Intervista a BISØ: “Apatia” e il viaggio introspettivo nel nuovo brano

6 Mag , 2025 - EMERGENTI

Intervista a BISØ: “Apatia” e il viaggio introspettivo nel nuovo brano

Francesco Bisogni, in arte BISØ, è un giovane artista romano che, a partire dal 2021, ha iniziato a far sentire la sua voce con brani che raccontano storie di vita quotidiana e riflessioni intime. Il suo stile, sempre sincero e diretto, ha conquistato un pubblico sempre più vasto. Dopo brani come “Robinson Crusoe” e “Califano”, BISØ torna con il singolo “Apatia”, un pezzo che parla della sensazione di vuoto e immobilità che spesso accompagna i periodi più difficili della vita. Abbiamo avuto il piacere di parlare con lui per scoprire di più su questa nuova traccia.

1. Ciao Biso, abbiamo ascoltato il tuo ultimo brano e ci piacerebbe approfondirlo un po’ con te. Come è nata l’idea di “Apatia”? Ricordi il momento preciso in cui hai sentito il bisogno di scriverlo?

Ricordo che era appena uscito un altro mio brano “Paranoie” e non stava andando benissimo. Il problema è proprio che non mi sono sentito triste o deluso, ho sentito che non me ne importava nulla, mi sentivo semplicemente spento, lì ho sentito il bisogno di fermarmi con le pubblicazioni e quello di sfogarmi scrivendo, che è l’unico modo che conosco per uscire dalla bolla.

2. Il titolo è molto diretto: hai mai pensato a un altro nome o “Apatia” è stato da subito l’unica scelta possibile?

Sì, non credo ce ne fosse uno più adatto. Descrive proprio quello che racconto nel brano, ho usato un linguaggio molto semplice e diretto nel testo e mi sembrava adatto fare lo stesso con il titolo.

3. Musicalmente e melodicamente, che atmosfera hai voluto creare con questo brano?

Per la base devo ringraziare come sempre Vlesma con cui lavoro da ormai due anni e che come sempre ha capito il colore che volevo dare al pezzo. Per la melodia ho pensato alla stessa identica cosa, ho voluto che fosse più un racconto “caldo” che potesse rappresentare veramente quello stato di disagio interiore, sicuramente meno acchiappa trend ma va benissimo così.

4. Nel testo parli di un “rumore in testa che non prende forma”: come hai lavorato per trasformare questa sensazione in parole e suoni?

Semplicemente aprendomi a me stesso e descrivendo quello che sentivo, era l’unico modo per dare forma a quel rumore per poi poterlo veramente affrontare e superare.

5. Che ruolo ha avuto la scrittura per te durante il periodo che racconti in “Apatia”?

Per me la scrittura ha sempre un ruolo fondamentale, aldilà della musica, soprattutto quando non sto bene, mi aiuta a mettermi a nudo davanti ai miei problemi e a farmeli un po’ più “amici” e a non vederli come muri impossibili da scavalcare.

6. Ti sei ispirato a qualche artista o sound particolare mentre costruivi il brano?

In questo caso no, ho voluto fare uscire il lato più umano e introspettivo e basta.

7. Qual è l’immagine o la frase del tuo ultimo lavoro a cui sei più legato?

Ce ne sono tante in tanti brani, ognuno ha la sua storia dietro. Volendo restare su “Apatia” l’immagine secondo me più forte e che racchiude il tutto è “corro avanti e indietro sopra un tapis roulant” forse è stata quella che ha fatto veramente capire a me stesso come mi sentivo in quel periodo.

8. Se dovessi descrivere “Apatia” con un colore, quale sarebbe e perché?

Rispondo di pancia, ho pensato subito all’arancione perché quel “piango il primo d’aprile” c’è stato davvero l’anno scorso ed era sugli scogli al tramonto, mi è arrivata subito quest’immagine.

9. Rispetto ai singoli precedenti, che differenze vedi tra questo e i brani come “Robinson Crusoe” o “Califano”?

Hanno sicuramente in comune, come del resto tutto il progetto, una forte introspezione, “Apatia” è forse più raccontata e meno cantata, è più una chiacchierata con un amico al solito muretto di fiducia.

10. Cosa ti piacerebbe che chi ascolta il tuo ultimo singolo provasse o si portasse dietro dopo averlo sentito?

La consapevolezza di essere meno solo, che quei momenti, periodi in cui non riusciamo a muoverci o non sentiamo nulla purtroppo esistono ma non sono eterni, prima o poi si ricomincia a provare qualcosa e, avendo vissuto momenti del genere, ci si può godere ancora di più quella sensazione che viene dopo.


Conclusione

Con “Apatia”, BISØ ci regala uno spunto profondo per riflettere sulle nostre emozioni più oscure e sulle difficoltà che ogni tanto ci fanno sentire immobili. Con la sua scrittura intima e il sound ricercato, l’artista ci mostra ancora una volta come la musica possa essere una vera e propria terapia. Non possiamo che aspettare con curiosità le prossime uscite di questo giovane talento che continua a evolversi, raccontandosi senza filtri.

ascolta APATIA su spotify


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