Paolo “Notturno” Granieri, classe 2004, nasce a Roma l’8 aprile e muove i primi passi nel mondo della musica durante la pandemia, quando il fratello maggiore gli insegna a produrre beat. Parallelamente coltiva la sua passione per la recitazione studiando al Teatro della Dodicesima sotto la guida del maestro Marco Tempera.
Gli ultimi anni di Notturno
Dopo tre anni di formazione, nel 2023 decide di lanciare, insieme a 28Spike, il suo primo album indipendente, “V.O.C.E”, interamente prodotto da Notturno. L’album si accompagna a un progetto teatrale scritto da lui, portato in scena al Teatro della Dodicesima il 7 aprile 2023, un mese prima dell’uscita ufficiale del disco (5 maggio 2023).
Sempre nel 2023, fonda insieme ad altri artisti indipendenti di Roma Sud (28Spike, Amox, 4rmor e Male) il collettivo WMCREW, con cui si esibisce in diversi spazi culturali e musicali della capitale: Parco Schuster, Brancaleone, Zoobar, Wishlist, Teatro della Dodicesima, La redazione di Scomodo e altri.
Nel 2024 pubblica il singolo “Travi2” insieme a 28Spike e 4rmor, sequel del brano “Travis” contenuto in “V.O.C.E.”, e scrive una nuova opera hip hop-teatrale che racconta la storia del collettivo WMCREW.
A gennaio 2025 esce “NO.1” (Notturno 1), accompagnato da un mini cortometraggio che introduce il pubblico al suo alter ego musicale.
Il progetto attuale
Notturno sta portando avanti un progetto ambizioso di pubblicazione mensile di singoli. A marzo 2025 pubblica “CHIAMAMI ODIO!”, una nuova traccia in collaborazione con 28Spike.
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L’intervista a Notturno
1. “CHIAMAMI ODIO!” è un titolo forte e provocatorio. Qual è il messaggio principale che volete trasmettere con questo brano?
La canzone in sé è provocatoria. Il mio metodo è sempre quello di mettere lo spettatore in una posizione scomoda, perché poi, sforzandosi di guardare oltre la “siepe” (che metaforicamente parlando è il linguaggio forte del Rap), trova il messaggio. Come parlerebbe una persona che prova un odio forte nei confronti della società? E soprattutto: come faccio a riconoscere una situazione in cui l’odio gioca un ruolo principale? L’ascoltatore deve farsi delle domande per comprendere, altrimenti, se ci si ferma solo alla superficie, questa potrebbe risultare la solita canzone Rap con linguaggio volgare. In un certo senso, il messaggio di “CHIAMAMI ODIO!” non è molto diverso, per esempio, dall’opera da cui prende ispirazione, ovvero “L’odio” di Kassovitz.
2. Il vostro rap combina tecnica e insegnamento. Come riuscite a bilanciare l’aspetto educativo con l’espressione artistica?
La combinazione deve essere naturale. L’arte non ha sempre una funzione educativa e potrebbe non dare sempre un insegnamento. La tecnica si sviluppa tramite un allenamento costante. L’ispirazione per esprimere un insegnamento è la stessa cosa. È un muscolo, qualcosa che si sviluppa con la crescita culturale della persona. Bisogna leggere, guardare film, giocare, guardare, innamorarsi, provare e sbagliare. Alla fine, il risultato lascia sempre chi ascolta a bocca aperta.
3. Nel ritornello fate riferimento a situazioni di disagio e ingiustizia. Quanto c’è di autobiografico in questa traccia?
L’essere umano prova anche odio. Basta guardarsi intorno per rendersene conto. Quante guerre ormai sono più vicine di quanto avremmo mai potuto pensare a casa nostra? (“quando vedi un uomo morto…”). Invece, nelle situazioni quotidiane? L’invidia, per esempio, non è una forma di odio? (“quando pensi che stai sotto…”). Se poi vogliamo essere realistici, la traccia è più metaforica che autobiografica, per un semplice motivo: “Notturno” e “28 Spike” sono il mezzo con il quale la metafora riesce a diventare una canzone.
4. Il singolo prende ispirazione dal film “L’odio” di Kassovitz. Cosa vi ha colpito di questa pellicola e come avete trasposto il suo messaggio nella vostra musica?
