Con “Come Sarebbe Se Cambiassimo Il Passato”, il suo primo EP, Cappie firma un esordio sincero e tagliente, distribuito da The Orchard. È una raccolta di pensieri che affiorano quando ci si ferma a guardarsi indietro, chiedendosi cosa saremmo diventati se le scelte di un tempo fossero andate diversamente. Un disco che alterna chitarre distorte, voci graffianti e testi intrisi di vulnerabilità, restituendo tutta l’urgenza di chi scrive perché non può farne a meno.
Un manifesto rock di una generazione inquieta
In un momento in cui il rock italiano sembra essersi spostato ai margini, Cappie riporta al centro il suono viscerale e autentico delle band che hanno segnato gli anni zero. L’EP diventa così un manifesto generazionale: chi è cresciuto con Ministri, Verdena o Biffy Clyro ritroverà quell’energia ruvida, ma con uno sguardo più maturo e consapevole. È la voce di una generazione che ancora cerca risposte, ma che non smette di mettersi in discussione.
Le canzoni come specchio del tempo
Ogni brano affronta un frammento di crescita e introspezione.
Forse È Il Destino riflette sul confine tra caso e necessità, Soli Al Mondo indaga la solitudine della crescita, Rètina fotografa i rapporti filtrati dagli schermi, e Pensieri Notturni trasforma l’insonnia in riflessione esistenziale. A chiudere, Felicità, con una domanda sospesa: se potessimo davvero cambiare il passato, cambierebbe anche chi siamo oggi?
Tra rabbia e malinconia: un suono autentico
Batterie esplosive, bassi distorti e chitarre che costruiscono un muro di suono accompagnano una scrittura diretta e personale. Il mondo di Cappie unisce pop-punk, grunge ed emo rock, filtrati attraverso la lingua italiana e una sensibilità contemporanea. È un rock emotivo e onesto, che parla di fragilità ma suona come resistenza.
Un esordio già celebrato dal vivo
Il percorso di Cappie ha trovato una prima consacrazione con il release party del 17 settembre 2025 al Bachelite di Milano, una serata che ha riunito fan e addetti ai lavori in un clima carico di energia e appartenenza. Lì, i brani dell’EP hanno preso vita nella loro forma più autentica: quella del sudore, del volume e della verità dal vivo.
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