Gli According To Jack nascono a Padova nel 2022 come progetto acustico solista di Giacomo Rampazzo, ma nel giro di poco tempo si trasformano in una vera band a quattro elementi. L’attitudine resta quella originaria, spontanea e diretta, mentre il suono cresce: dal primo approccio intimo fino a una dimensione elettrica sempre più definita.
Il loro stile prende fortemente dal punk rock californiano, contaminandolo con rock’n’roll, blues e folk. Un mix fatto di chitarre, armonica e ritmiche serrate che li porta rapidamente sui palchi: nel 2024 pubblicano l’EP Reason To Exist per Sorry Mom! e durante l’estate aprono, tra gli altri, a Descendents e Neck Deep al Bay Fest.
Con il singolo The Ballad of the Monkey Man del 2025, pubblicato con Sorry Mom e Universal Music Italia, la band compie il passo definitivo verso la dimensione elettrica. Abbiamo parlato con loro per capire come è cambiato il progetto e dove sta andando adesso.
L’intervista con gli According To Jack
According To Jack nasce come progetto acustico solista e diventa poi una band vera e propria: quando avete capito che era il momento giusto per fare questo salto?
Non c’è mai stata una vera decisione o un cambio di rotta. È successo tutto in maniera abbastanza naturale e graduale: in quel periodo al progetto si era appena aggiunto Gaetano, seconda chitarra, e io, Jack, senza accorgermene avevo iniziato a scrivere musica per band invece che per un progetto acustico. Da lì sono entrati Stoppi al basso e Pigo alla batteria ed eccoci qua, signor giudice.
Il punk rock californiano è una base molto riconoscibile del vostro sound: quali artisti o dischi vi hanno segnato di più in questa direzione?
Io, Jack, sono molto legato a questa musica perché è quella con cui sono cresciuto. Quando da piccolo ho scoperto band come Bad Religion, NOFX, Pennywise e Lagwagon ricordo che ho avuto un risveglio musicale improvviso. Prima la musica non mi interessava, invece da quel momento sì. Poi con il tempo crescono le persone e anche i gusti musicali, ma il buon vecchio skate punk californiano resta sempre nel cuore.
Nel vostro stile convivono punk, rock’n’roll, blues e folk: come trovate l’equilibrio tra tutte queste influenze senza perdere identità?
Penso che la nostra identità sia data proprio dall’equilibrio tra queste influenze. È quello che ci contraddistingue e ci differenzia da chiunque altro. Siamo tutti molto diversi per gusti e background musicali, e questo è un grande pregio che ci aiuta a creare sempre qualcosa di originale.
Il primo EP “Reason To Exist” è uscito nel 2024 per Sorry Mom!: che ruolo ha avuto questo lavoro nel definire chi siete oggi come band?
“Reason To Exist” è il nostro punto di partenza. È uscito quando ancora non esisteva la band a quattro elementi: sono cinque canzoni oneste e sincere, senza fronzoli. Lo spirito di base è sempre quello, l’unica cosa che è cambiata è che adesso siamo una band e abbiamo molte più soluzioni da poter sfruttare.
Il tour estivo vi ha portato ad aprire per band come Descendents e Neck Deep al Bay Fest: cosa vi siete portati a casa da palchi di questo livello?
È stata un’esperienza fantastica. Da ragazzini stavamo sotto quel palco e sognavamo un giorno di salirci. Abbiamo imparato probabilmente di più in una giornata che in tutta la nostra vita musicale. Stare a contatto con professionisti di quel livello, dalle band ai fonici fino all’organizzazione, è un’opportunità incredibile di cui faremo sicuramente tesoro.
Quanto è cambiato il vostro approccio al live passando da un progetto acustico a una full band elettrica?
Essenzialmente molto poco: siamo passati dal prendere le chitarre e suonare al prendere le chitarre, collegarle agli amplificatori e suonare. Essere una band elettrica apre certe porte, come locali o festival più grandi, ma ne chiude altre, come i piccoli spazi più intimi. Manteniamo comunque il repertorio acustico proprio per questo, per restare versatili e non rinunciare a nulla.
“The Ballad of the Monkey Man” segna ufficialmente questa nuova fase: cosa rappresenta questo brano nel vostro percorso artistico?
È il primo singolo uscito come band e penso incarni al cento per cento il nostro spirito. La cosa più divertente è stata sicuramente il video: in perfetto stile According To Jack, senza fronzoli, abbiamo organizzato una festa in un capannone e invitato tutti i nostri amici. A volte non serve un’idea geniale, basta un aperitivo.
Qual è stato il concerto più bello e quello più brutto della vostra carriera?
Per il concerto più bello non voglio ripetermi tornando sul Bay Fest 2024. Mi viene in mente la nostra prima data fuori dall’Italia, lo scorso anno a Innsbruck: nessuno ci conosceva ma l’energia era incredibile, ci siamo divertiti davvero insieme al pubblico.
Il più brutto invece è stato un concerto come trio acustico in un teatro a Pordenone, in apertura a William Fitzsimmons. Sala piena, pubblico seduto, silenzio totale, noi completamente fuori luogo. In realtà non è stato brutto, ma l’atmosfera era surreale, qualcosa che non abbiamo mai più ritrovato.
Padova e il suo contesto musicale hanno influito in qualche modo sulla vostra crescita come band?
Padova è il contesto in cui siamo cresciuti musicalmente. Fin dalle scuole superiori, ognuno di noi, tranne Pigo che è di Alessandria, ha mosso i primi passi suonando nelle scuole, alle feste e nei locali padovani. Non è Roma o Milano, ma offre comunque opportunità per ritagliarsi uno spazio. Col tempo abbiamo allargato i nostri confini, arrivando a suonare in tutto il Nord Italia e anche all’estero.
Guardando avanti, dopo questo cambio di pelle e di suono, che tipo di evoluzione vi immaginate per According To Jack nei prossimi anni?
Il prossimo anno sarà cruciale, un vero punto di svolta. Abbiamo in programma grandi novità che getteranno le basi per la direzione futura della band. Non possiamo ancora dire nulla, ma siamo stati in studio per quasi tutto il 2025 e siamo estremamente orgogliosi del materiale prodotto. Aspettatevi un 2026 bello sostanzioso. Nel frattempo grazie mille dello spazio che ci avete concesso, ci si vede sotto il palco.
Il punto della Redazione
La storia degli According To Jack dimostra come a volte i progetti migliori non nascano da strategie precise ma da un’evoluzione spontanea, fatta di amicizia, prove in sala e chilometri macinati insieme. Dal primo approccio acustico fino alla dimensione elettrica, il filo conduttore resta lo stesso: immediatezza, sincerità e voglia di suonare senza costruzioni artificiali.
Con nuovo materiale già pronto e un anno decisivo davanti, la band sembra pronta a consolidare definitivamente la propria identità. Se il passato è stato crescita, il 2026 promette di essere il momento della conferma. Nel frattempo, come dicono loro, ci si vede sotto il palco.

Segui gli According To Jack su Instagram.




