4 chiacchiere con Trash dopo “Sordomuto”

7 Mag , 2025 - EMERGENTI

4 chiacchiere con Trash dopo “Sordomuto”

Di fronte all’omologazione culturale, Trash alza la voce con uno stile personale e sincero. Il nuovo singolo “Sordomuto” non è solo una canzone, ma un manifesto di indipendenza creativa. Lo abbiamo intervistato per capire cosa si nasconde dietro questo “silenzio assordante”.

Quando abbiamo ascoltato Sordomuto, non ci siamo trovati solo davanti a un brano ben scritto, ma a un vero e proprio scatto d’orgoglio, un grido a denti stretti, un esercizio di consapevolezza e rabbia. Trash – al secolo Samuele Di Giacomo – non è un artista facile da etichettare, e ci piace proprio per questo. Lavora ai margini, ma con una cura che spesso manca a chi sta sotto i riflettori. Nella sua musica c’è disagio, ma anche lucidità. C’è ironia, ma anche una tensione poetica costante. Ed è da qui che parte la nostra chiacchierata.

Intervista a Trash

1. “Sordomuto” è un brano intenso, che sembra voler rompere un silenzio interiore. Com’è nato questo pezzo?
L’idea del pezzo nasce proprio da questa contraddizione, sicuramente molto estrema. Il messaggio che ho voluto mandare riguarda essenzialmente la condizione in cui mi sento all’interno del mondo musicale: bisogna isolarsi, non ascoltare ciò che fanno o dicono gli altri per dipingere a modo tuo una tela. Spesso nella vita mi sono sentito fuori luogo, senza un ruolo preciso. Ora che si stanno unendo i puntini, riesco a vedere con maggiore lucidità questo disagio e rappresentarlo in una canzone è sicuramente una sorta di “auto-terapia”.

2. Possiamo aspettarci un progetto più ampio in uscita?
Posso solo dirvi che più che un singolo dipinto parliamo di un mosaico. Questo mese arriva un altro pezzo, a parer mio ancora migliore, poi come ben sapete d’estate è diverso pubblicare progetti. Dobbiamo ancora pensare a cosa è meglio fare, è tutto in divenire e non vedo l’ora di farvi sentire il resto.

3. Il tuo rapporto con NBK è al centro di molte delle tue produzioni. Che legame c’è tra voi?
Il mio rapporto con Tiberio (in arte NBK) è sicuramente il rapporto di amicizia più sano che io abbia mai trovato. Nessuna invidia, nessun pregiudizio e molta ironia. Oltre che stimarlo per la sua cultura musicale, è una persona importante nel privato. La classica persona che ti ghosta per giorni, ma se hai bisogno di lui non aspetta un secondo a venire da te e ascoltarti. Ho iniziato a rappare su beat americani, poi nel 2019 ci siamo uniti in questa sorta di “duo”. Per lavorare ci basta poco, lui produce da casa, io scrivo e selezioniamo i pezzi più forti. Se con questa semplicità siamo riusciti ad attirare la vostra attenzione (a proposito, vi ringrazio per avermi concesso questo spazio), pensate quando avremo uno studio tutto nostro.

4. C’è un messaggio più grande che provi a trasmettere con la tua musica?
La cultura in Italia è standardizzata: tutti parlano degli stessi film, ascoltano le stesse canzoni, il gossip è al centro dell’attenzione. Per quanto mi riguarda, sin da piccolo ho sempre avuto questo riflesso spontaneo nell’andare controcorrente. Se tutti guardano il dito, io guarderò la luna. È questo il mio mood. Per esempio, la cultura dell’album ormai non esiste più. Per Sordomuto in particolare, ho preso molta ispirazione da Devil in A New Dress di Kanye e Rick Ross, un pezzo immortale. Ma sono sempre ispirazioni naturali, non mi sono messo col compasso a copiare (anche perché, se un essere umano provasse a riprodurre pezzi simili, non ci riuscirebbe neanche tra mille anni).

5. Da artista indipendente, com’è stato il tuo percorso finora?
Essendo indipendente, ho spesso cercato di conoscere persone e rapper emergenti come me. La maggior parte degli studi di registrazione non cura veramente il tuo progetto, per esempio. Si limitano a intascarsi i soldi e dirti “Bro, spacca!”. Tu che magari sei alle prime armi e loro molto conosciuti ti fidi pure. Poi ti confronti con la realtà, sbatti la testa e cresci. E, piano piano, riesci anche a capire chi è veramente onesto: a me piacciono le persone pignole, che ti rompono il cazzo anche per rifare un piccolo dettaglio al microfono. Per quanto riguarda i rapper emergenti come me, invece, spesso mi sono trovato davanti a persone con l’ego più grande di quello di Kanye West. Non erano realmente interessati a conoscermi, ma volevano semplicemente elevarsi a grandi artisti e sminuirmi. Devo dire che nell’ultimo periodo, però, sto conoscendo dei ragazzi super umili e soprattutto molto forti a rappare.

6. A livello visivo, “Sordomuto” è anche un bel videoclip. Che rapporto hai con l’estetica?
L’estetica va ormai a braccetto con la musica. Questo video è sinceramente più uno sfizio che qualcosa di calcolato, anzi se devo dirti la verità chiunque a partire dal videomaker stesso mi ha consigliato di fare dei video più corti. Ormai si fa tutto tramite video semplici, col testo sotto, ma la sensazione di realizzare un videoclip e vederlo finito è impagabile. Scegliere la location, gli outfit, i colori, creare un gruppo di lavoro in cui ci si diverte… è stato davvero tutto perfetto, e infatti il video merita.

7. Cosa pensi di aver migliorato negli anni?
Quando ho iniziato avevo solo le mie rime, sicuramente meno tecniche di oggi. Ma il resto l’ho imparato sul campo, investendo tanto tempo e tanti soldi puramente per passione. Ho migliorato il flow, ho cambiato modo di ascoltare la musica, ma in generale ho cambiato il modo di pormi nella vita. Sono stato a un passo dalla morte soltanto un anno fa, per un problema al cuore, e quella situazione ha messo di nuovo in discussione tutto quanto. Credo che sia proprio il bello della vita cambiare, non arrivare mai al traguardo ma porsi sempre nuovi obiettivi. Chi si ferma è perduto.

8. Com’è nato il beat di “Sordomuto”?
È stato tutto molto naturale, ho preso una barra di Kanye in Devil in A New Dress e mi sono lasciato ispirare. In un paio di giorni il pezzo ci ha convinti.

9. Un producer o artista con cui sogni una collaborazione?
Ce ne sono tanti, anche qui in Italia ma ti darò un nome oltreoceano: fare un progetto con The Alchemist sarebbe un’esperienza di vita incredibile.

10. Se uno ascolta Sordomuto per la prima volta, cosa deve pensare di te?
Dipende come la ascolti. Se la senti su Spotify, che sono bravo a rappare; se guardi il videoclip su YouTube, che sono bello e stiloso… scherzo dai, o forse no. Chissà.

Trash parla piano, ma colpisce forte

Trash è uno di quegli artisti che non cercano scorciatoie, che sanno essere seri anche quando scherzano, e soprattutto che scelgono con cura ogni parola. Sordomuto è la prova che si può raccontare un disagio senza sbraitare, ma con eleganza e profondità. Un brano che resta addosso, come certe frasi dette sottovoce. Noi ci siamo affezionati, e siamo sicuri che presto lo farà anche chi ancora non lo conosce.

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Ascolta Sordomuto su Spotify:


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