Maxiliam ci parla del suo nuovo singolo “Simply Time”

10 Gen , 2026 - EMERGENTI

Maxiliam ci parla del suo nuovo singolo “Simply Time”

“Simply Time di Maxiliam” è il punto d’arrivo di un anno intenso, ma anche l’inizio di una nuova direzione. Il nuovo singolo del cantautore indipendente raccoglie l’essenza del suo percorso creativo del 2025, fatto di otto brani originali che hanno portato alla costruzione di un’identità sonora sempre più definita. Il pezzo nasce da pianoforte e voce, due elementi che guidano un equilibrio naturale tra melodia, atmosfera e introspezione.

Il tema centrale è il tempo, osservato non come qualcosa da rincorrere ma come una dimensione emotiva: ricordi che emergono senza preavviso, istanti che diventano significativi solo dopo essere passati, attese che si trasformano in consapevolezza. Il tutto raccontato con una scrittura intima, diretta e priva di artifici, che lascia spazio all’ascolto e alla risonanza personale.

A livello sonoro, “Simply Time” si muove tra pop, alternative e sfumature indie, mantenendo sempre al centro la voce e la narrazione. È la chiusura di un ciclo creativo, ma anche la soglia aperta verso un nuovo progetto su cui Maxiliam sta già lavorando e che vedrà la luce nei prossimi mesi. Perfetto contesto per un’intervista che entra nel cuore del suo percorso.

Intervista

1. Da dove nasce l’idea di costruire “Simply Time” partendo solo da pianoforte e voce?
Questo brano nasce da un viaggio molto interiore. È il tentativo di dare una forma a domande che, in realtà, non hanno una risposta definitiva. Dalla nascita alla fine, la vita è un percorso continuo, e anche quando proviamo a spiegarlo razionalmente ci accorgiamo che ogni pensiero, nel momento stesso in cui sembra valido, è già passato.
Pianoforte e voce erano l’unico modo onesto per raccontare questa sensazione: togliere tutto il superfluo e restare davanti al tempo, così com’è.

2. In che modo il tempo, la memoria e i ricordi hanno guidato la scrittura di questo brano?
Sono una persona che immagina molto e spesso percepisco la mia vita come una sequenza di scene, quasi fosse un film. È un meccanismo che mi aiuta a scrivere e a dare una forma ai pensieri.
Il tempo e la memoria entrano proprio lì: mentre pensi di aver messo a fuoco un’emozione, qualcosa cambia e ti costringe a rimettere tutto in discussione. “Simply Time” nasce da questo continuo spostamento tra presente e ricordo.

3. Quando componi, qual è il momento in cui capisci che un’emozione sta diventando una canzone?
Per me è tutto una questione emotiva. Un brano costruito solo per funzionare o per “dire qualcosa” in modo freddo non mi appartiene.
Capisco che un’emozione sta diventando una canzone quando, oltre al testo, nasce una melodia che tocca parti intime e fragili. Anche quando scrivo brani molto diversi tra loro, la ricerca di un’emozione vera è sempre il punto di partenza.

4. “Simply Time” sembra muoversi tra pop, alternative e indie: quanto è stato naturale per te trovare questo equilibrio?
Quando scrivo un testo, raramente ho già una melodia precisa in testa. In questo caso, però, la melodia è arrivata quasi come un passaggio obbligato.
È una ballad che guarda indietro, con riferimenti emotivi e sonori che richiamano gli anni ’80 e ’90. L’equilibrio nasce proprio da quel mood e da quel tipo di groove. Non riesco a immaginare questo brano in una forma diversa da quella che ha preso naturalmente.

5. Hai parlato di un ascolto “aperto e personale”: cosa significa per te lasciare spazio all’ascoltatore dentro la tua musica?
Mi piace pensare che chi ascolta possa sentirsi immerso nelle sonorità e accompagnato dalla voce, senza forzature.
Musica e cantato per me sono un tutt’uno: cerco di trasmettere intimità, non di guidare l’ascolto. Lasciare spazio significa permettere a chi ascolta di portare dentro il brano la propria storia, senza sentirsi indirizzato.

6. Il brano chiude un percorso di otto singoli: cosa ti ha insegnato pubblicare musica in modo così costante nel 2025?
“Simply Time” chiude un anno molto importante per me. Dopo un 2024 poco soddisfacente, ho deciso di ripartire.
Suono da quando avevo otto anni e nel tempo ho visto passare molte occasioni che non ho avuto il coraggio o la lucidità di prendere. Nel 2025 ho scelto di mettermi alla prova: pubblicare quasi un brano al mese è stato un esercizio di disciplina, ma anche una palestra.
Ho voluto dimostrare prima di tutto a me stesso che, anche da solo e con difficoltà, potevo portare avanti un percorso e crescere.

7. Guardando indietro, qual è il filo rosso che collega tutti i brani di questo tuo ciclo creativo?
Tutti i miei brani sono legati a ciò che sono, a ciò che vivo e a come osservo il mondo intorno a me.
Che si tratti di esperienze personali o di riflessioni più ampie, la musica per me è sempre un modo per interrogarmi sull’essenza della vita e sul rapporto tra individuo e società.

8. “Simply Time” è un punto di arrivo ma anche una soglia: cosa immagini oltre questa soglia per il prossimo anno?
Sto già lavorando a nuovi brani per il 2026, ma sto riflettendo sulla forma: singoli, EP o un progetto più ampio.
Lo scorso anno ho scelto di non pubblicare tutto ciò che avevo pronto, anche per necessità pratiche. Quando lavori da solo, devi anche fare i conti con il tempo, il lavoro e l’energia mentale. Oggi sento il bisogno di trovare un equilibrio diverso, che mi permetta di dare spazio alla creatività senza forzarla.

9. Nel tuo processo creativo, quanto conta l’atmosfera rispetto alla struttura e alla tecnica compositiva?
Per me l’atmosfera è l’essenza di un brano.
La tecnica, la precisione e le strutture complesse possono essere affascinanti, ma se manca il calore emotivo diventano fredde. Amo artisti e band molto tecniche, ma ciò che mi ha sempre colpito è la loro capacità di trasmettere emozione, non solo bravura.
Se una struttura classica funziona, la seguo senza problemi, ma non è mai il punto di partenza. L’atmosfera viene sempre prima.

10. C’è un ricordo preciso, reale o simbolico, che ha acceso la scintilla di questo brano?
Più che un singolo ricordo, è stata la volontà di chiudere un ciclo.
Volevo un brano che raccogliesse i pensieri maturati durante l’anno e da lì è nato qualcosa di diverso da quello che avevo immaginato all’inizio: una riflessione sul tempo, su come lo viviamo e su come ci scivola addosso.

Conlcusione

Con “Simply Time”, Maxiliam sigilla un anno di lavoro intenso e pieno di trasformazioni, lasciando intravedere una maturità artistica sempre più solida. Il suo percorso continua a muoversi tra introspezione, ricerca sonora e una scrittura che non ha paura di mostrarsi vulnerabile.

Se il 2025 è stato l’anno della costruzione, il 2026 sembra già pronto per diventare quello dell’evoluzione: nuove idee, nuove forme e una consapevolezza diversa del proprio tempo creativo. Un viaggio che, come la sua musica, invita chi ascolta a fermarsi, respirare e ritrovare il proprio ritmo.

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