4 chiacchiere con Ausel dopo “Equilibrio”

1 Ago , 2025 - EMERGENTI

4 chiacchiere con Ausel dopo “Equilibrio”

Il 20 giugno ha segnato il debutto ufficiale di Ausel, giovane cantautrice capace di mescolare delicatezza e intensità emotiva, con il suo primo singolo Equilibrio. Una hit estiva dal sound pop, prodotta da Valter Sacripanti, che racconta la tensione tra attrazione e autodifesa, tra passione e necessità di proteggersi.

Ausel non è solo una voce nuova nel panorama musicale italiano: è un’artista che scrive per liberarsi e capirsi, e lo fa con uno stile personale e autentico. Le sue influenze spaziano da Elisa a Billie Eilish, ma la sua penna ha già un’identità chiara e riconoscibile.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei per scoprire da dove nasce Equilibrio, come si sta costruendo il suo percorso artistico e cosa significa per lei fare musica oggi.

L’intervista con Ausel

Il tuo primo singolo “Equilibrio” è un brano che unisce leggerezza e profondità: com’è nato il testo e quando hai capito che doveva diventare una canzone?
Il testo è nato dopo una delusione amorosa, una delle prime, quando avevo 16 anni. Era un modo per sfogarmi e mettere ordine tra le emozioni. Ho capito che poteva diventare una canzone durante una giornata passata da mio zio, che è musicista. Stavamo cercando di arrangiare alcuni dei miei testi, e proprio “Equilibrio” ci è sembrato subito musicale, naturale. Entrava in testa con facilità, e da lì ho sentito che meritava di diventare una canzone vera e propria.

Parli di un amore che oscilla tra desiderio e autodifesa. Hai vissuto personalmente questa tensione? Quanto c’è di autobiografico in “Equilibrio”?
Tutte le canzoni che scrivo sono l’esito di esperienze che ho vissuto. La musica è la mia valvola di sfogo, e grazie ad essa riesco a ragionare su ciò che mi accade, a razionalizzare le emozioni per poterle gestire meglio. “Equilibrio” è il racconto di una piccola esperienza della mia vita.

Hai lavorato con Valter Sacripanti alla produzione: com’è stato costruire il sound del pezzo insieme a lui?
Valter è una persona speciale, riesce a comprendere fin da subito il mood e lo stile che voglio dare alle mie canzoni. Una cosa che mi piace tanto di lui è che non è il tipo di produttore che pensa solo alla parte tecnica e commerciale, ma entra davvero in sintonia con la tua musica e con te. Ti aiuta a lavorare sui tuoi punti forti ed essendo alle prime armi, mi ha aiutato tanto a prendere fiducia in me stessa e nel mio progetto.

La frase “Se ci vediamo perdiamo l’equilibrio tra noi” è molto potente. Ti ricordi il momento in cui l’hai scritta?
Sì, ricordo perfettamente il momento. Era dopo l’ennesimo incontro con questa persona, in cui tutto sembrava ricominciare da capo senza mai andare davvero da nessuna parte. Ero stanca e sentivo il bisogno di proteggere il mio equilibrio emotivo. Quella frase è uscita di getto, come una presa di coscienza.

Hai citato Elisa, Billie Eilish e Levante come tue influenze: cosa prendi da ognuna di loro e in cosa pensi che la tua musica sia diversa?
Con Elisa c’è un legame profondo: ci sono video di me piccolissima che canto le sue canzoni. È parte della mia crescita, e anche inconsciamente il suo stile torna spesso nella mia scrittura. Da Billie Eilish prendo ispirazione per i falsetti e il modo delicato in cui usa la voce. Levante mi ha influenzata molto nel suo modo diretto di scrivere, e mi rivedo in questo: non mi piace girarci intorno, preferisco dire le cose come stanno. Forse la differenza è proprio lì: nella mia volontà di essere sempre estremamente sincera, anche a costo di sembrare troppo esplicita.

Hai raccontato che scrivere per te è un bisogno, ma per tanto tempo i testi restavano solo su carta. Cosa ti ha fatto trovare il coraggio di trasformarli in canzoni?
Quando ero più piccola, alcune persone mi prendevano in giro per questo sogno, e questo mi aveva un po’ frenata. Poi, durante un periodo difficile in cui sentivo di non avere più tanti punti di riferimento, ho capito che scrivere non mi bastava più. Avevo bisogno di cantare le mie parole, di farle uscire. Ho iniziato piano, cercando qualche accordo al piano, e poi ho trovato chi mi ha aiutata. Anche perché dopo un po’, ti rendi conto che non vuoi più cantare solo le canzoni degli altri. Vuoi raccontare la tua storia.

“Equilibrio” è il primo passo di un percorso: hai già in mente i prossimi? C’è un progetto più ampio in lavorazione?
Sì, “Equilibrio” è solo l’inizio. Ho già altri brani pronti e altri ancora in lavorazione. Piano piano usciranno tutti. Non voglio svelare troppo, ma ci sto lavorando e non vedo l’ora di farvi ascoltare i prossimi pezzi.

Come immagini il tuo live ideale? Che tipo di esperienza vorresti far vivere a chi ti ascolta dal vivo?
Mi piacerebbe creare uno spazio intimo, in cui le persone si sentano accolte, capite, libere di cantare le proprie emozioni. Non ho ancora fatto un live interamente con i miei brani, quindi non so esattamente come sarà, ma questa è la sensazione che vorrei trasmettere: vicinanza e verità.

Sei giovanissima, ma la tua scrittura è già molto matura. Come ti alleni o come coltivi il tuo modo di scrivere?
Non c’è un vero allenamento. Le esperienze sono ciò che fa nascere i miei testi. Ascolto tanta musica, cerco di capire come gli altri artisti raccontano le emozioni. Questo mi aiuta a trovare anche il mio linguaggio, il mio modo di dire le cose.

C’è una canzone (tua o di altri) che senti rappresentarti totalmente in questo momento?
In questo momento direi “MAIMAI” di Levante. Mi ci ritrovo tantissimo, sia nel testo che nelle sensazioni che trasmette.


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