ILDOGMA ci racconta “CANE DA TARTUFO” e la sua scrittura cruda

26 Giu , 2025 - EMERGENTI

ILDOGMA ci racconta “CANE DA TARTUFO” e la sua scrittura cruda

ILDOGMA scava in profondità.
Con il nuovo singolo “CANE DA TARTUFO”, il rapper romano classe 2001 mette a nudo contraddizioni, pensieri taciuti e verità difficili da dire. Un brano che si muove tra introspezione e immagini urbane, accompagnato da un videoclip notturno in macchina, simbolo di un viaggio esistenziale sempre in movimento.

Lo abbiamo intervistato per capire meglio da dove nasce questa urgenza espressiva, cosa significa per lui scrivere senza filtri e qual è il percorso che lo ha portato a raccontarsi così, traccia dopo traccia.

ARTICOLO

1 Che significato profondo ha per te il titolo “CANE DA TARTUFO”? Quando hai capito che sarebbe stato perfetto per questo brano?
CANE DA TARTUFO per me ha più significati, sia superficiali che profondi: il significato superficiale è l’avere un buon fiuto per “gli affari”, ovvero le opportunità; quello più profondo riguarda lo scavare in se stessi come un cane da tartufo. Per questi motivi ho pensato fosse perfetto per la canzone.

2 Nella canzone parli di scavare sotto la superficie: cosa hai scoperto di te stesso scrivendola?
Che siamo più complicati di quello che ci vogliono fare credere, e che smettere di credere ai sogni è la cosa peggiore che possiamo fare.

3 Il videoclip è girato in macchina, di notte. Cosa rappresenta per te questo scenario? Hai scelto tu l’ambientazione?
Sì, ho scelto io questa ambientazione. Per me rappresenta il viaggio, il viaggio che tutti noi facciamo nella nostra vita, nell’affrontare le paure, le ansie e le preoccupazioni qualunque esse siano. Ho scelto appositamente di chiuderlo da dove è iniziato per far capire che la vita è un continuo viaggio e che ogni tanto ci si ferma per fare rifornimento, ma poi bisogna sempre andare avanti. La macchina è quel posto che vede la vera parte di noi: quando siamo chiusi lì ci sentiamo al sicuro e liberi di essere noi stessi, o almeno è così per me.

4 In un mondo in cui tanti indossano maschere, quanto è difficile oggi essere sinceri nella musica?
Penso che la cosa più difficile sia essere sinceri con se stessi. La musica è una conseguenza: non si può essere sinceri nella musica mentendo a se stessi.

5 Hai detto: “Scrivere è diventato il mio modo per esistere”. Quando hai capito che la scrittura ti stava salvando?
Forse non l’ho ancora capito davvero. Scrivere mi aiuta a elaborare e metabolizzare le cose che provo e vivo, la scrittura è la mia valvola di sfogo.

6 Quanto c’è di autobiografico nei tuoi pezzi? E c’è mai qualcosa che scegli di non dire, neanche nei testi?
Tutto. Qualunque cosa scrivo è perché l’ho vissuta o provata. Non tengo nulla per me, e se ancora non l’ho scritta è perché non l’ho elaborata o non ho avuto modo di scriverla.

7 La cover tra polaroid, penna e schizzi ha un’estetica fortemente personale: quanto curi la parte visiva del tuo progetto?
Molto. Ogni mio progetto cerco di curarlo nel minimo dettaglio, lavorando però da solo sono purtroppo limitato sotto questo aspetto. Per questo progetto ho scelto un mood cupo e due ispirazioni che mi hanno segnato molto nella mia vita: per la cover ho preso spunto da 17 di XXXTENTACION, e il video è un chiaro rimando a APNEA di RKOMI.

8 Sei partito nel 2022 con “MY WAY” e oggi pubblichi un pezzo più intimo e riflessivo. Com’è cambiato ILDOGMA in questi anni?
A dir la verità, parecchio. Sto elaborando il lato più profondo e riflessivo. All’inizio volevo solo mostrarmi a tutti i costi, e questo mi ha portato a mostrare solo il lato più allegro. Ma penso che la vera arte sia mostrare cosa si cela nel lato più profondo e nascosto di ognuno di noi.

9 Da dove arriva il tuo nome d’arte e che “dogmi” senti di portare oggi con te?
Non sento di portare dei “dogmi”, ma sento di essere “Il Dogma”. Il nome d’arte ha radici profonde, si rifà al mio nemico più grande: la timidezza. Infatti ho deciso di chiamarmi così in quanto un dogma è un principio che si accoglie per vero o per giusto senza esame critico o discussione. Così io voglio essere accettato come sono, senza il giudizio della gente.

10 Qual è il tuo prossimo obiettivo? Hai già nuovi brani o progetti in arrivo che puoi anticiparci?
Il mio prossimo obiettivo? Quello di crearmi una community affezionata, una famiglia con cui condividere e scambiarci pareri. Ho tanti progetti in arrivo, e sono molto più vicino di quello che possiate immaginare. Sono in un periodo esplorativo, voglio poter fare sempre di più. Vi posso solo dire che il prossimo progetto è comunque introspettivo, ma con una nota jazz.

CONCLUSIONE

Con “CANE DA TARTUFO”, ILDOGMA conferma una direzione chiara: scavare a fondo, senza paura di mostrare fragilità e verità scomode.
Tra notti in macchina, versi scritti a penna e immagini cariche di significato, la sua musica diventa un viaggio interiore, una forma di resistenza alla superficialità dilagante.
E se oggi sceglie la strada dell’introspezione, lo fa con la determinazione di chi ha capito che l’arte vera nasce solo quando si smette di fingere.

ASCOLTA CANE DA TARTUFO:

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