Erica: tra fragilità e leggerezza, una voce alla ricerca di tutte le sue sfumature

22 Mag , 2025 - EMERGENTI

Erica: tra fragilità e leggerezza, una voce alla ricerca di tutte le sue sfumature

Classe ’98, Erica Caruso, in arte semplicemente Erica, ha fatto della musica una necessità ancora prima che una vocazione. Cresciuta in provincia di Pavia, con un amore per il canto nato fin dai cori scolastici, ha trasformato la sua sensibilità in canzoni che raccontano ogni frammento del suo mondo interiore.

Con “Pandora”, suo primo singolo, si mette completamente a nudo, affrontando insicurezze, caos e contraddizioni. Poi, con “Ti Ritroverò”, mostra il suo lato più leggero e spensierato, in un inno estivo alla riscoperta dell’amore e della libertà. Due brani opposti ma complementari, che rivelano un’artista in continua trasformazione, mai definita da un solo stile ma animata da un bisogno profondo di esprimersi.

L’abbiamo incontrata per parlare di musica, emozioni e di quel coraggio che serve per uscire finalmente allo scoperto.

INTERVISTA

1. Ciao Erica, benvenuta! Iniziamo dall’inizio: quando hai capito che il canto sarebbe stato qualcosa di più di una semplice passione?

Quando mi sono resa conto di sentire la necessità di cantare a ogni ora del giorno e che è l’unica cosa che davvero mi importa fare. Ho provato a fare altro, a trovare altri obiettivi anche più concreti, ma alla fine si sa, si torna sempre dove si è stati bene e ciò che mi fa stare realmente bene è cantare. 

2. Hai raccontato che “Pandora” è nata in un momento delicato. Com’è stato trasformare un caos emotivo in una canzone così intensa?

È stato sicuramente complicato, soprattutto perché credevo che non sarei mai riuscita a tirare fuori così tanto di me. Diciamo che non avevo mai avuto una motivazione così forte e forse grazie ad un momento così delicato per me sono riuscita a mettere a fuoco l’obiettivo. 

3. Cosa ti ha fatto dire “ok, adesso pubblico il mio primo brano”? C’è stato un momento preciso in cui hai trovato il coraggio?

È un sogno che ho da sempre, ma mi sono resa conto crescendo che la forte motivazione è nata dal voler buttar fuori tutto quello che provo, cercando di farlo attraverso ciò che più mi piace. Ci ho messo un po’, ma quando ho capito cosa volevo raccontare ho trovato effettivamente il coraggio di “mettermi a nudo” e piano piano raccontare di me, partendo proprio dall’aspetto che meno mi piace della mia personalità: la rabbia, l’insicurezza, l’ansia e così via nella speranza un domani di riuscire a far prevalere “la luce”

4. Dopo “Pandora” è arrivata “Ti Ritroverò”, un brano decisamente più leggero. Com’è stato passare da un’introspezione così forte a un pezzo spensierato e pop?

Avendo in progetto di fare uscire altri brani che seguono la linea di Pandora, cantare Ti Ritroverò, a livello musicale, è stato come prendere una boccata d’aria fresca e mi ha aiutata a capire che anche io posso essere spensierata e godermi le belle sensazioni che la leggerezza porta con se.

5. Ti identifichi in entrambi i brani, anche se molto diversi. È questa la tua idea di musica: abbracciare tutte le sfumature?

Assolutamente si. In me convivono tantissime sfumature diverse. Non posso essere solo bianco o solo nero, nemmeno solo grigio. Ai miei occhi sono una tavolozza piena di colori e ad ognuno corrisponde una parte di me. Mi piace molto immaginare che dall’oggi al domani potrei passare dal fare un pezzo pop al fare un pezzo rap, blues, rock e così via. Non ho ancora trovato una vera identità da questo punto di vista e sinceramente ne sono felicissima, proprio perché non voglio negarmi la possibilità di sperimentare il più possibile.

6. C’è un artista, italiano o internazionale, che senti ti abbia ispirata in modo particolare nel tuo percorso?

Sicuramente nell’ultimo periodo mi sono ispirata molto alle Neoni. La loro musica mi piace particolarmente e al momento si adatta molto al progetto su cui sto lavorando, ma non ho un vero e proprio artista preferito. Mi piace ascoltare molti generi diversi e molti artisti diversi. Nonostante tutto ci sono cantanti come Elisa, Laura Pausini e Giorgia che ascolto da sempre e probabilmente sono il motivo per cui mi sono avvicinata tanto al canto.

7. Non ti leghi ancora a un genere preciso. Ma se potessi descrivere il “suono di Erica” con tre parole, quali useresti?

Imprevedibile, colorato e forte.

8. Raccontaci qualcosa del tuo processo creativo: da dove parti quando scrivi o interpreti una nuova canzone?

Nasce sempre tutto da una frase che per giorni mi gira in testa. Di solito me la scrivo nelle note del telefono, poi provo a cercare una melodia sulla quale cantarla e poi mi lascio guidare dalla matita.

9. Hai già in mente nuovi progetti o prossime uscite? Possiamo aspettarci un EP o altri singoli?

Altri singoli sicuramente, sto già lavorando a due/tre brani, ma ancora non posso dire con certezza in che periodo usciranno. Forse per parlare di EP è un po’ presto, ma sicuramente arriverà anche lui.

10. Se potessi parlare alla Erica bambina che cantava nel coro delle elementari, cosa le diresti oggi?

Penso che la guarderei negli occhi e le direi semplicemente di lasciare che tutto accada, che tutto deve andare esattamente come è andato fino ad ora perché probabilmente è proprio ciò che è successo nella mia vita che mi ha spinta a reagire e a provare a trasformare la passione in una cura per me stessa. Che è forte e che ce la farà, anche se spesso si sentirà abbattuta, fuori posto e non all’altezza delle situazioni, ma ce la farà.

CONCLUSIONE

Con Erica non si parla semplicemente di musica, ma di una ricerca continua, di un viaggio emotivo che si traduce in note, parole e sfumature. La sua forza è la sincerità con cui affronta ogni brano, che sia un urlo di rabbia o una carezza leggera. “Pandora” e “Ti Ritroverò” rappresentano due estremi di una stessa anima, e insieme tracciano il profilo di un’artista in trasformazione, che non ha paura di mostrarsi vulnerabile.

Il suo percorso è ancora in divenire, ma già oggi appare chiaro che Erica è una voce autentica, capace di raccontarsi senza filtri e di rendere ogni fragilità una risorsa creativa. In attesa dei prossimi singoli – e, chissà, di un futuro EP – possiamo solo continuare ad ascoltarla, lasciandoci guidare dal suo mondo “imprevedibile, colorato e forte”.

ASCOLTA “TI RITROVERO'” DI ERICA CARUSO:

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