Articolo pubblicato originariamente il 17/06/25. Aggiornato il 28/11/25.
Giovedì 27 novembre, tellynonpiangere ha lasciato la competizione come primo eliminato della semifinale di X Factor 2025. Il percorso artistico di Giorgio Campagnoli, nato nel 2001, prende forma in modo spontaneo, quasi accidentale, partendo da registrazioni fatte con il telefono.
Con il tempo, la musica si trasforma in un’esigenza personale e profonda, uno spazio intimo in cui raccontarsi senza filtri: un diario emotivo diretto, vulnerabile e autentico, pensato per costruire connessioni e un senso di condivisione. Nella quotidianità, Campagnoli lavora come pizzaiolo, alternando la vita comune a un’urgenza creativa sempre più centrale.
La storia di Giorgio, cresciuto tra Castenaso e San Venanzio di Galliera è una storia iniziata tra banchi di scuola, fogli volanti e registrazioni artigianali fatte col cellulare e che oggi continua in studio, tra produzioni intime e testi che parlano direttamente all’anima.
Il suo nome d’arte è nato da un soprannome e da un piccolo incidente scolastico, ma è anche un manifesto emotivo: un invito a non piangere, ispirato al “don’t cry” di Lil Peep, e al desiderio di offrire rifugio emotivo a chi ascolta le sue canzoni.
Subito prima del suo ingresso a X Factor, abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Giorgio, approfondendo il suo percorso e il suo immaginario artistico. L’intervista completa la trovate qui di seguito.
INTERVISTA
Com’è nata l’ispirazione per il tuo nuovo brano “L’unica”? C’è un ricordo o una sensazione precisa che ti ha spinto a scriverlo?
è nato sentendo il giro di chitarra in studio, mi ha creato molta malinconia. Ho iniziato a ripensare a ricordi legati a persone con cui non è nato nulla, ma a cui io tenessi particolarmente
Descrivi il pezzo come una ballata onirica: che tipo di immagini o emozioni ti accompagnavano mentre lo scrivevi?
mentre lo scrivevo in realtà ero tranquillo, ho scritto quello che in quel momento mi comunicava la strumentale, la mano è andata da sola
Hai detto che prendi spunto da storie mai sbocciate. Cosa ti affascina dell’amore che resta in sospeso?
spesso ció che non nasce ci affascina di più di ciò che abbiamo, per il semplice fatto che lasciamo libera la fantasia, libera di creare scenari, scenari ovviamente scelti da noi
Il nome Telly ha una storia molto particolare, tra amicizie e coincidenze. Ti rispecchi ancora in quel soprannome oggi?
non ho mai dato peso al soprannome, semplicemente suona bene e l’ho tenuto
Il “nonpiangere” del tuo alias ha un doppio significato: cosa rappresenta per te oggi questo monito?
per me oggi il nonpiangere significa essere grato di ció che ho, e non piangermi addosso. Anche se in realtà ogni tanto piangere fa bene.
Scrivere musica è per te un modo per offrire riparo. In che modo cerchi di far sentire meno sole le persone che ti ascoltano?
trattando argomenti come l’ansia sociale o magari parlando di sensazioni di cui di solito non si parla molto.
Hai iniziato a registrare con un telefono sulla scrivania e oggi pubblichi brani veri e propri. Com’è cambiato il tuo rapporto con la musica?
sicuramente era quella iniziale come situazione era molto diversa, ora cerco di mantenere lo stesso entusiasmo di anni fa, e la stessa spontaneità
Quanto hanno influenzato la tua scrittura lo skate e i graffiti, che prima condividevano spazio con la musica nella tua vita?
sicuramente hanno influito, come qualsiasi cosa vissuta e qualsiasi esperienza. Non so propriamente in che modo, era anche quella una forma di espressione
Nei tuoi primi approcci musicali cercavi il parere dei compagni di classe: oggi a chi fai ascoltare per primo i tuoi brani?
oggi ho ancora 4/5 persone fidate a cui faccio ascoltare le demo, amici stretti che so essere abbastanza oggettivi su ció che faccio e sinceri sopratutto
Cosa immagini per il tuo futuro artistico? Hai un sogno preciso o preferisci continuare a fare un passo alla volta?
cerco di vivere il momento e rimanere nel presente, non voglio farmi troppe aspettative, voglio godermi il processo

CONCLUSIONE
Tra immagini sospese, melodie intime e racconti di vite mai incrociate del tutto, Tellynonpiangere continua a costruire il suo percorso con delicatezza e sincerità. “L’unica” è più di una canzone: è un pensiero che si posa leggero, una fotografia emotiva di ciò che poteva essere ma non è stato.
La forza del suo progetto sta tutta qui: nel riuscire a dire tanto con poco, nel lasciare spazio all’immaginazione dell’ascoltatore, senza forzare mai nulla. Telly scrive per sé, ma anche per chi ha bisogno di parole che facciano compagnia. E forse è proprio questo, oggi, il gesto più potente che possa fare un artista.
Ascolta “non mi piacciono le persone” di Tellynonpiangere su Spotify
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