Intervista a Mattia Salvadori dopo “Depura”

11 Mag , 2025 - EMERGENTI

Intervista a Mattia Salvadori dopo “Depura”

Venerdì 9 maggio 2025 segna il ritorno di Mattia Salvadori con il nuovo singolo Depura, disponibile su tutte le piattaforme digitali. A oltre due anni di distanza dall’EP ARDE, il producer e trombettista inaugura una nuova fase artistica, tra sperimentazione analogica e profonda ricerca sonora.

“Depura”: un’immersione tra field recording e strumenti reali

Con Depura, Mattia Salvadori costruisce un mondo sonoro sospeso tra elettronica, future jazz e atmosfere da colonna sonora. La traccia nasce da una produzione completamente analogica, dove ogni elemento è frutto di una costruzione artigianale e raffinata. Il field recording non è un semplice dettaglio ambientale, ma diventa parte integrante del racconto musicale, intrecciandosi con sintetizzatori, drum machine, tromba e vibrafono.

Un lavoro che punta alla profondità e all’emozione, capace di purificare – come suggerisce il titolo – attraverso la potenza evocativa del suono.

Un team di musicisti e creativi per un brano d’autore

Il singolo vede la partecipazione di musicisti d’eccezione: Samuele Banchini (B MUSA) al vibrafono e Federica Sutera al basso, mentre la direzione artistica e visiva è curata nei minimi dettagli con la cover firmata da Mmarla e le foto di Ania Kozdoba. Il brano è pubblicato dall’etichetta Caveau Studio.

Chi è Mattia Salvadori

Mattia Salvadori è un producer, trombettista e sound designer con una visione musicale originale e riconoscibile. Con alle spalle studi classici e una forte vocazione alla sperimentazione, nel corso degli anni ha sviluppato uno stile che mescola organicità e tecnologia, acustico e sintetico, razionale e sensoriale. Il suo lavoro si muove tra musica strumentale, installazioni sonore e collaborazioni trasversali nel panorama artistico contemporaneo.

Ascolta “Depura” e segui Mattia Salvadori

Depura è disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali da venerdì 9 maggio.
Scopri di più su Mattia Salvadori:
Instagram: @mattiasalvadori
Sito web: www.mattiasalvadori.com

L’intervista

“Depura” segna il tuo ritorno dopo due anni dall’EP ARDE. Cosa è successo nel frattempo, musicalmente e personalmente?
Ho seguito e lavorato con diversi artisti e produttori, sia dal lato artistico e produttivo che da quello più manageriale. Sia musicalmente che personalmente sono state tutte esperienze che mi hanno lasciato molto e sicuramente mi hanno fatto imparare altrettanto.

Il titolo “Depura” ha un suono evocativo. Cosa significa per te questo brano e cosa vorresti che arrivasse a chi lo ascolta?
Vorrei che arrivassero i suoni e i colori di dove vivo, l’accostamento tra elettronica e natura, che arrivasse l’organicità degli elementi che compongono il brano. Che arrivasse anche solo una piccola parte del dettaglio e della cura del suono che c’ho messo.

La tua produzione è completamente analogica: una scelta estetica, tecnica o anche ideologica?
In realtà è partita come una sfida. Il brano era praticamente pronto più o meno un anno fa. Ed ovviamente erano presenti molti “strumenti virtuali”. Poi ho sostituito un paio di elementi con synth analogici e da lì mi è entrata in testa la domanda: “ma se sostituissi tutto?”. Quindi sì, effettivamente in un secondo momento è diventata una scelta ideologica che ha definito il suono.

Il brano mescola future jazz, elettronica e atmosfere da colonna sonora. Hai avuto delle ispirazioni precise durante la composizione?
Ispirazioni sì, reference no. Questa è sempre stata la mia prerogativa. Sicuramente quello che hanno fatto trombettisti in generi iper contaminati mi ha influenzato molto.

Il field recording ha un ruolo importante nella traccia. Puoi raccontarci come hai registrato questi suoni e come li hai integrati nella produzione?
Sì, la traccia parte esattamente da quella registrazione ambientale (malamente registrata con lo smartphone) dove si sente una specie di allarme/sirena. Poi il brano si evolve e quella ripresa diventa un campionamento e viene trasformata in un arpeggiatore. Per me è importante perché nel brano rappresenta proprio il colore del posto in cui vivo e produco.

Hai suonato anche tromba e vibrafono in “Depura”. Cosa significa per te utilizzare strumenti “fisici” in un contesto elettronico?
Il vibrafono è stato suonato da Samuele Banchini (B Musa). La contaminazione è tutto e Samuele, che è un musicista e produttore appassionato sia di jazz che di elettronica, ha subito capito come inserirsi e dare veramente qualcosa in più alla traccia. Proprio come ha fatto anche Federica con il basso. Nonostante ci siano diversi layer di bassi synth, ho tenuto il suo basso “in faccia” per dare quella profondità necessaria e per valorizzarlo. Inserire elementi di “suonato” lo trovo normale in realtà, sono nato con quelle sonorità.

La ricerca sonora sembra centrale nel tuo processo creativo. Come nasce una tua traccia, dall’idea iniziale alla forma definitiva?
Sì, la ricerca sonora è la base, ed in genere darsi una tematica o un’idea iniziale – soprattutto quando lavoro per altri artisti – è importante. La mia scrittura parte o da una cellula ritmica di drums o da una sequenza di accordi. Il resto è contaminazione.

Collabori con altri artisti o lavori principalmente da solo? Ti piacerebbe aprirti a featuring in futuro?
Mi affido molto a strumentisti anche in grado di fare delle riprese da remoto a seconda dei tempi e delle esigenze. Soprattutto chitarristi e bassisti. Sono apertissimo nel lavorare con altri musicisti e artisti. Ho passato anni di sale prova ed è importante che anche la nuova generazione di producer capisca che le idee di un vero musicista possano dare un upgrade diverso al brano.

In che modo l’ambiente che ti circonda – geografico, urbano o naturale – influisce sul tuo modo di comporre?
Credo che influisca molto, soprattutto in questo caso spero che si senta. Anche per altri artisti che vengono in studio da me spesso diventa un’esperienza diversa. Con stimoli e input diversi rispetto a quanto puoi trovare in mezzo a una città.

Dopo “Depura”, cosa dobbiamo aspettarci da Mattia Salvadori? Hai in cantiere un nuovo progetto più ampio o continuerai a pubblicare singoli?
Onestamente non so, mi sto dando obiettivi a breve termine perché sento che può esserci ancora un’evoluzione o perché il percorso potrebbe cambiare nuovamente.

mattia salvadori


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