4 chiacchiere con CO2 Baby: visione, evoluzione e ritorno

23 Mar , 2026 - EMERGENTI

4 chiacchiere con CO2 Baby: visione, evoluzione e ritorno

Michele Mieli, in arte CO2 Baby, è uno di quegli artisti che hanno costruito il proprio percorso lontano dalle logiche mainstream, partendo dalla cameretta fino a sviluppare un’identità solida e riconoscibile nella scena underground italiana. L’intervista a Michele Mieli racconta un viaggio fatto di sperimentazione, evoluzione tecnica e una costante ricerca sonora che attraversa generi, stati d’animo e fasi di vita.

Dai primi progetti come Fatto Male fino all’album Senza Cuore, passando per momenti virali come La canzone di Marcello! e l’esperienza collettiva di PROGETTO X, il suo percorso è segnato da una crescita continua, sia artistica che personale. Un’evoluzione che oggi lo porta a curare ogni aspetto del proprio progetto, dalla produzione ai videoclip, con una visione sempre più autonoma e consapevole.

In questa intervista, Michele Mieli si racconta tra passato e futuro, tra radici underground e nuove strategie di pubblicazione, con l’obiettivo di costruire un percorso coerente e duraturo, pronto a rilasciare nuova musica con una cadenza precisa e una direzione sempre più definita.

Intervista con CO2 Baby

Il tuo percorso parte molto presto: cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere a 15 anni e cos’è rimasto oggi di quel primo approccio “in cameretta”?

Stavo vivendo situazioni non belle, vivevo quotidianamente emozioni pesanti. Non riuscivo a parlarne con nessuno, pertanto ho iniziato a scrivere non per passione ma per necessità, per sfogo… quasi sopravvivenza.

Mi sono allenato talmente tanto a scrivere che non mi serve più aspettare l’ispirazione. Però l’ambiente in cui mi trovo è importante, percepisco l’energia del luogo.

Per quanto riguarda l’approccio in cameretta… ancora è uguale ma con attrezzatura migliore!

Il tuo progetto iniziale si muoveva tra sonorità dark e influenze trap USA underground: quanto è cambiata oggi la tua visione musicale rispetto a “Fatto Male”?

Già conoscevo il rap, ma il momento in cui mi ha appassionato è stato con l’ondata SoundCloud 2016. Sentivo a ripetizione Pouya, $uicideboy$, XXXTENTACION, Lil Peep, e tutti gli altri, anche i meno conosciuti.

Nella loro musica ho trovato affinità e rappresentazione del loro vissuto; a differenza dei big americani che non ascolto praticamente mai.

La mia visione musicale non è cambiata, si è solo ampliata verso nuove possibilità.

In “Prima Parte” emerge una dimensione più sociale e legata alla strada: quanto è importante per te raccontare la realtà che vivi?

Per me il rap – la musica – è esprimere in modo originale qualcosa che vivo usando strumenti e meccanismi già noti, reinterpretandoli.

Con “Senza Cuore” hai fatto uno switch importante a livello stilistico e compositivo: cosa rappresenta per te quel disco nel tuo percorso?

Senza Cuore è stato un punto di svolta, positivo e negativo.

Positivo perché è il primo progetto su cui ho lavorato per più di 1 anno. Ho sperimentato con la mia voce e realizzato cose che non credevo di poter fare.

Negativo perché in quel periodo si è sciolto il collettivo Fake Gang. Da lì in poi ho realizzato musica più da solo che in compagnia… quindi un totale cambio di approccio.

Lavorare con 12 producer diversi nello stesso progetto è una scelta forte: come sei riuscito a mantenere un’identità sonora coerente?

La maggior parte li ho trovati su SoundCloud: mi piace immergermi e trovare beatmakers italiani con cui lavorare. Altri mi hanno contattato perché gli piaceva il mio stile.

Alla fine è successo tutto naturalmente, ho scelto le strumentali che più si avvicinavano al suono che desideravo.

Il brano “LA CANZONE DI MARCELLO!” è diventato virale: come hai vissuto quel momento e quanto ha influenzato il tuo modo di vedere la musica?

É stato divertente. Il brano è partito come commissione per lo youtuber PoggoDoggo. Mi sono occupato del testo, registrazione, mix e master. L’ha pubblicato con videoclip animato per il raggiungimento dei suoi 100 mila iscritti

Durante una serata a Pescara, una mia amica notò che sono diventato virale su Tik Tok… quella canzone era ovunque! Ha raggiunto la Top 10 su Tik Tok e 2,5 milioni su YouTube.

Mi ha fatto notare che i miei prodotti sono validi, la difficoltà è farli arrivare al grande pubblico.

Sei stato ideatore e direttore artistico di PROGETTO X con 18 artisti: quanto conta per te la dimensione collettiva nella musica?

PROGETTO X è stata una bella sfida. Nata come idea su un gruppo Whatsapp di freestyle, ho deciso di dedicarmici e coordinare tutti… si sono iscritte 80 persone per parteciparvi, ma alla fine solo in 18 sono riusciti a realizzare una canzone.

La dimensione collettiva è bella ma opzionale. Su un brano possono lavorarci centinaia di persone o un singolo individuo.

È però certo che senza un ascoltatore, diventerebbe inutile.

Oggi sei totalmente indipendente e produci da solo audio, video e contenuti: è una scelta artistica, economica o proprio una necessità espressiva?

Dal 2016 al 2020 mi sono affidato ad amici. Con Fake Gang ci supportavamo a vicenda: beatmaking, mixing, canto… un gruppo completo.

Vedendo gli altri lavorare e informandomi, ho imparato a mixare e masterizzare. Sono contento di aver raggiunto questa abilità dopo anni.

Posso dar voce alla mia visione senza limiti di tempo… anche perché difficilmente esternalizzando, l’altra persona dedica la stessa attenzione ai dettagli. Per alcuni brani ho impiegato anche 40 ore di solo mixing.

Hai parlato di una crescita tecnica e vocale negli ultimi anni: in cosa senti di essere cambiato di più rispetto al passato?

Sto studiando. Ho capito le mie ampie possibilità vocali e sperimento molto di più.

Un collega mi ha definito “trasformista” per la quantità di generi e tipi di voce che posso fare.

Hai deciso di pubblicare un brano ogni 22 del mese con videoclip: è solo una strategia o c’è anche un significato più profondo dietro questa scelta?

Sono fissato col 22. Ogni album è uscito il 22.

Quando ho iniziato a musicare era un numero che ritrovavo ovunque… e ci sta la canzone “22” di Oliver Francis che ascoltavo spesso.

Ho 20 canzoni pronte, e altre 30 in lavorazione.

Pubblicherò ogni 22 del mese! Quindi stay tuned.

Il punto della redazione

CO2 Baby è un artista che ha costruito il proprio percorso passo dopo passo, trasformando la necessità espressiva in una direzione sempre più definita e consapevole. Dalla sperimentazione iniziale fino a una gestione completamente autonoma del proprio progetto, il suo percorso racconta un’evoluzione reale, fatta di studio, pratica e identità.

Oggi Michele Mieli si muove con una visione chiara, pronto a inaugurare una nuova fase basata su costanza, qualità e controllo totale del proprio immaginario artistico. Un percorso che guarda avanti, senza perdere il legame con le radici underground da cui tutto è partito.

Il nuovo capitolo è già scritto: una serie di release mensili, ognuna accompagnata da un videoclip, per costruire un racconto continuo e coerente nel tempo. E se il passato è stato sperimentazione, il presente è consapevolezza. Il futuro, invece, è tutto da ascoltare.

Segii CO2 Baby su Instagram


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