81Kid ci parla del suo “Amaro in Bocca”

2 Mar , 2026 - EMERGENTI

81Kid ci parla del suo “Amaro in Bocca”

81Kid, all’anagrafe Mario Martino, è un artista classe 2007 nato a Villaricca e cresciuto tra la provincia di Caserta e Anzio, città in cui nel 2023 ha iniziato a scrivere e costruire il proprio percorso musicale. Il nome nasce da un dettaglio personale, le prime cifre del CAP del suo vecchio paese, un richiamo diretto alle radici che continua a segnare la sua identità artistica.

Il suo progetto ruota attorno all’EP Amaro in Bocca, una raccolta di sei tracce che alternano momenti più energici a brani profondamente introspettivi, in uscita il 13 marzo. “Born to Shine” e “l’Altra Scelta” hanno già anticipato la direzione sonora, mentre i prossimi capitoli promettono di ampliare ulteriormente il racconto emotivo dell’artista.

Tra riferimenti cinematografici, domande identitarie e bisogno di crescita, il disco si muove tra atmosfere diverse ma coerenti, costruendo un percorso personale che parte dal limite e arriva alla consapevolezza. In questa intervista entriamo nel mondo di 81Kid per capire cosa c’è davvero dietro Amaro in Bocca.

L’intervista con 81Kid

Da dove nasce il tuo nome d’arte e quanto è ancora presente oggi il legame con il paese in provincia di Caserta da cui tutto parte?
Il mio nome d’arte nasce dal forte legame che nutro verso la mia terra natale, in particolar modo verso la città dove ho trascorso la mia infanzia. L’81 infatti deriva proprio dal codice postale del paesino in provincia di Caserta in cui abitavo, le prime due cifre. Tutt’ora torno spesso dai miei parenti, sono fortemente attaccato al luogo da cui provengo, ai valori che mi ha trasmesso e alla semplicità della vita che mi ha mostrato.

Sei nato nel 2007 e hai iniziato a scrivere nel 2023: cosa ti ha spinto in quel momento preciso a trasformare pensieri ed emozioni in musica?
Anche se prima del 2023 non mi ero mai approcciato alla scrittura vera e propria, la musica è sempre stata per me un punto di riferimento fisso, nei momenti belli come in quelli più tristi. Ho iniziato come molti con i soliti freestyle tra amici, non importava se fossimo in strada, a casa di qualcuno o su un muretto. In quel momento il fattore comune che ci legava era l’amicizia e l’amore per la musica. Poi un mio caro amico, un fratello per me, mi disse di iniziare a scrivere qualcosa di più concreto, che sarebbe rimasto nel tempo, non come un semplice freestyle. E alla fine eccoci qua.

Nei tuoi spostamenti tra Campania, provincia di Caserta e Anzio, quanto pensi che i luoghi abbiano influenzato il tuo modo di scrivere e raccontarti?
La mia penna ruota attorno al descrivere me stesso, chi mi è vicino, dove e soprattutto cosa viviamo. Questa doppia personalità legata a due città differenti è stata fondamentale nella mia evoluzione artistica. Vivere infanzia e adolescenza in luoghi diversi ha influenzato molto il mio modo di scrivere perché mi ha dato più punti di vista e due realtà distinte su cui basarmi.

“Amaro in Bocca” è un titolo molto evocativo: che tipo di sensazione o periodo della tua vita racchiude questo EP?
Il progetto racchiude a grandi linee i miei ultimi anni di vita descritti in chiave introspettiva seguendo quasi un filo narrativo. Più che i momenti spensierati e gioiosi analizzo quelli più difficili, parlando molto di ansia e paranoia, sensazioni chiave per entrare a pieno nel mood del progetto.

Nel progetto convivono brani più introspettivi e tracce più spinte e banger. Come trovi l’equilibrio tra questi due lati del tuo suono?
Mi sono volutamente concentrato su certe emozioni ed eventi della mia vita. A fare da padrone non è la singola vibes dei brani ma il suono congiunto che li unisce e soprattutto ciò che racconto nei testi. L’equilibrio lo trovi in tracce che possono essere sia banger sia conscious, dipende dall’idea che l’artista vuole trasmettere ascoltando il progetto interamente.

Tra i titoli dell’EP ce n’è uno che senti più rappresentativo di chi sei oggi come artista e persona?
Direi Limite, la traccia che apre l’EP. A livello artistico esprime il suono verso cui sto puntando, mentre a livello personale descrive bene la mia idea sui limiti che ci autoimponiamo o che ci vengono imposti dagli altri.

In “Immortale (L’ODIO)” citi apertamente La Haine: che rapporto hai con il cinema e quanto entra nel tuo immaginario musicale?
La mia cultura sul cinema non è ampia quanto quella musicale ma mi ispira molto nello scrivere. La Haine in particolare è un film a cui sono molto legato: uscito nel 1995 racconta problemi sociali ancora attuali e lo accomuna molto al rap per la sua critica sociale esplicita, pilastro fondamentale del genere.

Quanto è importante per te il concetto di introspezione nella scrittura e quanto invece conta l’istinto del momento?
L’introspezione è uno dei pilastri del mio genere: parlare di sé e analizzare le emozioni. Però può nascere anche tutto di istinto, come un flusso di coscienza. Per scavare a fondo serve tempo, ma entrambi gli approcci sono validi e portano a risultati diversi anche partendo dalle stesse sensazioni.

Guardando al futuro, “Amaro in Bocca” è più un punto di arrivo o l’inizio di un percorso artistico ancora più ampio?
Sono due facce della stessa medaglia. È la chiusura di un capitolo che mi ha fatto maturare molto ma allo stesso tempo è solo l’inizio, una piccolissima parte di quello che voglio dare nel panorama rap.

C’è qualche figura in particolare che ti ha aiutato o ispirato nella realizzazione del disco?
Ringrazio Manuel (EMME) che mi ha aiutato inizialmente e Michele che si è occupato di mix e master. A ispirarmi sono stati il mio vissuto, il mio giro stretto di amici e tutto ciò che mi circonda. Un ringraziamento speciale a chi mi è stato accanto in questo periodo: come dico in Born to Shine, saremo noi a vincere.

Il punto della Redazione

81Kid mette nero su bianco una fase precisa della sua crescita, un passaggio consapevole tra quello che è stato e quello che sta iniziando a diventare. Le tracce funzionano come fotografie emotive, tra ansie, limiti personali e voglia di rivalsa, costruendo un racconto coerente più che una raccolta casuale di brani. Il progetto lascia la sensazione di un artista ancora all’inizio ma già orientato, che usa il rap come mezzo per capirsi prima ancora che per mostrarsi. Se questo EP rappresenta la chiusura di un capitolo, è soprattutto l’apertura di una direzione precisa: identità, continuità e maturazione passo dopo passo. Per 81Kid, l’amaro resta, ma serve a ricordare perché andare avanti.

81kid

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