MikeAngel Sound ci parla di Lavazza Buena Suerte

7 Gen , 2026 - EMERGENTI

MikeAngel Sound ci parla di Lavazza Buena Suerte

“Lavazza Buena Suerte” è l’ultima uscita di MikeAngel Sound, disponibile dal 21 novembre su tutte le piattaforme digitali. Il brano apre un racconto funky e ricco di energia, caratterizzato da un ritmo dinamico e da un sound immediatamente riconoscibile.

Il brano, pur giocando sul titolo evocativo, affronta in profondità la complessità delle relazioni e il coraggio necessario per lasciarsi andare. MikeAngel descrive questa traccia come un viaggio emotivo sospeso tra decisioni difficili, vulnerabilità e desiderio di seguire i propri sentimenti, dando vita a un linguaggio che parla tanto agli adulti quanto ai più giovani.

“Lavazza Buena Suerte” rappresenta inoltre un momento chiave nella crescita dell’artista. È il primo featuring ufficiale della sua carriera e vede la partecipazione dell’artista Alba, la cui voce aggiunge intensità, brillantezza e un tocco di sensibilità a un progetto già delineato.

L’intervista con MikeAngel

Come nasce “Lavazza Buena Suerte” e qual è stato il primo impulso emotivo che ti ha spinto a scriverla?
Lavazza Buena Suerte è nata per caso, durante un viaggio in macchina da Viterbo a Roma, con una maxi confezione di cialde Lavazza Suerte che mi faceva compagnia. Ho iniziato a canticchiare un ritornello spontaneo, leggero, quasi per gioco. Quella scintilla emotiva, la semplicità di un momento quotidiano che diventa magia, mi ha spinto a correre al pianoforte appena rientrato. Da lì, grazie al lavoro con Luigi Montagna, il brano ha trovato il suo sound definitivo.

Il titolo rimanda ironicamente al mondo del caffè, ma il brano parla di sentimenti complessi. Che legame c’è tra queste due dimensioni?
Il titolo strizza l’occhio al mondo del caffè, ma per me il caffè è soprattutto un momento magico: è la pausa in cui ci si apre davvero, si ascolta l’altro e si mettono sul tavolo paure, sogni e desideri. Ho voluto unire quella dimensione intima al linguaggio della musica per parlare delle difficoltà nelle relazioni, soprattutto quando si fatica a esprimere ciò che si prova e a dirsi la verità. In fondo, forse dovremmo avere tutti il coraggio di fermarci, aprirci… e prenderci un caffè.

Nel pezzo racconti la difficoltà di prendere decisioni quando si è emotivamente esposti. Qual è stata la sfida più grande nel trasformare questa sensazione in musica?
Per me la musica è un superpotere: mi permette di trasformare emozioni forti e taglienti in qualcosa di delicato e leggero, capace di arrivare dritto al cuore di chi ascolta. Raccontare la vulnerabilità e l’incertezza non è stato difficile, perché è proprio attraverso la musica che riesco a dare forma a ciò che spesso fatichiamo a dire a voce. La vera sfida, forse, è stata restare sincero senza perdere quella leggerezza che permette alle persone di riconoscersi nella storia.

Questo singolo segna il tuo primo featuring ufficiale. Come hai scelto Alba e cosa ti ha colpito della sua voce?
Ho conosciuto Alba in una serata musicale: cantavamo entrambi e, in quel momento, la sua voce mi sfuggì del tutto. Per fortuna ci siamo rivisti e finalmente l’ho ascoltata: brillante, potente e incisiva, mi ha conquistato subito. L’ho invitata al release party del mio disco e da lì è nata l’idea di collaborare. I featuring possono essere una sfida, perché non sai mai quanto due artisti riusciranno a incontrarsi… ma con Alba è stata magia pura.

In che modo la presenza di Alba ha aggiunto profondità o nuove sfumature al brano?
La presenza di Alba ha dato al brano una nuova profondità: il pezzo si sviluppa come un dialogo, un vero botta e risposta tra le nostre emozioni. Io racconto ciò che sento, lei ciò che prova. La sua voce brillante e potente crea un contrasto naturale con la mia, rendendo la storia più intensa e viva. Inoltre, il fatto che nessuno si sarebbe aspettato un mio brano con lei rende il tutto ancora più sorprendente: più che un featuring, è un duetto autentico, dove le nostre differenze diventano il cuore della canzone.

Hai parlato di una “sensazione sospesa” che tutti abbiamo provato. Come sei riuscito a tradurla nel groove funky del pezzo?
La sensazione sospesa nasce da quei momenti in cui siamo emotivamente esposti e non sappiamo quale scelta fare, quando tutto sembra fermo ma dentro di noi tutto vibra. Ho voluto tradurla nel groove funky del pezzo: il ritmo leggero e coinvolgente rappresenta il movimento interno, mentre le pause e i botta e risposta tra le voci creano quel senso di attesa e di emozione sospesa. La musica diventa così un ponte tra ciò che sentiamo e ciò che vogliamo esprimere, permettendo a chi ascolta di immedesimarsi e rispecchiarsi in quel momento.

Dopo “Funkyman”, questo brano sembra confermare una tua direzione sonora molto precisa. Quali elementi senti che stanno definendo la tua identità artistica in questo periodo?
Sono un Funkyman, dentro e fuori, e così voglio che sia anche la mia musica: immortale. Non cerco di fare una canzone legata a un periodo o a una moda passeggera, ma brani che restino sempre attuali. Credo che le caratteristiche chiave del mio stile siano proprio queste: una direzione sonora chiara, un brand identity forte e riconoscibile, e uno stile ben delineato che il pubblico associa subito a me. È questo che sta definendo la mia identità artistica in questo periodo.

“Lavazza Buena Suerte” unisce energia e introspezione. Come bilanci questi due aspetti quando componi?
In Lavazza Buena Suerte energia e introspezione convivono come due lati della stessa medaglia. Quando compongo, parto sempre dall’emozione pura: i sentimenti più profondi e le sensazioni sospese diventano la struttura della canzone. Poi lavoro sul groove, sull’arrangiamento e sull’energia del brano, per far sì che queste emozioni arrivino in modo immediato a chi ascolta. È un equilibrio naturale: la musica deve muovere, far vibrare, ma anche far riflettere. In questo pezzo, il ritmo funky accompagna l’introspezione del testo, così chi ascolta può sentire il battito del cuore e riconoscersi nelle emozioni raccontate.

Il tuo pubblico va dai più piccoli agli adulti. Quanto è importante per te creare musica capace di parlare a generazioni diverse?
Per me è fondamentale creare musica che parli a generazioni diverse. Voglio che chiunque ascolti possa sentirsi coinvolto, che sia un bambino che si lascia trasportare dal ritmo o un adulto che si immedesima nelle emozioni e nei messaggi. La mia sfida è riuscire a unire leggerezza, groove e profondità emotiva, così che la canzone possa entrare nel cuore di tutti e rimanere nel tempo, senza limiti d’età.

C’è già qualcosa che puoi anticiparci sul prossimo capitolo del tuo percorso dopo questo singolo?
Mi piace annunciare i miei progetti solo quando sono davvero pronti. Non amo parlare troppo in anticipo o dare dettagli su ciò a cui sto lavorando, perché voglio che la musica parli da sola. Posso solo anticipare che il prossimo capitolo sarà diverso da tutto quello che avete sentito finora: sorprendente, fresco e inaspettato. Ci saranno atmosfere nuove, emozioni che non vi aspettate, e non vedo l’ora che tutti possano scoprirlo al momento giusto.

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