Intervista con ×hellsanti× dopo “Mai Come Voi”

21 Mag , 2025 - EMERGENTI

Intervista con ×hellsanti× dopo “Mai Come Voi”

Disponibile dal 2 maggio 2025 su tutte le piattaforme digitali, Mai Come Voi è il nuovo singolo di ×hellsanti×, artista della scena pop-punk ed emo-trap italiana. Un brano carico di energia e sentimento, che nasce come reazione alle manifestazioni per la pace in Palestina e si fa portavoce del disagio e della voglia di cambiamento di un’intera generazione.

Prodotto da Andrea Barone presso Hypeless Studio (Sansepolcro, AR), il pezzo fonde l’estetica del punk anni Duemila con un’urgenza contemporanea, tra chitarre distorte e parole che gridano giustizia.

“In un mondo che ci vuole tutti omologati, essere anticonformisti è una scelta giusta e coraggiosa. Così come la pace che dovrebbe esserci in Medio Oriente e su cui i potenti della terra dovrebbero convergere.”
– ×hellsanti×

Focus su ×hellsanti×

Classe 1991, ×hellsanti× è una delle nuove voci più interessanti del panorama emo punk italiano. Ispirato alle sonorità di band storiche come blink-182, Sum 41 e Simple Plan, ha debuttato nel gennaio 2023 con il singolo Non Cambierai, seguito da Pop-Punk e Crush, autoprodotti in pieno stile DIY.

Nel 2023 inizia la sua collaborazione con Hypeless Studio, da cui nasce Cado In Piedi (distribuito da Visory Records) e i successivi singoli Alla Fine e Mai Come Voi, che confermano una crescita artistica costante e coerente.

Attualmente sta lavorando al suo primo EP ufficiale, in arrivo nei prossimi mesi.

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L’intervista

1. Ciao ×hellsanti×, grazie per essere con noi! Partiamo subito con “Mai Come Voi”. Il brano è davvero potente sia musicalmente che tematicamente. Cosa ti ha ispirato a scriverlo?
Ciao Musicura e grazie a voi!
Ciò che mi ha ispirato a scriverlo è stato il guardare il mondo intorno a me.
Riflettendo su certe situazioni sia personali che quotidiane, ma soprattutto a ispirarmi a scriverlo è stato il desiderio di cercare di trasmettere un messaggio forte e chiaro di ribellione contro una società che ci vuole tutti uguali, media inclusi.

2. Hai detto che il brano nasce anche dalle manifestazioni per la pace in Palestina. In che modo vedi la musica come uno strumento di cambiamento sociale?
La musica ha da sempre un fortissimo potere comunicativo, bisogna però anche saper interpretare i messaggi delle canzoni, perché non tutte e non di tutti gli artisti contengono testi così espliciti.
Il mio pensiero però è che la musica può essere, sì, uno strumento di cambiamento sociale, perché aiuta moltissime persone ad affrontare moltissimi problemi e situazioni che vivono, ma tuttora e fino ad oggi non lo vedo come uno strumento che possa cambiare il mondo.
Gli unici che hanno questo potere sono i potenti della Terra, purtroppo.

3. Il sound di “Mai Come Voi” è un mix di pop-punk energico con un’energia emotiva molto forte. Come descriveresti il tuo stile musicale in generale?
Emo-punk sicuramente!
Perché non riesco proprio a non mettere almeno un velo di romanticismo in ogni testo che scrivo, ahah!
Scherzi a parte.
Il mio stile musicale nasce dall’esigenza di esprimere emozioni forti con un’attitudine diretta e senza filtri. Mescolo il pop-punk con elementi più melodici e introspettivi perché mi piace creare un contrasto tra energia, tristezza e vulnerabilità.
Amo i ritmi incalzanti, le chitarre sporche, ma anche i momenti più intimi, in cui le parole hanno il peso di raccontare qualcosa di vero.
In generale, il mio sound è un ibrido tra rabbia, consapevolezza e voglia di riscatto.
È il modo più autentico che ho per incanalare la rabbia, le ansie e starmene in pace con me stesso.

4. Nel brano parli di ribellione e anticonformismo. Quanto pensi che questi temi risuonino nella tua generazione? E in che modo ti relazioni personalmente a queste tematiche?
Non ne sono convintissimo, ma credo che nella cosiddetta Generazione Y, i millennials, questi temi risuonino in modo molto assordante.
Credo che prima che internet invadesse completamente le nostre vite eravamo tutti un po’ anticonformisti, dato che chi dettava mode o modelli da seguire poteva essere solo la televisione e i giornali.
Andavi a scuola ed in classe avevi il tamarro, il punk, il metallaro, la ragazza che vestiva alla moda del momento e quella dark.
Ci si offendeva a vicenda, ma si andava anche d’amore e d’accordo, ed alle manifestazioni scolastiche eravamo tutti uniti e compatti, ma io vi parlo da ex studente dell’Istituto Statale d’Arte.
Vedo comunque i ragazzi della mia generazione, dalla quale sono circondato, ancora tengono e non mollano questi temi e soprattutto il desiderio di avere un mondo migliore.
Le tematiche di cui parlo nel brano vanno analizzate: nel senso, se in una strofa accuso le forze dell’ordine, non vuol dire che è un’accusa a tutti gli agenti di polizia, ma solo a quella parte che per me rappresenta le mele marce.
Le manifestazioni per la pace in Palestina lo hanno evidenziato più volte quali sono.
Per quanto riguarda l’anticonformismo, è tutto racchiuso nel ritornello: non sono il prodotto di nessuno e non lo sarò mai. Se ho iniziato a fare questa musica è perché mi piace, non per moda o per scelte e dinamiche altrui.
Mentre oggi vedo che molti artisti cambiano genere sia per moda che per convenienza. Basta pensare alla miriade di rapper che sono passati alla trap, intendo quella classica: soldi, donne e gangsta life.

