C’è chi a Milano ci va per fuggire e chi, come Daz Jay, ci va per ritrovarsi. Classe 1994, originario di Ancona, Daz Jay si è trasferito nel capoluogo lombardo tre anni fa per dare forma concreta al proprio percorso artistico. Dopo vari singoli pubblicati, è proprio lì che trova finalmente la sua identità musicale, grazie all’incontro decisivo con il producer Matthew Cole.
Il risultato? Un sound che mescola synthwave, bassi 808 e chitarre elettriche, dove rap e pop si intrecciano in modo naturale. “Le mie nuove strofe hanno una sicurezza che prima mancava,” racconta l’artista. “Oggi faccio musica che mi rappresenta davvero.”
Il nuovo singolo di Daz Jay Libera (nel càos), appena uscito, è una dedica personale e insieme un inno alla libertà e al coraggio di affrontare il caos quotidiano. Una canzone che, come dice lui stesso, ci ricorda che “tra le onde del caos si può trasformare sempre il veleno in medicina.”
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L’intervista
1. Daz Jay, hai lasciato Ancona per trasferirti a Milano tre anni fa. Quanto ha inciso questo cambiamento nella tua evoluzione artistica e personale?
Ha inciso totalmente nella mia evoluzione artistica e personale, perché qui a Milano ho trovato il mio produttore Matthew Cole, che ha svoltato la mia musica con le sue produzioni.
2. Hai detto che solo dopo il trasferimento hai trovato la tua vera identità musicale. Cosa ha fatto scattare questa svolta?
Penso sia stata la voglia di essere indipendente, staccarmi dalle mie radici per iniziare un viaggio alla ricerca di me stesso. Questo mi ha avvicinato considerevolmente alla mia identità.
3. Il tuo producer Matthew Cole sembra essere una figura centrale in questo nuovo capitolo. Come vi siete incontrati e come lavorate insieme?
Ci siamo incontrati nel suo vecchio studio a Turro e da lì abbiamo iniziato a lavorare alle prime canzoni. C’è stata sintonia fin da subito perché entrambi vogliamo fare qualcosa che ci valorizzi, piuttosto che qualcosa che possa solo essere di tendenza.
4. Il tuo nuovo singolo è una dedica intensa, che parla di libertà, coraggio e trasformazione. Come è nato questo brano e cosa rappresenta per te?
Questa canzone è stata scritta per una persona. All’inizio avevo approfondito il testo ma mi sono accorto che restava più uno sfogo invece di una canzone. Ho deciso poi di renderla fruibile per tutti, lasciandola più semplice ma, dal mio punto di vista, più impattante a livello di significato. Una vera e propria dedica alla libertà, alla trasformazione e al coraggio.
5. Tra synthwave, 808 e chitarre elettriche, il tuo sound è ben definito. Come descriveresti questa nuova wave a chi non ti ha mai ascoltato?
La nuova wave è un mix tra pop, rap, autotune, chitarre e sintetizzatori. Vi dirò di più: il genere che voglio fare è il titolo del nuovo progetto in arrivo, un EP. Potete scoprire il titolo nella canzone Prima del Buio, uscita un mese fa.
6. Nei tuoi pezzi alterni rap e melodie pop: è una scelta spontanea o una precisa direzione artistica?
Una scelta spontanea, naturale, che poi è diventata la mia direzione artistica.
7. Hai parlato di “veleno che diventa medicina”: è un’immagine forte. Quanto c’è di autobiografico nella tua musica?
Tutto. Racconto la mia vita in ogni sua sfaccettatura e trovo molto interessante come dedicare canzoni ad altre persone poi possa farmi capire quanto io la stia dedicando anche a me stesso.
8. Milano è piena di stimoli ma anche di caos. In che modo questa città ha influenzato il tuo modo di scrivere e vivere la musica?
L’influenza più grande di Milano è la velocità. Questa città è veloce e, se non stai al passo, ti avvolge nel suo caos. All’inizio è stato difficile comprenderla, ma adattandomi a questo ritmo sto accelerando i tempi per realizzare il prima possibile ciò che voglio. Ha tanti lati negativi che un po’ tutti conoscono, ma se la si guarda da un’altra prospettiva è la città giusta per capire come mettersi alla prova.
9. Hai pubblicato diversi brani prima di questo nuovo progetto. Guardandoti indietro, quali sono i passaggi che ti hanno reso l’artista che sei oggi?
La costanza e la dedizione nel fare ciò che amo con naturalezza. Il viaggio è solo all’inizio.
10. Cosa possiamo aspettarci da Daz Jay nei prossimi mesi? Hai già in cantiere un EP, un album?
L’EP è pronto! Non aggiungo altro. Vi ringrazio per quest’intervista.





