Backrooms sono molto forti visivamente: da dove arrivano queste ispirazioni
Meg sta per Mandatory Existence Guidelines, è un personaggio basato sull’ intelligenza artificiale, incaricata di seguire Ilinx e controllarlo. Meg è metà umanoide metà gatto, perchè su Sophya tutti sono obbligati ad indossare maschere. Meg verrà incaricata di spedire Ilinx nelle Backrooms di Sophya, per essersi ribellato al sistema (visibile nel brano I Saw The Archons). È un modo per esprimere il mondo che percepisco, finto plasticoso e spesso senza vie d’ uscita.
3 “Sophya” sembra meno aggressiva e più atmosferica rispetto ai tuoi brani precedenti: è una direzione che hai scelto consciamente o è venuta da sé
Sophya deve essere il brano che spezzarà l’andamento del prossimo album, che sarà molto più aggressivo. Non indica una direzione sonora definitiva, ma piuttosto un momento in cui viene trasmesso quello che si dovrebbe provare su Sophya.
4 Il progetto D.A.P. nasce dal desiderio di totale indipendenza artistica: oggi, dopo anni, questa scelta ti pesa o continua a essere una necessità?
Al 98% sí, perché ci sarebbero tante cose da dire sul mondo musicale e chi lo gestisce, ma di base io e il collettivo stesso detestiamo avere qualcuno che ci IMPONE cosa fare e come farlo! Gli obbiettivi li stiamo raggiungendo ugualmente. Siamo già noi molto organizzati, siamo già molto contenti di aver collaborato con Rocker TV e altre realtà. Al momento essere indipendenti ha quindi portato i suoi frutti.
5 I tuoi EP formano quasi una saga, con riferimenti esoterici e sci-fi: hai mai pensato di racchiudere tutto in un’unica opera, come una graphic novel o un cortometraggio
Assolutamente sí è nei piani, verso fine anno uscirà il primo video clip (story telling e playthrough) serio del progetto. Ci saranno i personaggi, una parte della Lore, e per il prossimo anno stiamo valutando anche cortometraggi, altri video, altra musica e show dal vivo!
6 L’artwork del singolo è potente e simbolico: come si è svolta la collaborazione con _anesthesya e qual è il significato del Demiurgo a quattro occhi
_anesthesya è da sempre un pilastro molto importante del progetto, cosí come doppelganger (creatice di Meg e tanti altri personaggi), per ora è collaboratrice fissa fin quando lo vorrà, i suoi disegni sono delle vere e proprie opere d’ arte! Il Demiurgo in questo caso, è colui che sta rendendo Sophya un incubo senza confini, un pianeta fatto solo di inganno, IA e tantissime anomalie volute, come spazi liminali ingannevoli o paesaggi dal tono distopico, distopia che è molto presente nella Lore.
7 Quali sono le influenze letterarie, cinematografiche o musicali che più ti hanno aiutato a costruire l’identità di Dark Aries Project
Partiamo dalle musicali. Io, Ilinx, sono sempre stato un fan della musica strumentale, sperimentale e moderna, ma sempre con un occhio vigile sulla musica metal. Distant Dream, Widek, Keith Merrow, Skynd, Slipknot, Poppy, God Is An Astronaut, Animals As Leaders, Novelist, Sybreed, sono sempre stati gruppi o artisti che io ho amato e mi hanno quindi influenzato molto!
Sono un fan dei film distopici, post apocalittici, psicologici e horror. Ad esempio, codice genesi è uno dei miei film preferiti, così come in letteratura, la Zona, 1984, Metro 2034, sono libri che ho divorato!
8 Che ruolo ha il concetto di potere nel tuo nuovo singolo e nel progetto in generale
Esiste un sistema molto simile allo gnosticismo, dove ci sono entità che appunto chiamo Arconti, un Demiurgo, e tanti piccoli “Bot” (come Meg ad esempio) incaricati di essere i controllori di ogni singolo individuo. Nei prossimi singoli e uscite scoprirete di più su questa realtà, non posso fare troppi spoiler.
9 In che modo “Sophya” si ricollega all’EP “Walk Of The Archons”, che hai definito come pietra miliare del tuo percorso
Sophya riprende un po’ quello stile atmosferico e con tante variazioni spesso presenti in quell’ Ep, un po’ mistico, esoterico, quasi più melodico.
10 Cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi dal mondo di D.A.P. e da Ilinx: un concept album, nuovi racconti o altre sorprese
Sicuramente ci saranno nuove date, ad esempio giovedì 19 a Milano al Rock N Roll.
A settembre uscirà il primo vero e proprio videoclip basato sulla lore e sui personaggi, mentre verso dicembre verrà pubblicato l’ intero album. Il 2026 sarà pieno di sorprese, video musicali basati sull’ album, foto, rappresentazioni artistiche e non solo!
CONCLUSIONE
Un universo oscuro, stratificato e visionario
Con Sophya, i Dark Aries Project non si limitano a pubblicare un singolo, ma aprono un nuovo portale narrativo all’interno di un universo che mescola mitologia gnostica, distopia contemporanea e sound design denso e cinematico. Ilinx conferma ancora una volta la sua volontà di sfuggire a ogni etichetta, inseguendo una libertà creativa totale e senza compromessi.
L’impianto narrativo – tra Backrooms, figure archetipiche come Meg, e un Demiurgo inquietante – è solo l’inizio di quello che si preannuncia come un progetto artistico multiforme, destinato a evolversi in cortometraggi, videoclip e nuove uscite live.
Il 2025 sarà l’anno di Sophya, ma anche l’anno di Ilinx. E siamo solo all’inizio.
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