5. Come artista che si inserisce nella scena emo trap e pop-punk, come vedi il ruolo della musica nel raccontare le storie personali e collettive?
Lo vedo di buon occhio e di vitale importanza, anche dentro un mainstream musicale che attualmente preferisce il tormentone facile da far canticchiare all’italiano per una o due stagioni per poi scordarsene.

6. “Mai Come Voi” è stato prodotto in collaborazione con Andrea Barone presso l’Hypeless Studio. Come ti sei trovato a lavorare con lui e in che modo ha contribuito alla realizzazione del suono finale del brano?
Con Andrea, da quando ci siamo conosciuti un pomeriggio nel suo studio, mi sono sempre trovato benissimo.
Lavorando insieme mi ha dato un punto di vista del tutto nuovo per me nel pensare alla realizzazione di una canzone, facendomi ripartire giustamente da capo.
In “Mai Come Voi” ha reso la batteria più aggressiva ed incalzante e, come per i miei due precedenti singoli registrati in Hypeless Studio, ha registrato i cori e le voci armoniche.
È sempre un vero piacere lavorare con lui.

7. Il tuo primo singolo, “Non Cambierai”, ha fatto il suo debutto nel 2023. Da quel momento hai fatto molta strada. In che modo pensi che il tuo sound si sia evoluto dal primo brano a oggi?
Il punto è proprio che il sound non si è evoluto, è sempre rimasto quello, è la fase di produzione ad essersi evoluta.
Inizialmente registravo in casa da solo con programmi che nemmeno sto a menzionare perché me ne vergogno, ahah!
Di “Non Cambierai” mi ha divertito soprattutto girare il videoclip in camera mia, il brano invece soffriva di un po’ di mancanze tecniche e lo sentivo, che invece grazie alla grande esperienza da producer di Andrea, i miei brani più recenti non ne hanno avute.
Stesso discorso per “Pop-Punk” e “Crush”, c’è anche da sottolineare che se proprio vogliamo parlare invece di sperimentazione a livello di sound, questi ultimi brani che ho menzionato avevano atmosfere hyperpop ed echi grunge.

8. Qual è stata la reazione più sorprendente che hai ricevuto dai tuoi fan dopo l’uscita dei tuoi singoli precedenti? E come ti sentiresti se “Mai Come Voi” potesse avere lo stesso impatto?
Non mi piace il termine “fan” dato che non sono ancora una rockstar, ahahah!
Ve ne racconto due di reazioni tra le più sorprendenti:
Una delle mie cugine, dopo aver ascoltato “Alla Fine”, mi scrisse su WhatsApp che quella canzone l’aveva fatta emozionare fino a farla piangere.
Mi scrisse anche che per lei è la canzone più bella che io abbia mai scritto.
È stata veramente una di quelle rarissime volte in cui mi sono sentito capito artisticamente.
Mentre a luglio dell’anno scorso sono andato come spettatore al concerto de La Sad e delle Bambole Di Pezza per il festival L’Umbria Che Spacca a Perugia e, prima che i concerti cominciassero, ero sotto al palco e due ragazzi che erano venuti insieme mi fanno:
“Ma tu sei ×hellsanti×! Dopo ci facciamo un selfie!”
Sono rimasto di sasso.
Prima e dopo il bellissimo concerto, mi rimbombava una sola parola in mente per descrivere quel momento: “Assurdo!”
Comunque, già in questa prima settimana ho avuto ottimi riscontri di apprezzamento per “Mai Come Voi”, sia da amici e colleghi di lunga data, che da fan, che da persone che sostengono davvero ogni giorno la pace per la Palestina. Questo mi fa molto piacere e mi sento grato.

9. La scena pop-punk italiana sta vivendo una sorta di rinascita in questi anni. Cosa pensi di questo ritorno di fiamma per il genere, e come ti inserisci in questo movimento?
Questo movimento penso di averlo vissuto in pieno e di stare continuando a viverlo.
Da adolescente passavo le giornate incollato a MTV e ad acquistare fanzine.
Ho iniziato a suonare la chitarra perché a quel tempo scoprire i Green Day mi fece venire voglia di imbracciarla.
Penso che era ora che il genere tornasse alla ribalta, troppe le band date per scontate ai tempi, come i Finley e i Lost, che adesso, in un panorama musicale molto spesso monopolizzato, sono come una ventata d’aria fresca.
Secondo me, per quanto riguarda l’Italia, sono stati La Sad e Naska a riaccendere la fiamma, anche con il ritorno di molte band poi, che diciamocelo, non se ne erano mai andate ma sono un po’ ritornate finalmente sotto le luci dei riflettori.
C’è stato anche chi ha avuto voglia di ricominciare a scrivere i testi in italiano.
Non so come sarà il futuro, ma sono contento che grazie a questo ritorno di fiamma a molti ragazzi più giovani di me è venuta voglia di imparare a suonare uno strumento e formare una band.

10. Cosa possiamo aspettarci da te nei prossimi mesi? Hai anticipazioni sul tuo primo EP e su come si evolverà il tuo sound?
Non aspettatevi niente, le sorprese sono più belle!
Preferisco non dire niente riguardo all’EP.
Ci sto lavorando.

×hellsanti×


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