Emilio: la musica come spazio per ritrovare se stessi

18 Lug , 2026 - EMERGENTI

Emilio: la musica come spazio per ritrovare se stessi

Emilio apre un nuovo capitolo del proprio percorso musicale con “Nada”, un brano che racconta la forza improvvisa del colpo di fulmine attraverso una notte fatta di musica, sguardi, movimento e sensazioni vissute senza filtri.

Scritto insieme a Lortex e pubblicato anche in una versione in lingua spagnola, il singolo invita ad abbandonarsi al presente, trasformando il ballo in un linguaggio capace di avvicinare due persone e condurle in una dimensione sospesa, apparentemente lontana dal tempo e da tutto ciò che le circonda.

Il videoclip, girato all’Aperitif Drink Babù di Latina, amplia l’immaginario del brano attraverso ballerine, musicisti e attori. Al centro rimane la voglia di Emilio di sperimentare, uscire dalla propria zona di comfort e costruire un percorso nel quale musica, dimensione dal vivo e impegno sociale possano convivere.

L’intervista con Emilio

“Nada” racconta una notte sospesa tra musica, sguardi e movimento. Da quale immagine o esperienza è nata l’idea del brano?

Non nasce da un’esperienza autobiografica, ma da una riflessione sul colpo di fulmine, che non avvisa e non chiede il permesso di esistere. È accompagnato da una serie di emozioni piacevoli, vissute in maniera intensa e travolgente.

Nel testo il ballo diventa il principale strumento di comunicazione tra due persone. Perché hai scelto proprio il movimento per rappresentare questa connessione?

Il ballo può essere un ottimo canale, un vero e proprio mezzo attraverso il quale due persone si avvicinano, si scoprono e si lasciano trasportare da un’energia condivisa.

È un’energia che appare inesauribile e che le sottrae al contesto circostante, facendo piombare i protagonisti in uno spazio fuori dal tempo.

Hai scritto il singolo insieme a Lortex. Come avete lavorato alla scrittura e alla costruzione dell’atmosfera di “Nada”?

Siamo partiti dalla dimensione immaginifica della scena, ipotizzando colori, musiche, suoni e persone in connessione. Abbiamo quindi costruito il brano a partire da un’esperienza sensoriale immaginata.

Il brano invita a vivere pienamente il presente e ad ascoltare le emozioni senza filtri. È un messaggio che senti particolarmente vicino anche nella tua vita quotidiana?

Ho fatto un grande lavoro personale sulle emozioni e sull’importanza di riconoscerle, accoglierle e dare loro un nome. Ho imparato a comprendere dove le sento nel corpo, ad ascoltare il loro messaggio e a esprimerle in modo adeguato.

Soprattutto, cerco di rivolgermi alle mie emozioni con gentilezza, senza permettere che mi travolgano.

“Nada” segna l’inizio di un nuovo capitolo della tua carriera. In cosa senti di essere cambiato rispetto alle precedenti pubblicazioni?

Il 10 luglio è stata pubblicata anche la versione in spagnolo del brano e questo aspetto rappresenta per me una grande novità.

Con le canzoni estive mi piace osare attraverso tematiche e suoni nuovi. Lo scorso anno, per esempio, ho pubblicato “Boom Boom Reggaeton”. Considero queste sperimentazioni come un esercizio per uscire dalla mia zona di comfort.

Credo che mettersi alla prova, studiare e acquisire nuove competenze sia fondamentale per ogni persona che desidera crescere. Come posso evolvere se non provo a guardare oltre l’orizzonte e a scoprire cosa c’è?

Il videoclip è stato girato all’Aperitif Drink Babù di Latina e coinvolge ballerine, musicisti e attori. Come avete trasformato il significato della canzone in immagini?

È stato tutto molto naturale. Allo stesso tempo, credo che la professionalità di tutte le persone coinvolte abbia fatto la differenza.

Quando si lavora con serietà, studio e preparazione, il lavoro diventa più scorrevole e anche le fatiche vengono affrontate con uno spirito differente.

Nel video compare anche la Emilio Live Band. Quanto è importante per te la dimensione dal vivo e che tipo di energia vuoi trasmettere sul palco?

Quell’adrenalina continua mi fa sentire vivo. Amo il contatto con le persone e ricevere dei riscontri alimenta la mia voglia di impegnarmi, provarci e migliorarmi.

Con la mia band speriamo di arrivare al cuore delle persone e di fare in modo che la musica possa diventare una coccola, una dimensione nella quale comprendere meglio se stessi, vivere le emozioni e riconoscere alcune parti di sé.

A causa della frenesia della vita contemporanea, a volte le persone tendono a fuggire proprio da queste parti più profonde.

Oltre alla musica, sei un imprenditore agricolo dell’Agro Pontino e sei impegnato nel volontariato. Come riesci a far convivere aspetti così diversi della tua vita?

Sono innamorato della vita e provo un profondo senso di gratitudine nei suoi confronti. Amo scoprire il bello che ogni persona può donare a un’altra.

Vedo un parallelismo con la musica, che possiede la stessa capacità di unire e arrivare al cuore delle persone.

Tra i tuoi obiettivi c’è la realizzazione di un centro dedicato a giovani con disabilità intellettiva e in condizioni di svantaggio sociale. Come nasce questo progetto e come immagini possa svilupparsi?

La mia idea è quella di creare uno spazio nel quale le persone possano sperimentare, far emergere le proprie potenzialità ed esprimere pienamente se stesse.

Vorrei dare vita a un centro nel quale, oltre agli aspetti riabilitativi e alla dimensione relazionale, chi lo frequenta possa acquisire competenze utili per un futuro avviamento professionale.

Mi piacerebbe inoltre permettere alle persone di scoprire quanto l’ambiente naturale possa essere ristoratore e facilitare l’espressione di ciò che siamo realmente.

Dopo “Nada”, quale direzione vorresti dare alla tua musica e cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi lavori?

A settembre inizierò a registrare due nuovi brani inediti e vorrei dedicarmi anche alla realizzazione del videoclip di una delle canzoni contenute nel mio primo album.

Ho inoltre in cantiere un progetto per l’uscita di un nuovo disco. Il mio sogno resta quello di partecipare al Festival di Sanremo e continuerò a impegnarmi per provare a realizzarlo.

Anche nel caso in cui non dovesse accadere, sarò ugualmente fiero di me per l’impegno e l’amore che sto mettendo in questo percorso, a prescindere dal risultato.

Il punto della Redazione

Con “Nada”, Emilio sceglie di raccontare il colpo di fulmine non attraverso una storia autobiografica, ma costruendo una dimensione sensoriale nella quale il movimento, la musica e gli sguardi diventano strumenti di comunicazione. Il ballo non è soltanto un elemento narrativo, ma il simbolo di una connessione che allontana i protagonisti dalla realtà e li conduce in uno spazio emotivo fuori dal tempo.

La pubblicazione della versione spagnola e la volontà di sperimentare con sonorità differenti mostrano il desiderio dell’artista di continuare a mettersi alla prova. Accanto alla musica emerge inoltre una visione più ampia, legata al volontariato, al rapporto con la natura e alla futura creazione di un centro rivolto a giovani con disabilità intellettiva o in condizioni di svantaggio sociale.

Tra nuovi brani, videoclip e il progetto di un prossimo disco, Emilio guarda al futuro con un obiettivo ambizioso come il Festival di Sanremo, mantenendo però al centro il valore del percorso, dell’impegno e della crescita personale.

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