Kanye West ha nuovamente sconvolto l’opinione pubblica con il rilascio del suo nuovo brano “Cousins”, una traccia che affronta senza filtri un’esperienza vissuta durante l’infanzia: una relazione incestuosa con un cugino minore. L’artista racconta nel dettaglio momenti intimi avvenuti da bambino, rievocando come i due imitassero scene viste su riviste p*rnografiche trovate in casa. Il testo, crudo e disturbante, ha immediatamente scatenato una reazione polarizzante tra chi lo accusa di spettacolarizzare il trauma e chi lo difende come un gesto di vulnerabilità estrema.
Il post su X: “Ho fatto se**o orale con mio cugino fino a 14 anni”
Ad accompagnare l’uscita della canzone, Kanye ha pubblicato su X una dichiarazione integrale che ha fatto rapidamente il giro del web. Scrive:
“Questa canzone si chiama ‘COUSINS’ ed è su mio cugino, che è stato condannato all’ergastolo per aver uc*iso una donna incinta qualche anno dopo che gli dissi che non avremmo più ‘guardato riviste p*rno insieme’.
Forse, nel mio egoismo, ho pensato che fosse colpa mia per avergli mostrato quelle riviste p*rno quando aveva 6 anni e poi abbiamo messo in atto ciò che abbiamo visto. Mio padre aveva riviste Playboy, ma quelle che ho trovato in cima all’armadio di mia madre erano diverse.
Mi chiamo Ye e ho fatto ses*o orale con mio cugino fino a quando avevo 14 anni.”
Trauma, colpa e pornografia infantile: la narrazione disturbante di “Cousins”
Nel brano Kanye si interroga sul ruolo che può aver avuto nella traiettoria violenta del cugino, oggi detenuto. Descrive come la precoce esposizione alla pornografia e il contesto familiare disfunzionale abbiano contribuito a generare un comportamento sessuale deviato, portandolo a vivere episodi che oggi racconta con profondo senso di colpa. Il testo e il video musicale mostrano una volontà di affrontare i fantasmi del passato, anche a costo di risultare insopportabile. La sincerità con cui Ye si mette a nudo rappresenta un atto artistico estremo e al tempo stesso un grido d’aiuto.
Bianca Censori e le conseguenze private: “Cousins” scuote anche la famiglia
Le conseguenze non si sono fermate all’ambito musicale. Secondo alcune fonti, la moglie di Kanye, Bianca Censori, avrebbe reagito in modo molto negativo alle rivelazioni contenute nella canzone e nel post, contribuendo a un’escalation di tensioni nella coppia. Intanto, online si alternano reazioni di condanna, supporto e incredulità. Il dibattito si sposta sul piano morale e sociale: fino a che punto è lecito condividere traumi così intimi con il mondo? Dove finisce la libertà artistica e inizia la spettacolarizzazione del dolore?
Arte, confessione e salute mentale: la linea sottile che Kanye continua a oltrepassare
“Cousins” si inserisce nella lunga serie di lavori controversi di Kanye West, ma stavolta il confine tra arte e realtà personale è più sottile che mai. La canzone apre riflessioni scomode sul trauma infantile, la sessualità precoce e la salute mentale, e su come la musica possa diventare uno strumento per esorcizzare il dolore, anche a costo di urtare la sensibilità collettiva. In un tempo in cui tutto viene condiviso pubblicamente, Ye ci ricorda – forse nel modo più disturbante possibile – che dietro ogni artista può esserci un bambino ferito che cerca ancora risposte.

