SEMUA riparte da “Attimi sospesi”, il racconto di un abbraccio che sa di casa

18 Mag , 2026 - EMERGENTI

SEMUA riparte da “Attimi sospesi”, il racconto di un abbraccio che sa di casa

SEMUA, nome d’arte di Irene Piraino, classe 2001, vive la musica come si vive una verità: senza poterne più fare a meno. Il suo nome nasce dal francese c’est moi, “sono io”, e racconta già molto della sua direzione artistica: portare nella musica sé stessa, senza filtri, senza maschere, senza bisogno di costruire qualcosa che non le appartenga.

Accanto al percorso musicale, SEMUA porta avanti anche quello accademico: si sta abilitando come insegnante di francese, sospesa tra due mondi solo apparentemente lontani. Da una parte l’aula, dall’altra il palco. Da una parte la disciplina, dall’altra l’istinto. In realtà, per lei, insegnare e scrivere canzoni nascono dalla stessa esigenza: creare un contatto autentico con gli altri.

Una voce nata presto, poi ritrovata nel buio

La musica entra nella sua vita molto presto, quasi per destino. A sette anni, mentre suo padre suonava Caruso al pianoforte, SEMUA scopre per la prima volta la propria voce. Da quel momento non la lascia più andare, almeno fino a quando la vita la costringe a fermarsi.

Durante l’adolescenza, infatti, le sue gambe smettono di funzionare come avrebbero dovuto. Iniziano viaggi continui verso la Francia per cercare cure mediche, insieme a stanze, silenzi, attese e una distanza dolorosa da sé stessa. È proprio in quel periodo che nasce la scrittura: non come esercizio, ma come spazio di resistenza e salvezza.

Da quell’esperienza prende forma il suo primo inedito, Non volermene se, racconto fragile e lucidissimo di una ragazza di sedici anni bloccata in un letto, mentre fuori il mondo continua a correre.

La musica come ricostruzione

Oggi SEMUA porta nel proprio progetto la forza di chi ha imparato a ricostruirsi. La sua musica parte dal pop, ma attraversa generi e sfumature diverse, lasciandosi guidare dal caos delle emozioni. Al centro non c’è la ricerca della perfezione, ma quella di una verità emotiva capace di arrivare agli altri.

Scrive soltanto ciò che conosce davvero: il proprio vissuto o quello delle persone che ama. Per questo le sue canzoni hanno un carattere intimo, diretto, umano. Sono frammenti di vita trasformati in suono, parole nate da ferite reali e da un’urgenza espressiva difficile da ignorare.

“Attimi sospesi”, l’inedito presentato a Casa Sanremo

Tra i brani più recenti c’è Attimi sospesi, ultimo inedito presentato a Casa Sanremo 2026. Una ballad intima, quasi una danza lenta, in cui due anime trovano finalmente uno spazio segreto dove potersi incontrare davvero.

Il brano restituisce l’immagine di un abbraccio che sa di casa, di un tempo che si ferma per lasciare esistere qualcosa di fragile e prezioso. Per SEMUA, la voce non è soltanto uno strumento: è il modo in cui costruisce il proprio mondo, il punto in cui il dolore smette di essere solo dolore e diventa racconto condiviso.

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