Tenth Sky annuncia “NYLON”, il suo primo album in uscita il 24 aprile su tutte le piattaforme digitali. Il progetto, anticipato dal singolo “180”, segna un passaggio importante nel percorso dell’artista classe 2005, tra le voci più interessanti del nuovo pop italiano.
Un disco nato da un’esigenza reale
“Nylon” è un lavoro intimo e diretto, scritto e prodotto interamente da Tenth Sky. Il titolo nasce da una vecchia chitarra ritrovata e rimessa a nuovo, diventata il simbolo e il punto di partenza dell’intero progetto.
Il disco prende forma in un momento di cambiamento personale, tra crescita, dubbi e nuove responsabilità. Ne esce un racconto sincero, fatto di frammenti di vita e pensieri autentici, che restituiscono una fase di transizione con grande lucidità.
“180” e il tema delle relazioni
Il singolo “180”, uscito come anticipazione del disco, racconta un innamoramento costruito sul riconoscersi nelle fragilità dell’altro.
Due persone che vedono nelle rispettive ferite qualcosa di familiare, fino a desiderare una fuga condivisa dal mondo esterno.
Questo tema attraversa tutto l’album: le relazioni diventano uno spazio in cui convivono bisogno di vicinanza e desiderio di isolamento, creando una tensione continua tra connessione e distanza.
Un suono personale tra R&B e cantautorato
Dal punto di vista sonoro, “Nylon” si muove tra influenze R&B contemporanee, con richiami a Mk.Gee, Dijon e Steve Lacey, e una sensibilità più legata alla tradizione italiana, in particolare a Pino Daniele.
Il risultato è un sound coerente e riconoscibile, che riesce a unire suggestioni internazionali e scrittura personale senza risultare derivativo.
Una crescita già evidente
Tenth Sky, pseudonimo di Riccardo Mari, ha già dimostrato il proprio potenziale con brani come “Mezzanotte” e “Come noi”, capaci di accumulare milioni di ascolti, e con l’EP “Cose Stupide”.
Con “Nylon” arriva però un passo diverso: non solo una raccolta di canzoni, ma un progetto che definisce in modo più netto la sua identità artistica.
Un esordio che guarda avanti
“Nylon” è un debutto che non cerca scorciatoie. È un disco costruito su un’urgenza reale, su un’estetica precisa e su una scrittura generazionale ma mai superficiale.
Un primo album che non chiude un percorso, ma lo apre con una direzione già chiara.
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