Tra le nuove voci emergenti del panorama urban italiano c’è Kid FY, artista della provincia di Lecco che ha iniziato il suo percorso nel 2024. La sua musica si muove tra hip hop, r&b e pop, con uno sguardo rivolto alle grandi icone americane come Kanye West, Travis Scott e Drake.
Per Kid FY la musica non è semplicemente una passione, ma una vera necessità: uno strumento attraverso cui condividere emozioni e superare momenti complessi. Da questo approccio nasce “FY”, l’album d’esordio composto da 13 tracce che raccontano chi è e cosa sa fare, tra brani r&b dedicati all’amore come OH LOVE e CRUSH, e pezzi hip hop carichi di energia come FUCK IT o FY.
Il disco è anche un manifesto di rivalsa, soprattutto con BETTER THAN Y’ALL, la traccia preferita dell’artista, in cui afferma con decisione la forza del suo sogno. A legare il tutto c’è il tema visivo del blu elettrico, scelto per trasmettere quella “scossa positiva” che Kid FY vuole regalare a chiunque ascolti la sua musica.
L’intervista con Kid FY
Come e quando la tua passione per la musica si è trasformata in una vera necessità?
La mia passione per la musica è diventata necessità in maniera progressiva, credo che nella vita di ciascuno, crescendo, aumentano i problemi e gli ostacoli da superare, e nel mio caso la musica è diventata sempre di più coprotagonista di queste sfide, aiutandomi a trovare la forza in ogni caso.
Che cosa rappresenta per te l’album “FY”?
Grazie ad FY sono riuscito a presentare innanzitutto ciò di cui sono capace, per esempio la mia versatilità, la cura dei dettagli, e la predilezione verso il rap. Inoltre tra le tracce si alternano le due facce della mia musica e di me stesso in generale: la parte sentimentale e quella più vivace alla ricerca di movimento.
Il disco spazia tra hip hop, r&b e pop: come hai trovato il giusto equilibrio tra generi diversi?
L’album credo trovi il suo equilibrio in questa alternanza di generi, non è detto però che nel futuro continuerò a spaziare così tanto, il mio umore determinerà la direzione dei prossimi progetti.
Come affronti le critiche e che ruolo hanno avuto nel tuo percorso artistico?
Le critiche derivano sempre da chi si crede un gradino sopra di te, chiaramente è importante ascoltare ogni commento e prenderne ciò che può aiutare per la propria crescita personale ed artistica, ma, detto ciò, va sempre ricordato che chi critica non ha realizzato ciò che tu hai realizzato, dunque al contrario di quanto credono, si trovano un gradino al di sotto di te. Inizialmente è difficile, ma alla fine è necessario essere in grado di allontanare ognuna di queste parole vuote.
Perché hai scelto il blu elettrico come colore principale dell’artwork?
Il blu elettrico è simbolo dell’energia che FY vuole trasmettere: rage, ma anche positività.
Ti ispiri a Kanye West, Travis Scott e Drake: cosa hai preso da loro e come lo hai rielaborato?
Tutti questi artisti hip hop sono partiti da 0, come me, hanno fuso più generi al rap tradizionale, come sto cercando di fare io per non essere mai banale, e sanno emozionare, che è anche lo scopo della mia musica.
L’amore è un tema molto presente nell’album: che ruolo ha per te?
Dato che l’amore è uno dei sentimenti più importanti della vita, è un tema a cui certamente non potrei non dar spazio. Un amore che può essere rivolto a chiunque, che sia nel suo aspetto più romantico, sensuale o platonico.
Qual è la tua visione del rap e che funzione deve avere secondo te?
A mio parere il rap deve dare una scossa all’ascoltatore, che sia rage o energia positiva. Credo che ognuno possieda in sé della rabbia innata che in qualche modo deve sfogare, io lo faccio attraverso la musica, è come se le sue vibrazioni la assorbissero e la facessero diventare una fonte di piacere.
Perché hai scelto di scrivere in inglese?
Scrivo in inglese perché in questo momento mi viene più spontaneo rispetto all’italiano. Riguardo ai miei ascoltatori cerco di tenere i piedi per terra rivolgendomi al pubblico italiano, che è sicuramente più facilmente raggiungibile rispetto a quello internazionale.
“FY” è solo l’inizio: cosa possiamo aspettarci da Kid FY nel prossimo futuro?
FY è solo l’inizio, non so se la fortuna mi assisterà in un panorama talmente denso di talenti, ma in ogni caso sono certo che continuerò a far musica e a provare ad emergere. Ogni singolo lavoro è per me fonte di crescita, ecco perché è veramente importante non smettere: ogni ora passata a scrivere oppure in studio è parte di un miglioramento progressivo. Sto già scrivendo nuovi versi, new music on the way…

Conclusione
Con “FY” Kid FY ha messo in chiaro la sua identità artistica, mostrando versatilità, coraggio e una forte voglia di emergere. Tra influenze hip hop americane e aperture verso r&b e pop, l’artista della provincia di Lecco dimostra di avere già una visione precisa: trasmettere energia, emozioni e una scossa positiva a chi ascolta. Il blu elettrico, scelto come simbolo del progetto, è solo l’inizio di un percorso destinato a illuminarsi di nuove sfumature.
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