A tu per tu con CORE: storie vere da Roma

24 Mar , 2026 - EMERGENTI

A tu per tu con CORE: storie vere da Roma

CORE è uno di quei progetti che nascono da un’urgenza vera: raccontare la realtà senza filtri. “Er Barista” non è solo un singolo, ma il punto di partenza di un immaginario fatto di storie quotidiane, linguaggio diretto e dettagli che sanno di vita vissuta.

Partendo da Roma e dal suo modo unico di parlare e osservare il mondo, CORE costruisce un racconto autentico, dove ironia e malinconia convivono senza forzature. La produzione di Cesare Chiodo accompagna questo percorso, mantenendo sempre al centro la voce e la scrittura.

In questa intervista siamo entrati dentro il progetto, tra identità, scrittura e visione, per capire cosa c’è davvero dietro “Er Barista” e cosa aspettarsi dai prossimi capitoli.

Intervista con CORE

Come nasce il progetto CORE e quando hai capito che doveva avere questa identità così legata a Roma?

Core è la voce mia, er modo de parlà che preferisco. Nasce circa un anno fa, dopo una vita a girà tra palchi più o meno grandi di Roma e a scrive canzoni con la mia prima band di amici fraterni. Mi sono un po’ fermato per “respirà”. Ho partecipato a delle masterclass con produttori e autori importanti (Bungaro, Cesare Chiodo, Max Calò) e lì ho preso coscienza che potevo e volevo dire cose mie con la lingua mia, senza mezzi termini e soprattutto senza bugie.

Nei tuoi brani utilizzi il romano in modo molto diretto: è stata una scelta naturale o anche “strategica” per distinguerti?

È stato un bisogno, né una scelta né un piano strategico. Con il romano riesco a dire quello che voglio come lo voglio. Riesco a riconoscermi, e mi piace.

“Er Barista” è un brano molto visivo e concreto: da dove nasce questa storia? È ispirata a qualcuno in particolare?

Er Barista racconta una storia che vivo, che ho vissuto da quando ero piccolo. Vengo da una famiglia di lavoratori instancabili e ogni parola del mio pezzo ce l’ho addosso, sulle mani e sul viso. È ispirata e dedicata a mio padre.

Il barista nel pezzo diventa quasi un simbolo: cosa rappresenta per te questa figura?

Er barista rappresenta chiunque combatte piccole e grandi battaglie quotidiane, spesso all’insaputa delle persone intorno e che, nonostante tutto, sorride.

Nei tuoi testi c’è un equilibrio tra ironia e malinconia: come lavori su questa dualità in fase di scrittura?

La malinconia mi fa scrivere, l’ironia mi permette di sopravvivere. E così compongo i miei pezzi, così voglio arrivare in modo più vero possibile a chi mi ascolta.

Hai lavorato con Cesare Chiodo alla produzione: com’è stato il processo creativo insieme?

Cesare è un gigante della musica, lo si capisce non leggendo su internet ma guardandolo e parlandoci subito. Ma è un gigante anche come persona ed è stato semplice trovare un equilibrio: core a core ce semo capiti subito.

Le tue canzoni sembrano racconti di vita quotidiana: quanto c’è di autobiografico e quanto di osservazione degli altri?

C’è tutto, molto è vita vera.. se vivi la realtà racconti e scrivi quella. A volte invece racconto le storie degli altri, perché non posso farne a meno di guardarle, studiarle e farle mie.

Pensi che oggi ci sia bisogno di tornare a una scrittura più “vera” e meno costruita nella musica italiana?

Penso che ognuno scrive quello che ha, se non hai niente ti inventi le cose. Io per ora ho molto, molto da dire e da raccontare. Roma è un’ispirazione continua, dove ogni cosa po esse na canzone. Le cose costruite fanno gli ascolti, le cose vere fanno emozionà. Io punto alla seconda.

Se dovessi descrivere CORE con tre parole chiave, quali sarebbero e perché?

“Vero”
“Romantico”
“Tormentato”

Vero per tutto quello che ho già detto. Non inseguo un’immagine finta né perfetta, CORE sono semplicemente io.
Romantico perché amare è l’unica arma contro “li stronzi”. La mia arma.
Tormentato perché scrivere aiuta molto, ma prima di scrivere stai male, spesso di notte, spesso da solo. Poi scrivi un bel pezzo e passa.

Dopo “Er Barista”, che direzione prenderà il progetto? Dobbiamo aspettarci altri “personaggi” e storie simili?

Ad aprile esce “CORE”, una canzone d’amore pe Roma, o per una donna, probabilmente per tutte e due. “Pe conosce Roma te ce devi perde”, dice sempre mio padre. Io me ce so perso.

E dopo questa ho altre tante canzoni pronte, con molti personaggi iconici romani che ho raccontato a modo mio. Mo piano piano li presenterò tutti.

Il punto della redazione

CORE parte da Roma ma non resta chiuso lì. Il suo modo di scrivere è diretto, senza filtri, e soprattutto riconoscibile, cosa che oggi non è affatto scontata. “Er Barista” funziona proprio perché non prova a essere altro: racconta una storia semplice, ma vera, e lo fa con uno sguardo che riesce a trasformare il quotidiano in qualcosa che resta. Quello che emerge da questa chiacchierata è una direzione chiara: CORE sta costruendo un linguaggio e, quando succede questo, spesso i progetti durano. L’idea dei personaggi, delle storie, di una Roma vissuta e osservata da dentro, lascia intravedere uno sviluppo interessante. Se manterrà questa coerenza, senza snaturarsi, il progetto può crescere in modo naturale e solido. Per ora è un inizio. Ma è uno di quelli che si fanno notare.

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