“Io Sono Un Granchio”, il nuovo universo surreale di Roggy Luciano

13 Mag , 2026 - EMERGENTI

“Io Sono Un Granchio”, il nuovo universo surreale di Roggy Luciano

“Io Sono Un Granchio” segna il ritorno di Roggy Luciano, figura di culto del rap italiano underground, con un progetto che sfugge a qualsiasi definizione tradizionale. Il disco si presenta come un concept album pop-camp, sospeso tra hip hop lo-fi, italodisco e melodie anni ’80, costruendo un immaginario tanto nostalgico quanto disturbante.

In questo nuovo lavoro, Roggy Luciano veste i panni di un crostaceo esistenziale, una creatura persa tra salotti decadenti, bottiglie vuote, figure religiose e visioni surreali. Un personaggio alienato, tragicomico e profondamente umano, che attraversa un mondo televisivo e kitsch alla continua ricerca di qualcosa di più alto, quasi sublime.

Una Riviera decadente tra varietà TV e ossessioni

L’universo di “Io Sono Un Granchio” prende vita in una Riviera luminosa solo in apparenza. Dietro le insegne al neon, i costumi sgargianti e l’estetica da varietà anni ’80 si nasconde infatti un sottobosco fatto di ossessioni, malinconie e pulsioni grottesche. È una dimensione volutamente eccessiva, in cui il trash diventa linguaggio artistico e il surreale si intreccia con il quotidiano.

Ad accompagnare l’ascoltatore lungo questo viaggio c’è la figura di Miss Rustichella, valletta simbolica e conturbante che introduce i dieci episodi musicali del progetto. All’interno dell’album trovano spazio anche le collaborazioni con i rapper Aarek e Akiller, insieme alle cantanti Chiara Ragnini e Nesibe, che ampliano ulteriormente il carattere teatrale e visionario del disco.

Il nuovo Vangelo apocrifo di Roggy Luciano

Con “Io Sono Un Granchio”, Roggy Luciano continua un percorso artistico iniziato con lavori diventati piccoli cult dell’underground italiano come L’Imprevisto (2007), Amarcord (2009) e Buon Natale (2018). La sua scrittura resta riconoscibile: ironica, decadente, poetica e profondamente anti-convenzionale.

La biografia stessa dell’artista sembra parte integrante del suo immaginario narrativo: un beatmaker isolato nel “purgatorio della Riviera Ligure”, che fuma sigari “tra le branchie”, dialoga con fenicotteri e alterna romanticismo provinciale a visioni democristiane e grottesche. Un’estetica che nel nuovo album raggiunge probabilmente la sua forma più estrema e compatta.

“Io Sono Un Granchio” non prova davvero a spiegarsi. Piuttosto, invita chi ascolta a entrarci dentro e restarci. Come suggerisce lo stesso Roggy Luciano: “non è un disco da capire. È un posto dove stare.”

Ascolta “Io Sono Un Granchio” su YouTube:

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