I Dexal portano nel metal contemporaneo la forza della Sardegna, costruendo un sound in cui il groove incontra la lingua sarda, le radici culturali dell’isola e un’attitudine diretta, viscerale e senza compromessi.
La band nasce nel 2007 nel cuore della Trexenta, territorio della Sardegna centro-meridionale. Influenzati inizialmente dalla scena New Wave of American Heavy Metal, i Dexal trascorrono gli anni successivi costruendo la propria identità attraverso concerti, festival, contest, EP e videoclip. Un percorso fatto soprattutto di palco e di esperienza diretta, che porta il gruppo anche a sviluppare una collaborazione con la CentoXCento di Alex Magni & Co.
Nella primavera del 2019 arriva un passaggio importante: la registrazione di “Volume 500”, album pubblicato nello stesso anno e testimonianza di una fase significativa dell’evoluzione musicale della band.
Dal metal in inglese alla lingua sarda
Uno degli elementi più interessanti del percorso dei Dexal riguarda proprio la lingua. Agli inizi la band scrive prevalentemente in inglese. Con il passare degli anni, però, italiano e sardo iniziano a trovare sempre più spazio all’interno dei brani, fino ad arrivare a composizioni interamente cantate nella lingua madre del gruppo.
Non si tratta semplicemente di una scelta stilistica. Per i Dexal utilizzare il sardo significa riportare all’interno della musica qualcosa di profondamente personale, celebrando le proprie origini e trasformando l’identità territoriale in uno degli elementi centrali del progetto.
È proprio qui che prende forma l’obiettivo della band: unire la potenza del groove metal alla capacità espressiva della lingua sarda.
Un sound tra groove metal e contaminazioni
La base musicale dei Dexal affonda nel groove metal, ma il progetto non rimane confinato all’interno di un unico linguaggio. Le differenti influenze dei componenti entrano nella scrittura e negli arrangiamenti, dando vita a una miscela sonora dinamica, pesante e continuamente contaminata. Riff serrati, ritmiche incisive ed energia live diventano così il terreno sul quale costruire un’identità che non vuole limitarsi alla semplice appartenenza a un genere.
Anche i testi seguono la stessa libertà: la band passa dall’ironia dissacrante e goliardica a immagini volutamente estreme e splatter, spesso utilizzate come metafore della quotidianità, fino ad affrontare argomenti sociali decisamente più profondi.
Due anime apparentemente lontane che convivono all’interno dello stesso progetto e contribuiscono a renderne riconoscibile il linguaggio.
Metal, Sardegna e appartenenza
“Nati in Trexenta. Cresciuti a suon di riff, palchi e decisioni sbagliate.” Una frase che sintetizza bene lo spirito dei Dexal. Dietro l’ironia rimane infatti una componente identitaria molto forte: l’idea di raccontare il territorio senza trasformarlo in folklore, facendo invece convivere una lingua antica con l’impatto del metal moderno.
Il risultato è un progetto che utilizza la musica pesante come mezzo per parlare di appartenenza, quotidianità e cultura, senza rinunciare alla provocazione e alla leggerezza quando servono.
Dopo anni di evoluzione, concerti e cambiamenti nella scrittura, i Dexal continuano così a portare avanti una formula personale: groove metal, lingua sarda e radici trasformate in suono.

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