Il film di Kassovitz è un capolavoro. Le cose che ci hanno colpito sono la cruda realtà della narrazione dei fatti. Il prototipo di ragazzo di periferia che vediamo nel film è uguale, in molti casi, a quello di alcune periferie di Roma, per esempio. Personalmente, ci ha colpito molto il modo in cui questi ragazzi investono il loro tempo. Il film rappresenta quasi una bolla temporale in cui loro sono dentro.
5. Nella copertina del singolo l’odio è rappresentato come un vortice che risucchia l’alter ego di Notturno. Qual è il significato dietro questa scelta visiva?
L’alter ego di Notturno serve a rappresentare, nella copertina, il messaggio fondamentale di ogni canzone di Notturno. In questo caso, il vortice rappresenta l’odio che risucchia questo personaggio. L’odio è un’emozione che ti risucchia e ti avvolge. Ti senti giustificato ad esprimerlo, ma non ti rendi conto che, in realtà, sei dentro un vortice.
6. Avete registrato il brano in diversi studi indipendenti di Roma. Quanto è importante per voi il legame con la scena underground della vostra città?
Il legame con la scena underground è importante. Noi, con WM CREW, partecipiamo a molti eventi della scena underground di Roma. Ogni singolo artista della crew ha a cuore questo impegno sociale e questa “missione”. Il contatto diretto col pubblico favorisce una fidelizzazione di natura umana e non numerica. Noi puntiamo a questo.
7. Notturno, oltre alla musica, hai una forte passione per la recitazione e hai anche scritto opere teatrali. In che modo il teatro influenza il tuo modo di scrivere e interpretare i testi?
Il teatro mi ha cambiato la vita, non solo il modo di interpretare i testi. L’arte, ma la recitazione in particolare, ti mettono nelle condizioni di guardare dentro te stesso per andare ad accendere la luce nell’angolo più buio del tuo subconscio. Mettersi in discussione è la prima cosa da fare quando si approccia alla scrittura di un testo o di un’opera teatrale. A me piace quando l’artista mostra la sua fragilità. Cerco sempre di mettere degli elementi teatrali nelle canzoni: per esempio, nella intro e outro di “CHIAMAMI ODIO!” sono presenti due piccoli monologhi. Per quanto riguarda le strumentali, invece, cerco sempre di immaginarmi un’atmosfera nella quale si possa recitare. Ogni canzone che faccio racconta di un mondo a sé stante, come le rappresentazioni teatrali.
8. WMCREW sembra essere più di un collettivo musicale, quasi una famiglia artistica. Come nasce questa crew e qual è la vostra missione?
La Crew nasce nel 2023, dopo la release dell’album “V.O.C.E.” di Notturno e 28 Spike. Proprio noi due avevamo avuto l’idea di unire le forze con altri tre artisti di Roma sud, ovvero: 4rmor, Amox e Male. In pochissimo tempo siamo riusciti a suonare a Parco Schuster, che per noi artisti emergenti significava aver fatto un passo avanti enorme. Adesso la Crew ha un pubblico consolidato e noi ci divertiamo come ci divertivamo due anni fa, quando ancora eravamo molto meno pratici. La nostra missione, come ho detto prima, è quella di creare, attraverso la musica, dei momenti di condivisione che possano legarci umanamente al pubblico. Ci piacerebbe, tra una decina di anni, organizzare un nostro festival.
9. Dopo l’album “V.O.C.E.” e il progetto teatrale che ne è derivato, avete continuato a sperimentare. Quali sono le prossime evoluzioni del vostro percorso musicale?
Quello che conta è evolversi. Ci piacerebbe continuare a portare per i teatri di Roma i nostri show, ma anche scriverne di nuovi e più innovativi. Abbiamo dei live più “tradizionali” da fare e dei singoli da far uscire. Tra uno o due anni ci piacerebbe continuare il progetto di “V.O.C.E.”.
10. Pubblicare singoli a cadenza mensile è una sfida importante. Come mantieni alta la qualità e l’ispirazione con un ritmo così serrato?
Preparandosi tanto prima. Il progetto Notturno è stato praticamente fermo per un anno a livello di release. In quel periodo mi stavo solamente preparando per riuscire a mantenere un ritmo serrato nel 2025. Con tanta voglia di fare e una buona dose di lavoro, si riesce a mantenere un equilibrio di questo tipo.





