“Attitude” è il primo EP di Cami Belle, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 9 ottobre 2024: quattro brani, quattro generi e quattro stati d’animo che raccontano le diverse sfaccettature della cantautrice, tenute insieme da una voce che punta dritta all’impatto, tra potenza e ricerca.
La tracklist alterna italiano e inglese: “Idea” e “Senza di te”, poi “Remedy” e “Go Back to Life”.
“Idea”, singolo d’esordio, apre con un’energia più spensierata, mentre “Senza di te”, scritta insieme alla paroliera Lina Crisci, è una ballad malinconica sulla fine di un amore. “Go Back to Life” spinge sul lato più aggressivo ed elettronico, con un’atmosfera cupa che richiama i 2000, tra desiderio e oscurità. “Remedy” invece è un messaggio rivolto a sé stessi, un invito a ritrovare la propria luce e farne un rimedio per tornare in pace.
Marchigiana, cresciuta tra ascolti trasversali dagli anni ’50 a oggi e una formazione vocale costruita prima da autodidatta e poi con lezioni, Cami Belle porta nel progetto un immaginario fatto di contrasti: dolce e amara, divertente ma seria, sensualità e urgenza. L’EP nasce dalla collaborazione con il produttore Emanuele Parati e si presenta come un “trailer tematico” della sua vita artistica: sperimentazione, curiosità e la voglia di capire se quelle parole, finalmente in musica, risuonano anche nelle esperienze di chi ascolta.
L’intervista con Cami Belle
Come nasce “Attitude” come concept? Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che queste quattro sfumature rappresentavano davvero te?
Attitude ha preso forma man mano che lavoravo con Emanuele. Abbiamo iniziato con un singolo, poi un altro, poi ci siamo detti creiamo un EP ad hoc per me. Ci siamo divertiti giocando con diverse sonorità e stili musicali perché per noi a tutti gli effetti è un lavoro di sperimentazione creativa: un modo per farmi conoscere mostrando la mia versatilità.
L’EP è costruito su quattro generi e quattro stati d’animo. Come hai scelto le sonorità per ognuno dei brani e cosa ti ha guidato in questo processo?
Le sonorità vanno di pari passo con il mood del testo e l’interpretazione delle diverse storie ovviamente. Per Remedy ad esempio la musica segue in tutto e per tutto la mia voce e l’interpretazione che le ho dato. La scelta dei suoni è un lavoro di collaborazione col mio produttore, in base a ciò che il brano voleva simboleggiare, cercavamo strumenti che meglio potessero rappresentarlo.
“Idea” è un inno alla spensieratezza. Qual è il ricordo o l’immagine che ti ha ispirato di più durante la sua scrittura?
Idea per me è il ricordo delle sere d’estate, quelle passate a divertirsi con gli amici, con i nuovi amori. È un invito a lasciarsi andare e vivere le novità che la vita ci porta senza preoccupazioni.
In “Remedy” affronti momenti bui e fragilità personali. C’è un episodio concreto della tua vita che ti ha portato a scrivere questo brano?
Non c’è stato un momento scatenante il giorno in cui ho scritto Remedy, ma certamente ero ispirata da vari momenti che mi sono capitati nella vita. A tutti succede di ritrovarsi in momenti di buio, in cui per un motivo o per un altro ci facciamo abbattere dagli eventi e diventiamo l’ombra di noi stessi. Questa canzone è il mio modo per ritrovarmi e ricordare a me stessa il mio valore.
Parli spesso della scrittura come valvola di sfogo. Che ruolo hanno avuto le parole nella tua crescita personale e artistica?
Le parole sono fondamentali. Scrivere aiuta ad autoanalizzarsi, per capire da una prospettiva diversa, certe situazioni o emozioni che talvolta, nel momento in cui le viviamo, non riusciamo ben a comprendere cosa le ha scatenate o perché ci comportiamo in un modo rispetto a un altro. Più si conosce e più si cresce, sotto tutti i punti di vista.
“Go back to life” ha una vibe anni 2000 molto forte. Quali sono le influenze musicali o visive che ti hanno ispirato la costruzione di questo mood?
Go back to life è una canzone a cui Emanuele ha lavorato per molto tempo, per lui le influenze maggiori anni 2000 derivano dai Chemical Brothers ma attinge molto anche ai suoni anni ’80 per i sintetizzatori prendendo spunto da artisti come i Kraftwerk e Giorgio Moroder. Per il testo io mi sono ispirata invece all’elettropop contemporaneo.
“Senza Di Te” è una ballad nata dalla collaborazione con Lina Crisci. Com’è stato lavorare a quattro mani su un brano così emotivo?
Mi sono trovata bene lavorando con Lina, è una ragazza aperta al dialogo, perciò abbiamo fin da subito accolto l’una l’idee dell’altra. Senza di te è la sua storia a cui io ho partecipato nella stesura, dando il mio contributo e impatto per renderla anche mia. È comunque una canzone che racconta sentimenti e stati d’animo che tutti conosciamo e in cui possiamo immedesimarci.
“Attitude” viene presentato come un trailer della tua vita. Quali parti di te senti di aver mostrato chiaramente e quali invece hai scelto di tenere ancora nascoste?
In ogni brano però c’è una parte di me; io sono ciò che li lega e con la mia voce do ad ognuno di loro un’interpretazione diversa per raccontare al meglio le diverse storie. C’è la parte fragile, quella spensierata, quella più enigmatica. Di queste però ho mostrato solo un trailer diciamo, un piccolo spiraglio di ciò che effettivamente c’è dietro. C’è tutto un mondo ancora da scoprire che non vedo l’ora di mostrare al pubblico scrivendo sempre di più.
Questo EP è per te un primo passo per farti conoscere dal pubblico. Qual è la reazione che ti aspetti o che più speri di ricevere da chi lo ascolterà?
Curiosità ovviamente. Spero che spinga le persone a voler sentire molto di più della mia voce, di quello che posso fare e soprattutto chi sono. All’uscita dell’EP è stato bello sentire le diverse opinioni delle persone sui miei brani perché ti dà un’idea di quanto possa differire la percezione musicale da persona a persona, dandoti significati che prima neanche consideravi.
Lavorare con il produttore Emanuele Parati è stato un punto chiave del progetto. Che cosa ha portato di unico nella tua musica e nel tuo approccio creativo?
La collaborazione con Emanuele è stata fantastica e siamo ottimi amici. Nonostante il lavoro, per lo più, fosse a distanza, è sempre stato costante. In lui ho trovato una persona estremamente disponibile, precisa e che sa il fatto suo. Ha influenzato sicuramente il mio sound facendomi avvicinare di più all’elettronica e ai sintetizzatori.
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